Brasile, Cile, Uruguay ed Ecuador con l’Argentina su causa della compagnia petrolifera Ypf

Respingono richiesta di risarcimento di 16 miliardi di dollari

Buenos Aires, 5 marzo 2024 – I governi di Brasile, Cile, Ecuador e Uruguay hanno respinto la sentenza di un tribunale statunitense che obbliga lo stato argentino a depositare una garanzia di 16 miliardi nella causa per la statalizzazione della compagnia petrolifera Ypf nel 2012. Lo hanno fatto in un parere presentato in qualità di ‘amicus curiae’ alla corte d’appello di Manhattan dove è in revisione la sentenza di primo grado della giudice Loretta Preska.

Nel documento i quattro paesi sudamericani affermano che «se venisse confermata la sentenza di primo grado, questa interferirà negativamente nelle aspettative future del Paese». Non solo. «La decisione di Preska – affermano – minaccia di turbare le relazioni commerciali con gli Stati Uniti» in quanto viene considerata un’intromissione negli affari interni di un altro paese. Tali osservazioni sono tuttavia già state affrontate dalla giudice Preska, secondo la quale il suo tribunale è autorizzato a intervenire in quanto Ypf è una società quotata alla borsa di New York.

Nonostante il ricorso in appello, il tribunale di New York ha intimato a gennaio il governo argentino a depositare una garanzia di 16 miliardi di dollari e i beneficiari del risarcimento hanno già avviato azioni esplorative per un eventuale embargo di azioni e attivi non solo della compagnia petrolifera ma anche dello Stato argentino.

spagna

Brasil, Chile, Uruguay y Ecuador con Argentina por causa de la compañía petrolera Ypf

Rechazan demandas por 16 mil millones de dólares

Buenos Aires, 5 de marzo de 2024 – Los gobiernos de Brasil, Chile, Ecuador y Uruguay han rechazado la sentencia de un tribunal estadounidense que obliga al Estado argentino a depositar una garantía de 16000 millones en el caso de la nacionalización de la compañía petrolera Ypf en 2012. Lo hicieron en un dictamen presentado como ‘amicus curiae’ en el tribunal de apelación de Manhattan, donde está en revisión la sentencia en primera instancia de la jueza Loretta Preska.

En el documento los cuatro países sudamericanos afirman que «si se confirmara la sentencia en primera instancia, ésta interferiría negativamente en las expectativas futuras del país». No solo. «La decisión de Preska – afirman – amenaza con perturbar las relaciones comerciales con Estados Unidos», ya que se considera una injerencia en los asuntos internos de otro país. Sin embargo, estas observaciones ya han sido abordadas por la Juez Preska, según la cual su tribunal está autorizado a intervenir porque Ypf es una sociedad cotizada en la Bolsa de Nueva York.

A pesar de la apelación, el Tribunal de Nueva York ordenó en enero al Gobierno argentino depositar una garantía de 16000 millones de dólares y los beneficiarios de la indemnización ya han iniciado acciones exploratorias para un eventual embargo de acciones y activos no solo de la compañía petrolera sino también del Estado argentino.

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