Argentina: Javier Milei, dubbi sulle elezioni come Trump e Bolsonaro

Per l’ultraliberista «un risultato avverso non è accettabile»

Buenos Aires, 09 novembre 2023- Seguendo una linea già adottata da Donald Trump negli Usa e Jair Bolsonaro in Brasile, il candidato ultraliberista alle elezioni presidenziali dell’Argentina, Javier Milei, ha messo in dubbio la regolarità del risultato elettorale del primo turno e l’imparzialità dell’organismo incaricato di effettuare il conteggio dei voti in vista del ballottaggio del 19 novembre.

«Il 22 ottobre ci sono state irregolarità di dimensioni tali che mettono in dubbio la validità del risultato», ha dichiarato Milei in un’intervista concessa al giornalista peruviano Jaime Bayly, conosciuto per le sue simpatie verso settori ultraconservatori della regione. Secondo Milei la Camera Nazionale Elettorale (Cne) incaricata del conteggio ufficiale dei voti non sarebbe un organismo imparziale. «Non è indipendente, è influenzata dal potere politico e chi conta i voti controlla tutto», ha aggiunto. Il candidato ultraliberista ha affermato quindi che in queste condizioni «non è possibile accettare un risultato avverso» al ballottaggio.

I questionamenti di Milei al risultato del primo turno – dove si è aggiudicato un ticket al ballottaggio giungendo secondo con il 30% dei voti dietro al candidato del peronismo moderato Sergio Massa con il 36,6% – non sono stati tuttavia accompagnati da nessun tipo di presentazione formale presso l’autorità elettorale. D’altra parte dal ritorno della democrazia in Argentina nel 1983 non si registrano denunce significative di brogli a livello nazionale e nelle ultime elezioni politiche e presidenziali del 2013, 2015, 2019 e 2021 si sono registrate sempre sconfitte delle coalizioni al governo.

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Argentina: Javier Milei, dudas sobre elecciones como Trump y Bolsonaro

Para el ultraliberal «un resultado adverso no es aceptable»

Buenos Aires, 09 de noviembre de 2023- Siguiendo una línea ya adoptada por Donald Trump en Estados Unidos y Jair Bolsonaro en Brasil, el candidato ultraliberal a las elecciones presidenciales de Argentina, Javier Milei, cuestionó la regularidad del resultado electoral de la primera vuelta y la imparcialidad del organismo encargado de contar los votos con vistas a la segunda vuelta del 19 de noviembre.

«El 22 de octubre hubo irregularidades de tal magnitud que ponen en duda la validez del resultado», declaró Milei en una entrevista concedida al periodista peruano Jaime Bayly, conocido por sus simpatías hacia sectores ultraconservadores de la región. Según Milei la Cámara Nacional Electoral (CNE) encargada del recuento oficial de los votos no sería un organismo imparcial. «No es independiente, está influenciada por el poder político y quien cuenta los votos lo controla todo», añadió. El candidato ultraliberal afirmó que en estas condiciones «no es posible aceptar un resultado adverso» a la segunda vuelta.

Los cuestionarios de Milei en el resultado de la primera ronda – donde ganó un ticket en la segunda vuelta, quedando segundo con el 30% de los votos detrás del candidato del peronismo moderado Sergio Massa con el 36,6% – sin embargo, no fueron acompañados de ningún tipo de presentación formal ante la autoridad electoral. Por otra parte, desde el regreso de la democracia a Argentina en 1983 no se han registrado denuncias significativas de fraude a nivel nacional y en las últimas elecciones generales y presidenciales de 2013, 2015, 2019 y 2021 se han registrado siempre derrotas de las coaliciones gobernantes.

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