Chef Andrés Serrano: Eccellenza Ecuadoriana per il mondo

Il grande viaggio in Asia

Di Daniel Rios

Milano, 9 gennaio 2024 – Lo chef Andrés Serrano nasce a Machala, nella provincia di El Oro, in Ecuador. Arriva in Italia nel lontano 2008, portando con sé la passione per la cucina trasmessa dai nonni fin da tenera età.
Fin da piccolo, rimane incantato dai mercati del suo paese, dai sapori e dalle spezie locali. Dopo il suo arrivo in Italia, si innamora della gastronomia italiana. Dalla spesa al mercato nella sua città natale alla ricerca di nuovi sapori, Andrés decide di frequentare l’istituto “Carlo Porta” di Milano.
Dopo aver terminato gli studi, inizia la sua lunga gavetta in ristoranti di altissima qualità italiana. Successivamente, intraprende numerosi viaggi all’estero per acquisire nuove tecniche e scoprire nuovi prodotti.
Nel 2020 ottiene il 2° posto al campionato mondiale in un contest televisivo, mentre nel 2023 conquista 3 medaglie d’argento ai Campionati Italiani nazionali di cucina.
Spesso chiamato a partecipare a showcooking internazionali durante grandi eventi, collabora anche come docente presso alcune scuole professionali di cucina.

Siamo curiosi di scoprire qualcosa in più sul suo attuale viaggio in Asia, sicuramente ci riserverà qualche chicca…

1. Un sogno che si avvera, raccontaci del tuo viaggio nelle Filippine, cosa ti ha colpito della loro cultura e cosa ti hanno trasmesso fino ad oggi le persone del territorio e i loro turisti.

Le Filippine per me sono come il Sudamerica dell’Asia, credo sia uno dei paesi più simili all’Ecuador. Partiamo dal presupposto che sono stata una colonia spagnola, proprio come il Sudamerica. Il loro cibo si assomiglia a tante delle nostre pietanze, usano molto il cocco, il maiale, le foglie di platano, ma la cosa che mi affascina di più è che amano cantare. Cantano sempre, a qualsiasi ora. Il karaoke per loro è come le preghiere per i musulmani, almeno una volta al giorno devono farlo.
Appena arrivato in Italia, conobbi Alessandro Crescini, il mio miglior amico, nato in Italia ma filippino di sangue. Ho passato con la sua famiglia il Natale e ho conosciuto il loro cibo, da lì ho capito che avrei visitato il loro paese, proprio perché mi innamorai del chicken adobo e delle pork calderetas!
I filippini mi trasmettono pace e gioia, cibo sempre in tavola e un microfono sempre acceso.

2. Thailandia e le sue incredibili prelibatezze di gusti, profumi e colori…
La Thailandia per me è stata una bella scoperta! Caotica! Piena di templi colorati e… il cibo! Pazzesco! Mi sono innamorato del crispy pork and rice!

3. Singapore e le sue regole nella vita quotidiana…
In cucina,come nella vita, non seguo molto le regole, e Singapore per me è stata una breve ma intensa esperienza di rigidità, le regole sono infinite!

Non ci si può baciare in giro, non puoi fumare, non puoi girare nudo nella tua stessa casa e così tante altre regole che, a parer mio, sono ridicole! Un caos, per me è stato un trauma, non solo per le regole, ma perché non hanno una cultura gastronomica. Cerco sempre di viaggiare in paesi dove il cibo racconta di più del posto in sé.
Insomma, una giungla di cemento che non vorrei più visitare, a meno che non sia per lavoro.

4. Dopo questo viaggio arricchisci ancora di più il tuo immenso bagaglio culturale e gastronomico… cosa ci trasmetterai a noi in Italia al riguardo?
Il mio viaggio finirà nello Sri Lanka, dopo aver visitato Cambogia, Laos, Vietnam, Bangladesh, Indonesia, Nepal e un pezzo dell’India. Posso dire che però non finisce qui, questo è solo un inizio di un’avventura verso la scoperta dei sapori del mondo. Quando mangi così tante cose, fatte da diverse mani, è normale che qualcosa cambi nel tuo palato, soprattutto se hai amato qualcosa in particolare. Credo che quando tornerò in Italia e cucinerò per voi, sarà un viaggio anche per voi… tecniche, ingredienti e piatti italiani, ma con contaminazioni da tutto il mondo. Vi immaginate un risotto con morning glory (una pianta che cresce in Thailandia), polvere di chicharron (cotenna di maiale molto asiatico-latinoamericana) e una demi-glace di adobo (tipica ricetta filippina)?

