Crisi della natalità e come ci influenza come società

Tra invecchiamento della popolazione, sostenibilità del welfare e cambiamenti sociali, il calo delle nascite rappresenta una delle sfide più importanti del nostro tempo

Di Madelein Moreno

Milano, 17 maggio 2025 – Molti di noi provengono da famiglie numerose. I nostri nonni avevano spesso molti figli, ma oggi la situazione è cambiata: le famiglie sono sempre più piccole e, in alcuni casi, ci sono persone che non prendono nemmeno in considerazione l’idea di avere figli. Questo fenomeno può avere effetti sia positivi sia negativi sulla società.

Quando il tasso di fertilità scende sotto i 2,1 figli per donna, una popolazione non è più in grado di garantire autonomamente il proprio ricambio generazionale; senza immigrazione, tende quindi a diminuire nel tempo.

La fertilità a livello mondiale è diminuita drasticamente dalla metà del XX secolo. Nel 1960, una donna aveva in media quasi 5 figli; oggi la media globale si aggira intorno ai 2,2 figli per donna.

Nel 2024, l’Italia ha registrato il tasso di fertilità più basso della sua storia recente: appena 1,18 figli per donna, ben al di sotto della soglia necessaria per mantenere stabile la popolazione senza il contributo dell’immigrazione. Si tratta di un minimo storico, persino inferiore al precedente record negativo di 1,19 registratonel 1995.

Anche il numero delle nascite è diminuito: nel 2024 sono nati meno di 370.000 bambini, confermando una tendenza al ribasso che dura da anni. Inoltre, l’età media alla quale le donne italiane hanno il primo figlio è tra le più alte d’Europa, attestandosi intorno ai 32 anni.

Tutto questo colloca l’Italia tra i Paesi europei con i livelli di fertilità più bassi e con una popolazione che invecchia rapidamente.

Uno dei problemi principali riguarda il sistema pensionistico. L’Italia possiede uno dei sistemi previdenziali più costosi d’Europa e si basa interamente sui lavoratori attivi, che finanziano le pensioni correnti. Tuttavia, ci sono sempre meno giovani che lavorano e sempre più anziani che vivono più a lungo.

Sebbene l’Italia presenti uno dei tassi di fertilità più bassi, non è necessariamente il Paese con il valore assoluto più basso del continente. Malta, ad esempio, ha registrato un tasso di 1,06 figli per donna, mentre anche la Spagna si avvicina a questi livelli, con circa 1,12 figli per donna.

Anche al di fuori dell’Europa si osserva questa diminuzione. La Corea del Sud, in particolare, è considerata il Paese con il tasso di fertilità più basso al mondo, con livelli estremamente ridotti che hanno suscitato una forte preoccupazione nazionale e portato all’adozione di politiche specifiche per cercare di invertire la tendenza.

A livello globale, molte regioni si trovano già al di sotto della soglia di sostituzione generazionale. Ciò significa che, in assenza di immigrazione o di importanti cambiamenti nelle politiche sociali ed economiche, molte popolazioni potrebbero iniziare a ridursi.

Le aree caratterizzate da una fertilità estremamente bassa affrontano diverse sfide:

  • rapido invecchiamento della popolazione;
  • maggiore pressione sui sistemi pensionistici e sanitari;
  • diminuzione della forza lavoro giovane;
  • difficoltà nel sostenere la crescita economica.

Tuttavia, non tutto è necessariamente negativo. Esistono anche possibili effetti positivi:

  • minore pressione sull’ambiente;
  • maggiore investimento e attenzione per ogni bambino;
  • potenziale miglioramento della qualità della vita, se la transizione viene gestita correttamente.

Il problema è che questa transizione risulta spesso costosa e squilibrata.

E sebbene molti Paesi abbiano introdotto politiche a sostegno della natalità — come bonus alla nascita, aiuti economici e incentivi fiscali — i risultati ottenuti finora sono stati piuttosto limitati.

