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Perù: respinta la richiesta di Fujimori di rivolgersi all’Osa

Lima, 4 luglio 2021 – Il governo peruviano ha respinto la richiesta della candidata della destra, Keiko Fujimori, di intercedere presso l’Organizzazione degli Stati americani (Osa) affinché si realizzi una verifica dei risultati del ballottaggio presidenziale, svoltosi il 6 giugno scorso, del quale non è ancora stato annunciato un vincitore.

Il ministro della Giustizia peruviano, Eduardo Vega, ha inviato una comunicazione a Fujimori e al suo partito Fuerza Popular in cui ha indicato che la sua richiesta al governo di coinvolgere l’Osa non è accettabile per il principio di neutralità proprio del governo del presidente Francisco Sagasti.

La figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori si è rammaricata per questa scelta, sostenendo che Sagasti ha preferito lasciare i peruviani nell’«incertezza elettorale», abdicando alla «sua grande responsabilità di garantire elezioni eque a parità di condizioni».

Nell’attesa della parola definitiva che dirà il Tribunale nazionale elettorale (Jne), ieri Castillo ha assicurato che se sarà eletto presidente della repubblica, il 28 luglio chiederà immediatamente al Congresso (Parlamento unicamerale) di convocare un’assemblea costituente per redigere una nuova Magna Carta. (Fonte Ansa)

Perú: rechazada solicitud de Fujimori de contactar a la OSA

Lima, 4 de julio de 2021 – El gobierno peruano ha rechazado la solicitud de la candidata de derecha, Keiko Fujimori, de interceder ante la Organización de Estados Americanos (OSA) para verificar los resultados de la votación presidencial, realizada el pasado 6 de junio, del cual aún no se ha anunciado un ganador.

El ministro de Justicia peruano, Eduardo Vega, envió una comunicación a Fujimori y su partido Fuerza Popular en la que indicó que su solicitud al gobierno de involucrar a la OSA no es aceptable por el principio de neutralidad del gobierno del presidente Francisco Sagasti.

La hija del expresidente Alberto Fujimori lamentó esta elección, argumentando que Sagasti prefirió dejar a los peruanos en “incertidumbre electoral”, abdicando de “su gran responsabilidad de garantizar elecciones justas en igualdad de condiciones”.

A la espera de la última palabra que diga el Jurado Nacional de Elecciones (JNE), Castillo aseguró ayer que si es elegido presidente de la república, el 28 de julio inmediatamente solicitará al Congreso (Parlamento unicameral) que convoque a una asamblea constituyente para redactar una nueva Carta Magna. (Fuente Ansa)

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