5. Raccontaci della tua più grande soddisfazione fino ad oggi in Asia.
La mia più grande soddisfazione in Asia l’ho trovata nella versatilità delle persone. Siamo abituati ad avere tutto perfetto per creare un business… qui basta il fuoco, degli ottimi prodotti e un wok. Ci vuole più passione e meno seghe mentali. Sono soddisfatto per loro! Perché grazie a loro, ho eliminato un po’ di ego dal mio bagaglio personale e professionale.

6. Ci racconti i piatti che ti hanno colpito di più fino ad ora durante il tuo grande viaggio?
Per ora, i piatti che ho trovato eccezionali sono stati: il fried rice di maiale thailandese e il puchero filippino, sapori intensi e diverse texture che giocano con il tuo palato.

7. Quali sono i tuoi progetti dopo il viaggio in Asia?
Dopo il mio viaggio in Asia, mi piacerebbe continuare a lavorare e imparare. Il pensiero di aprire un ristorante c’è sempre, ma sto ancora valutando la situazione e il momento giusto. Sicuramente continuerò il viaggio per l’America Latina e l’Africa, ma ora sono solo piani momentanei. Ho imparato che nella vita, tutto cambia, quindi rimane solo un bel pensiero che, se potrò, metterò in pratica.

8. Essendo considerato uno dei migliori chef ecuadoriani al mondo e quindi un punto di riferimento per molte persone, cosa puoi consigliare a chi vuole intraprendere il mestiere per arrivare a grandi livelli?
Non credo di essere uno dei migliori chef ecuadoriani al mondo, ma credo solo di essere un bravo cuoco. Il consiglio che do alle nuove generazioni è di non mollare al primo colpo. Questo mestiere è difficile e faticoso, tante lacrime e sudore. Continuo studio… non si finirà mai di imparare. Bisogna sempre continuare a cucinare bene e puntando in alto. Il resto viene da sé.

9. Abbiamo saputo che nelle Filippine hai fatto un servizio sociale, raccontaci il progetto.
Ho trovato un posto molto bello e poco conosciuto dove ho visto moltissimi bambini in giro e ho voluto donare a loro un messaggio. A Mabini – Batangas, ho comprato a 500 bambini quaderni, penne e matite, qualche dolcetto e un messaggio in filippino che diceva “Studiare vi renderà più facile la vita”. Un piccolo gesto che spero possa aiutarli ad apprezzare lo studio e a crescere umanamente e professionalmente.

Buona vita Chef Andrés e grazie per il tempo dedicato!

spagna

Chef Andrés Serrano: excelencia ecuatoriana por el mundo

El gran viaje por Asia

Milán, 9 de enero de 2024 – El chef Andrés Serrano nace en Machala, en la provincia de El Oro, Ecuador. Llega a Italia en 2008, llevando consigo la pasión por la cocina transmitida por sus abuelos desde temprana edad.
Desde pequeño, se siente fascinado por los mercados de su país, sus sabores y especias locales. Tras llegar a Italia, se enamora de la gastronomía italiana. Desde sus compras en el mercado de su ciudad natal en busca de nuevos sabores, Andrés decide asistir al instituto “Carlo Porta” en Milán.
Después de terminar sus estudios, comienza su larga trayectoria en restaurantes de la más alta calidad italiana. Posteriormente, emprende numerosos viajes al extranjero para adquirir nuevas técnicas y descubrir nuevos productos.

En 2020, obtiene el segundo lugar en el campeonato mundial de un concurso televisivo, mientras que en 2023 conquista 3 medallas de plata en los Campeonatos Nacionales de Cocina de Italia.
Con frecuencia, es invitado a participar en showcookings internacionales durante grandes eventos y también colabora como docente en varias escuelas profesionales de cocina.

Estamos curiosos por conocer más sobre su actual viaje por Asia, ¡seguro nos regalará alguna sorpresa!

1. Un sueño hecho realidad, cuéntanos sobre tu viaje a Filipinas, ¿qué te impresionó de su cultura y qué te han transmitido hasta ahora las personas del lugar y sus turistas?

Las Filipinas para mí son como el Sudamérica de Asia, creo que es uno de los países más similares a Ecuador. Partimos del hecho de que fue una colonia española, al igual que América Latina. Su comida se parece mucho a nuestros platos, usan mucho coco, cerdo, hojas de plátano, pero lo que más me fascina es que les encanta cantar. Siempre cantan, a cualquier hora. El karaoke para ellos es como las oraciones para los musulmanes, deben hacerlo al menos una vez al día.
Cuando llegué a Italia conocí a Alessandro Crescini, mi mejor amigo, nacido en Italia pero de sangre filipina. Pasé la Navidad con su familia y conocí su comida, y fue entonces cuando supe que visitaría su país, ya que me enamoré del chicken adobo y las pork calderetas!
Los filipinos me transmiten paz y alegría, siempre con comida en la mesa y un micrófono siempre encendido.

