Hebe Bonafini e il muro dei desaparecidos

Addio a Hebe de Bonafini presidente delle madri di Plaza de Mayo

L’Argentina proclama tre giorni di lutto nazionale. Il ricordo di Papa Francesco

Plaza de mayo ricordo di Hebe
le madri di Plaza de Mayo ricordano Hebe

BUENOS AIRES, 20 novebre 2022  – Aveva perso due figli e la giovane nuora, inghiottiti nella tragedia dei desaparecidos argentini, e ha dedicato tutta la vita con il suo pañuelo, l’inseparabile fazzoletto bianco, in testa a rivendicare giustizia e verità, sfidando la dittatura militare argentina a cavallo degli anni ’80. Così l’incipit dell’articolo di Maurizio Salvi  (agenzia ANSA) in ricordo di Hebe Bonafini simbolo della lotta alla dittatura, morta a 93 anni.

Hebe Bonafini, l’iconica leader delle Madri di Plaza de Mayo è morta a la Plata, lasciando in lutto e con un profondo vuoto il mondo dei diritti umani, con la Casa Rosada «profondamente addolorata» che ha indetto, a nome del governo del presidente Alberto Fernandez, tre giorni di lutto. Sui social si è abbattuta un’ondata di commozione: non solo i figli, le mamme e le nonne di Plaza de Mayo ma anche tantissimi argentini postano un ricordo, un saluto, una frase per ricordare Hebe.

Una donna forte e battagliera – scrive ancora Maurizio Salvi – ha affrontato fin dagli anni della dittatura (1976-1983) i militari al potere e poi, in democrazia, i governi, non quello di Ricardo Alfonsin, ma quello di Carlos Menem, che hanno cercato di amnistiare i responsabili delle giunte delle Forze armate, primo fra tutti il generale Jorge Rafael Videla. Forte di carattere e molto battagliera, Bonafini è stata protagonista per molti anni delle ‘rondas’ del giovedì sulla Plaza de Mayo per denunciare che la dittatura (1976-1983) aveva provocato molte migliaia di desaparecidos, fra cui due suoi figli, Jorge Omar e Raúl Alfredo.

Le madri di Plaza de Mayo

Una Organizzazione creata dalle madri dei dissidenti argentini scomparsi sotto la dittatura militare tra il 1976 e il 1983 e prende il nome dalla piazza di Buenos Aires divenuta dagli anni Settanta luogo di incontro delle donne, ogni giovedì, per ricordare i propri figli. In un primo momento le madri reclamarono il rilascio dei figli e in seguito chiesero che i responsabili fossero chiamati a rispondere della loro morte davanti alla giustizia.

I desaparecidos argentini

Sotto il regime della Giunta militare, sono scomparsi circa  30.000 dissidenti. Sequestrare e fare sparire le vittime della repressione  aveva due obiettivi: il primo era quello di evitare che immagini dei prigionieri diffuse sollevassero l’indignazione e l’interessamento delle associazioni per la difesa dei diritti umani. Il secondo era quello di terrorizzare la popolazione, limitando non solo ogni possibile dissenso al regime, ma anche la semplice richiesta di notizie da parte dei parenti.

Papa Francesco

Dopo aver appreso della morte della presidente delle Madri di Plaza de Mayo, Hebe Bonafini, Papa Francesco ha inviato un messaggio in cui ha esaltato «la forza ed il coraggio» di una donna, che ha saputo, «in momenti in cui imperava il silenzio», «mantenere viva la ricerca della verità, della memoria e della giustizia» per i desaparecidos della dittatura argentina. Nel testo, pubblicato oggi dall’Associazione Madri di Plaza de Mayo – e datato Santa Marta, 20 novembre 2022 – il pontefice ricorda che Bonafini «ha saputo trasformare la sua vita, come voi tutte, segnata dal dolore dei suoi figli e figlie scomparsi, in una ricerca instancabile per la difesa dei più emarginati e dimenticati». Ricordo, dice poi, «nell’incontro che abbiamo avuto in Vaticano, la passione che mi trasmetteva nel dare voce a coloro che non la avevano». Il suo impegno, continua il messaggio, «l’ha portata a marciare ogni settimana affinché l’oblio non si impadronisse delle strade e della storia, e che l’impegno per gli altri fosse la parola migliore è l’antidoto contro le atrocità che si soffrirono». «In questa sua ultima “marcia” – conclude la lettera – la accompagniamo con la preghiera, chiedendo al Signore che le regali il riposo eterno e non permetta che si perda tutto il bene realizzato; a Voi, che vi conforti e accompagni per continuare ad essere le Madri della Memoria».

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