Questo ci porta a una conclusione importante: non si tratta soltanto di una questione economica. In gioco ci sono anche la struttura sociale, la sicurezza, la stabilità e le aspettative di vita delle persone.

spagna

Crisis De Natalidad Y Cómo Nos Afecta Como Sociedad

Entre el envejecimiento de la población, la sostenibilidad del sistema de bienestar y los cambios sociales, la disminución de la natalidad representa uno de los desafíos más importantes de nuestro tiempo

Muchos de nosotros venimos de familias numerosas. Nuestros abuelos solían tener muchos hijos, pero en la actualidad la historia ha ido cambiando: cada vez las familias son más pequeñas y, en algunos casos, hay quienes ni siquiera contemplan la idea de tener hijos. Y esto puede afectar de manera positiva y negativa a la sociedad.

Cuando la tasa de fertilidad es inferior a 2,1 hijos por mujer, una población ya no logra reemplazarse por sí sola; sin inmigración, tiende a disminuir con el tiempo.

La fertilidad mundial ha caído drásticamente desde mediados del siglo XX. En 1960, una mujer promedio tenía cerca de 5 hijos; hoy, la media global ronda los 2,2 hijos por mujer.

En 2024, Italia registró su tasa de fertilidad más baja de la historia reciente: solo 1,18 hijos por mujer, muy por debajo del nivel de reemplazo necesario para mantener estable la población sin inmigración. Este dato representa un mínimo histórico, incluso inferior al anterior récord de 1,19 registrado en 1995.

La cantidad de nacimientos también cayó: menos de 370.000 bebés nacieron en 2024, continuando una tendencia de descenso que lleva años. Además, la edad promedio en la que las mujeres italianas tienen su primer hijo es una de las más altas de Europa, aproximadamente a los 32 años.

Todo esto coloca a Italia entre los países europeos con fertilidad muy baja y una población que envejece rápidamente.

Uno de los mayores problemas es el sistema de pensiones. Italia tiene uno de los sistemas más costosos de Europa y depende completamente de los trabajadores activos, quienes financian las jubilaciones actuales. Sin embargo, cada vez hay menos jóvenes trabajando y más personas mayores viviendo durante más años.

Y aunque Italia tiene una de las tasas de fertilidad más bajas, no es necesariamente el país con la cifra absoluta más baja del continente. Malta, por ejemplo, registró una tasa de 1,06 hijos por mujer, y España también se encuentra cerca de esos niveles, con aproximadamente 1,12.

Fuera de Europa también vemos esta disminución. Corea del Sur, en particular, es considerado el país con la tasa de fertilidad más baja del mundo, con cifras extremadamente reducidas que han generado preocupación nacional y políticas específicas para intentar revertir la tendencia.

A nivel global, muchas regiones ya están por debajo del nivel de reemplazo poblacional. Esto significa que, sin inmigración o cambios importantes en las políticas sociales y económicas, muchas poblaciones podrían empezar a disminuir.

Las regiones con fertilidad extremadamente baja enfrentan:
• envejecimiento acelerado;
• presión sobre las pensiones y los servicios de salud;
• menos personas jóvenes trabajando;
• dificultades para mantener el crecimiento económico.

Pero no todo es negativo. También existen posibles efectos positivos:
• menor presión ambiental;
• mayor inversión por niño;
• una posible mejora en la calidad de vida si la transición se gestiona correctamente.

El problema es que esta transición suele ser costosa y desbalanceada.

Y aunque muchos países han intentado implementar políticas pronatalidad (como bonos por nacimiento, ayudas económicas e incentivos fiscales) los resultados han sido limitados.

Esto nos lleva a una conclusión importante: no se trata solo de dinero. También hablamos de estructura social, seguridad, estabilidad y expectativas de vida.

Attiva le newsletter per rimanere sempre aggiornato.

Vedi Anche

Milano Latin Festival 2026: due mesi di musica e cultura latinoamericana

Dall’11 giugno al 15 agosto concerti, cultura e sapori dal cuore dell’America Latina Milano, 22 …

×