2. Tailandia y sus increíbles delicias de sabores, aromas y colores…

¡Tailandia fue un gran descubrimiento para mí! ¡Caótica! Llena de templos coloridos y… ¡la comida! ¡Increíble! Me enamoré del crispy pork and rice.

3. Singapur y sus reglas en la vida diaria…

En la cocina, como en la vida, no sigo mucho las reglas, y Singapur para mí fue una experiencia breve pero intensa de rigidez, ¡las reglas son infinitas!
No se puede besarse en público, no puedes fumar, no puedes caminar desnudo en tu propia casa y muchas otras reglas que, a mi parecer, son ridículas. ¡Un caos! Para mí fue un trauma, no solo por las reglas, sino porque no tienen una cultura gastronómica. Siempre trato de viajar a países donde la comida cuente más sobre el lugar que el lugar mismo.
En resumen, es una jungla de cemento que no me gustaría volver a visitar, a menos que sea por trabajo.

4. Después de este viaje, ¿cómo enriqueces aún más tu inmenso bagaje cultural y gastronómico? ¿Qué nos transmitirás en Italia sobre eso?

Mi viaje terminará en Sri Lanka, después de haber visitado Camboya, Laos, Vietnam, Bangladesh, Indonesia, Nepal y un trozo de la India. Puedo decir que esto no termina aquí, esto es solo el inicio de una aventura hacia el descubrimiento de los sabores del mundo. Cuando comes tantas cosas hechas por manos diferentes, es normal que algo cambie en tu paladar, especialmente si te enamoras de algo en particular. Creo que cuando regrese a Italia y cocine para ustedes, será un viaje también para ustedes… técnicas, ingredientes y platos italianos, pero con influencias de todo el mundo.
¿Te imaginas un risotto con morning glory (una planta que crece en Tailandia), polvo de chicharrón (piel de cerdo muy asiática-latinoamericana) y una demi-glace de adobo (una receta típica filipina)?

5. Cuéntanos sobre tu mayor satisfacción hasta ahora en Asia.

Mi mayor satisfacción en Asia la encontré en la versatilidad de las personas. Estamos acostumbrados a tener todo perfecto para crear un negocio… aquí solo necesitas fuego, buenos productos y un wok. Hace falta más pasión y menos complicaciones. ¡Estoy satisfecho por ellos! Porque gracias a ellos, he eliminado un poco de ego de mi equipaje personal y profesional.

6. ¿Cuáles son los platos que más te han impactado hasta ahora durante tu gran viaje?

Hasta ahora, los platos que me han parecido excepcionales son: el fried rice de cerdo tailandés y el puchero filipino, sabores intensos y texturas diferentes que juegan con tu paladar.

7. ¿Cuáles son tus proyectos después del viaje por Asia?

Después de mi viaje por Asia, me gustaría seguir trabajando y aprendiendo. La idea de abrir un restaurante siempre está presente, pero todavía estoy evaluando la situación y el momento adecuado. Sin duda, continuaré mi viaje hacia América Latina y África, pero ahora son solo planes temporales. He aprendido que en la vida, todo cambia, así que solo queda un buen pensamiento que, si puedo, llevaré a cabo.

8. Siendo considerado uno de los mejores chefs ecuatorianos del mundo y, por tanto, un referente para muchas personas, ¿qué consejo le darías a quienes quieren emprender la carrera para llegar a grandes niveles?

No creo ser uno de los mejores chefs ecuatorianos del mundo, pero solo creo ser un buen cocinero. El consejo que doy a las nuevas generaciones es no rendirse a la primera dificultad. Este oficio es difícil y agotador, con muchas lágrimas y sudor. Continuo estudiando… nunca dejarás de aprender. Siempre debes seguir cocinando bien y apuntar alto. Lo demás viene solo.

 

9. Sabemos que en Filipinas realizaste un servicio social, cuéntanos sobre el proyecto.

Encontré un lugar muy bonito y poco conocido donde vi a muchos niños por la calle y quise darles un mensaje. En Mabini – Batangas, compré cuadernos, bolígrafos y lápices para 500 niños, algunos dulces y un mensaje en filipino que decía: “Estudiar les hará la vida más fácil”. Un pequeño gesto que espero les ayude a valorar los estudios y a crecer humanamente y profesionalmente.

¡Buena vida, Chef Andrés, y gracias por el tiempo dedicado!

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