Oltre 180.000 discendenti esiliati chiedono nazionalità spagnola

Nel 2023, dopo entrata in vigore della “legge dei nipoti”
Madrid, 8 gennaio 2023 – Oltre 182.000 discendenti di spagnoli esiliati durante la guerra civile (1936-1939) e la dittatura franchista hanno chiesto la nazionalità spagnola nel 2023, primo anno dell’entrata in vigore della legge di Memoria Democratica, nota come “legge dei nipoti”La normativa, approvata nell’ottobre 2022, fino all’ottobre 2024 dà la possibilità di ottenere il passaporto spagnolo col quale muoversi liberamente nello spazio Schengen, in base allo “ius sanguinis”, a «tutti i nati fuori di Spagna da padre o madre o nonni originariamente spagnoli», che perdettero la nazionalità perché esiliati per motivi politici, ideologici, di credo o anche di orientamento e identità sessuale.
Inclusi i figli delle donne che persero la cittadinanza spagnola dopo il matrimonio con stranieri, prima dell’entrata in vigore della Costituzione democratica del 1978.  A differenza della prima legge di Memoria Storica – che fra il 2009 e il 2011 registrò mezzo milione di richieste di cittadinanza spagnola – l’ultima normativa amplia il ventaglio di possibilità di essere nazionalizzati al quarto grado di consanguineità e consente “salti” generazionali poiché i nipoti degli esiliati fra il 1936 e il 1975 – l’inizio della guerra civile e la morte del dittatore Francisco Franco – possono accedere alla cittadinanza spagnola anche se i genitori non hanno fatto richiesta in precedenza.
Cuba, Messico e Argentina sono i tre paesi dove più persone hanno presentato domanda di nazionalità (94,9%), essendo l’America Latina meta dell’emigrazione economica spagnola nel XX secolo. Mentre il rimanente 5,1% delle richieste è stato presentato a consolati e ambasciate spagnole in Francia, Stati Uniti e Marocco e alcune decine nei consolati della Russia.
Sono 300.000 le persone che potranno beneficiarsi della nuova normativa, secondo le stime delle associazioni dei discendenti. 
spagna

Más de 180.000 descendientes exiliados solicitan nacionalidad española

En 2023, tras la entrada en vigor de la “ley de los nietos”

Madrid, 8 de enero de 2023 – Más de 182.000 descendientes de españoles exiliados durante la guerra civil (1936-39) y la dictadura franquista pidieron la nacionalidad española en 2023, primer año de la entrada en vigor de la Ley de Memoria Democrática, conocida como “Ley de los Nietos”.
La normativa, aprobada en octubre de 2022, hasta octubre de 2024 da la posibilidad de obtener el pasaporte español con el que moverse libremente en el espacio Schengen, según el “ius sanguinis”, a «todos los nacidos fuera de España por padre o madre o abuelos originariamente españoles»que perdieron su nacionalidad por motivos políticos, ideológicos, de credo o incluso de orientación e identidad sexual. Incluidos los hijos de las mujeres que perdieron la ciudadanía española después de casarse con extranjeros, antes de la entrada en vigor de la Constitución democrática de 1978.
A diferencia de la primera ley de Memoria Histórica – que entre 2009 y 2011 registró medio millón de solicitudes de ciudadanía española – la última normativa amplía el abanico de posibilidades de ser nacionalizados al cuarto grado de consanguinidad y permite “saltos” Los nietos de los exiliados entre 1936 y 1975 – el inicio de la guerra civil y la muerte del dictador Francisco Franco – pueden acceder a la ciudadanía española aunque sus padres no hayan solicitado previamente.
Cuba, México y Argentina son los tres países donde más personas han solicitado nacionalidad (94,9%), siendo América Latina meta de la emigración económica española en el siglo XX. Mientras que el 5,1% restante de las solicitudes se presentaron en consulados y embajadas españolas en Francia, Estados Unidos y Marruecos y algunas decenas en los consulados de Rusia.
Según las estimaciones de las asociaciones de descendientes, 300.000 personas podrán beneficiarse de la nueva normativa.

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