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Ucraina: Giornalisti italiani, “Liberate la collega Marina Ovsyannikova”

Marina ora sarà accusata di violazione della nuova legge contro “la disinformazione” e rischia 10 anni di carcere

italia

Milano, 15 marzo 2022 – L’Associazione Lombarda dei Giornalisti, a difesa del valore della libertà di informazione, chiede il rilascio immediato della giornalista russa Marina Ovsyannikova, arrestata dopo il suo eclatante gesto di ribellione alla censura imposta dal governo di Valdimir Putin.

Marina Ovsyannikowa ieri ha interrotto l’edizione serale del telegiornale della televisione di stato Channel One (tv per cui lavora) esibendo un cartello con la scritta “No alla guerra. Non credete alla propaganda. Vi stanno ingannando. I russi contro la guerra” e gridando “Fermate la guerra, no alla guerra”.

Come hanno spiegato le autorità russe, Marina ora sarà accusata di violazione della nuova legge contro “la disinformazione” sulle operazioni militari russe in corso, varata dal Cremlino pochi giorni fa. Marina Ovsyannikova rischia 10 anni di carcere ma dice: “Non me ne pento. Ho bisogno della vostra approvazione però”, invitando i suoi seguaci su Twitter a sostenerla, mentre afferma che le conseguenze saranno per lei un “motivo di onore“. Ovsyannikova è rimasta non contattabile per oltre 12 ore, secondo il suo avvocato.

“Il coraggioso gesto di Marina Ovsyannikowa esprime l’essenza stessa del compito e dello spirito di chi fa il mestiere di giornalista: raccontare, sempre ed esclusivamente, la verità. Senza sconti, senza condizionamenti, senza padroni.”, si legge nella pubblicazione sui canali dell’associazione.

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Ucrania: Periodistas italianos, “Liberen a nuestra colega Marina Ovsyannikova”

Marina ahora será acusada de violar la nueva ley contra la “desinformación” y se enfrenta a 10 años de prisión

Milán, 15 de marzo de 2022 – La Asociación Lombarda de Periodistas, en defensa del valor de la libertad de información, pide la liberación inmediata de la periodista rusa Marina Ovsyannikova, detenida tras su flagrante gesto de rebelión contra la censura impuesta por el gobierno de Valdimir Putin.

Marina Ovsyannikowa interrumpió ayer la edición vespertina del noticiero de la televisión estatal Channel One (para el que trabaja) exhibiendo un cartel que decía “No a la guerra. No creas en la propaganda. Te están engañando. Los rusos contra la guerra” y al grito de “Alto a la guerra, no a la guerra”.

Según explicaron las autoridades rusas, ahora se acusará a Marina de violar la nueva ley contra la “desinformación” sobre las operaciones militares rusas en curso, puesta en marcha por el Kremlin hace unos días. Marina Ovsyannikova se enfrenta a 10 años de prisión pero dice: “No me arrepiento. Aunque necesito su aprobación”, invita a sus seguidores en Twitter a apoyarla, mientras dice que las consecuencias serán un “motivo de honor” para ella. Ovsyannikova no ha sido contactada durante más de 12 horas, según su abogado.

“El valiente gesto de Marina Ovsyannikowa expresa la esencia misma de la tarea y el espíritu de quien trabaja como periodista: decir siempre y exclusivamente la verdad. Sin descuentos, sin condicionamientos, sin jefes”, se lee en el post publicado en la página oficial de la asociación.

 

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