fichi del cilento
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Le ricette di Olga: I fichi bianchi del Cilento

Fico bianco del Cilento D.O.P. un prodotto conosciuto e apprezzato anche all’estero

di Olga Marotta

fichi secchi
fichi secchi

Roccagloriosa 14 settembre 2023- Oggi non vi do come al solito una ricetta, vi voglio invece parlare di un prodotto tipico della terra in cui vivo, il Cilento, e dei fichi che qui vengono prodotti. Nel Cilento il mese di settembre è definito “sicca ficu” ovvero secca fichi, riferito al fatto che proprio in questo mese i fichi maturi vengono raccolti e messi a seccare nei “gratieddi”, dei contenitori intrecciati a mano e fatti con canne e vimini, l’essiccazione avviene al sole, il clima asciutto di settembre è particolarmente adatto a questa operazione, e poi completata nei forni a legna, questo processo serve anche a sterilizzare il prodotto finale.

I fichi così ottenuti, vengono definiti “Fichi bianchi del Cilento”, denominazione geografica protetta della varietà cultivar “Dottato”, diffuso in tutto il Mezzogiorno, ma nel Cilento deriva da uno specifico ecotipo che si è andato selezionando e diffondendo nel corso dei secoli, in questo modo ha acquisito caratteristiche uniche e di gran pregio, conosciute e apprezzate anche all’estero.

I fichi vengono essiccati sia interi che divisi a metà, le così dette “chiappe” in dialetto cilentano, con queste ultime veniva realizzato un prodotto che si consumava a Natale: All’interno dei fichi veniva posto un gheriglio di noce, richiuso e ricoperto di cioccolato o più sovente con il miele, più accessibile del cioccolato. Questo prodotto al giorno d’oggi si trova facilmente in commercio, ma un tempo era un alimento pregiato che veniva consumato esclusivamente nei giorni di festa, una vera delizia. I fichi secchi inoltre venivano usati dai contadini anche come fonte di energia per il lavoro nei campi, mio nonno mi raccontava che nei periodi di coltivazione, quando il terreno si dissodava con la zappa e tanta fatica, lui metteva in tasca una manciata di fichi e quando si sentiva stanco si fermava a riposare, ne consumava qualcuno e poi riprendeva il lavoro.

miele di fichi

Con questo tipo di fichi freschi si ottengono ottime confetture e anche il miele di fichi, quest’ultimo un tempo veniva usato come sostituto del miele, come dice il nome appunto, consumato sul pane, come la confettura o anche usato come condimento per i dolci cilentani tipici di Natale, come gli scauratieddi, gli struffoli, le zeppole cresciute, insomma tutti quei dolci che richiedevano l’uso del miele. Per ottenere il miele basta far cuocere i fichi ridotti in purea, una quantità di acqua che corrisponde a metà del peso dei fichi, e zucchero. Il composto ottenuto va filtrato e rimesso sul fuoco, lasciando cuocere per far restringere il liquido, fin quando diventa della consistenza del miele, per questo processo si impiegano dalle 3 alle 4 ore di cottura.

Per la ricetta della confettura invece dovrete aspettare i prossimi articoli, vi darò anche altre ricette da realizzare con questo prodotto unico tipico del Cilento.

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