Operazione “Atacama”: sequestrati 1.100 cactus

Operazione “Atacama”: sequestrati 1.100 cactus estirpati nei deserti cileni, messicani e in Argentina

Scoperto un traffico internazionale di piante in via di estinzione per un valore di oltre un milione di euro. Sequestrati oltre 1.100 cactus estirpati nei deserti cileni, messicani e americani. Denunciate due persone presso la Procura della Repubblica di Ancona. Sono 19 i collezionisti di diverse nazionalità coinvolti nei traffici

Ancona 18 novembre 2020  – Nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Forestale  di Ancona con il supporto dei Carabinieri Forestali della Stazione di Morciano di Romagna (RN), hanno proceduto al sequestro di 171 cactus appartenenti a specie in via di estinzione estirpati dai deserti cileni, messicani e americani e detenuti illegalmente presso la serra di un collezionista-trafficante residente in Provincia di Rimini. L’intervento, delegato dalla Procura della Repubblica di Ancona, costituisce l’ultimo, in termini temporali di numerosi atti di Polizia Giudiziaria condotti nell’ambito dell’Operazione “Atacama”, finalizzata al contrasto del traffico illecito di cactus tutelati dalla CITES (Convezione di Washington sulla tutela delle specie animali e vegetali in via di estinzione) e considerati a elevatissimo rischio di estinzione.

Lo scorso febbraio, all’inizio delle attività investigative, erano state sequestrate a carico di un trafficante residente a Senigallia (AN) altre 930 piante, estirpate illegalmente nel corso di  7 viaggi in Cile e Argentina, e importate illecitamente – per aggirare i controlli – attraverso il sistema dell’invio di “pacchi postali” nell’Unione Europea in violazione della normativa CITES. Dalle analisi forensi, condotte da Esperti appositamente nominati dalla Procura, sono emerse inequivocabili evidenze comprovanti importazioni, esportazioni e commercio svolte dai due indagati con 10 trafficanti e collezionisti stranieri e 9 italiani, per un valore delle piante sequestrate stimato in oltre un milione di euro.

L’operazione dei carabinieri del Nucleo Forestale che ha consentito di sequestrare 1.100 cactus prende nome dal deserto cileno dell’Atacama

Molte piante, appartenenti a varietà rarissime, raccolte nel deserto dell’Atacama in Cile (da cui prende in nome l’operazione), venivano esportate attraverso trafficanti residenti in paesi asiatici, tra cui il Giappone; altre venivano vendute o acquistate in Europa per essere poi immesse nuovamente sul mercato illegale. Sono state scoperte anche importazioni di numerose piante estirpate in Arizona, effettuate da un americano arrestato nel 2019 negli Stati Uniti per aver estirpato numerosi esemplari in un’area protetta. Le piante importate illegalmente dagli USA sono state poi vendute presso una famosa fiera organizzata in Belgio e anche direttamente attraverso contatti con collezionisti europei e italiani.

Tutte le piante sequestrate nel corso dell’operazione “Atacama” sono state affidate all’Orto Botanico dell’Università di Milano, il cui Direttore, Dottor Stefano Caccianiga, ha eseguito studi approfonditi sull’origine di ogni singolo esemplare e dove sono custodite e curate da esperti botanici specializzati nel settore dei cactus.

Oltre al valore economico, l’attività illegale sgominata riveste un elevato significato in particolar modo dal punto di vista della tutela ambientale; costituisce infatti un  danno elevatissimo per l’ecosistema naturale l’asportazione dagli habitat di piante rare. Per questo motivo sono iniziati contatti con varie Autorità amministrative per poter procedere al “rimpatrio” nei paesi di origine delle piante sequestrate e alla reintroduzione nello specifico ambiente naturale, in particolare in Cile.

I due indagati, oltre alla confisca di tutte le piante, rischiano pene che vanno dall’arresto fino a due anni all’ammenda fino a centocinquantamila euro, sanzioni previste dalla Legge 150/1992 che recepisce la Convenzione di Washington – CITES in Italia.

Il traffico illegale di cactus dal Messico, stando ai dati diffusi da Traffic del WWF ha interessato oltre 100.000 piante in 4 anni per un valore stimato di 3 milioni di dollari. La crescente richiesta di esemplari di grandi dimensioni, raccolti illegalmente in natura, causa un forte declino delle popolazioni selvatiche, alcune delle quali ridotte ormai a pochissimi  esemplari.

Se ha descubierto un tráfico internacional de plantas en peligro de extinción, por valor de más de un millón de euros. Más de 1100 cactus arrancados de raíz en los desiertos de Chile, México y Estados Unidos incautados. Dos personas denunciaron al Ministerio Público de Ancona. Hay 19 recolectores de diferentes nacionalidades involucrados en el comercio.
Ancona 18 de noviembre de 2020 – En los últimos días los Carabinieri de la Unidad Forestal de Ancona con el apoyo de la Estación Forestal Carabinieri de la estación Morciano di Romagna (RN), han procedido a la incautación de 171 cactus pertenecientes a especies en peligro de extinción arrancadas de los desiertos chilenos, mexicanos y estadounidenses detenidos ilegalmente en el invernadero de un recolector-traficante residente en la provincia de Rimini. La intervención, delegada por el Ministerio Público de Ancona, constituye la última, en términos de tiempo, de numerosos actos policiales judiciales realizados en el marco de la Operación “Atacama”, encaminados a combatir el tráfico ilícito de cactus protegidos por CITES (Convención de Washington sobre la protección de especies animales y vegetales en peligro de extinción) y consideradas en muy alto riesgo de extinción. En febrero pasado, al inicio de las actividades de investigación, otras 930 plantas habían sido incautadas a un traficante residente en Senigallia (AN), desarraigadas ilegalmente durante 7 viajes a Chile y Argentina, e importadas ilegalmente -para eludir controles-. a través del sistema de envío de “paquetes postales” a la Unión Europea en violación de las regulaciones CITES. De los análisis forenses, realizados por peritos específicamente designados por la Fiscalía, surgieron pruebas inequívocas que acreditan las importaciones, exportaciones y comercio realizado por los dos sospechosos con 10 traficantes y recolectores extranjeros y 9 italianos, por un valor de las plantas incautadas estimado en más de un millón de euros.

La operación de los Carabinieri de la Unidad Forestal que permitió incautar 1100 cactus toma su nombre del desierto chileno de Atacama

Muchas plantas, pertenecientes a variedades muy raras, recolectadas en el desierto de Atacama en Chile (toma su nombre la operación), fueron exportadas a través de traficantes residentes en países asiáticos, incluido Japón; otros se vendieron o compraron en Europa para ser relanzados en el mercado ilegal. También importó muchas plantas que se descubrieron en Arizona, realizadas por un estadounidense detenido en 2019 en Estados Unidos por haber arrancado muchos especímenes en un área protegida. Las plantas importadas ilegalmente de EE. UU. Se vendieron luego en una famosa feria organizada en Bélgica y también directamente a través de contactos con coleccionistas europeos e italianos.
Todas las plantas incautadas durante la operación “Atacama” fueron confiadas al Jardín Botánico de la Universidad de Milán, cuyo director, Dr. Stefano Caccianiga, realizó estudios en profundidad sobre el origen de cada ejemplar individual y dónde se guardan y cuidan, por expertos botánicos especializados en el sector del cactus.
Además del valor económico, la actividad ilegal tiene un alto significado, especialmente desde el punto de vista de la protección del medio ambiente; de hecho, la remoción de plantas raras de los hábitats constituye un daño muy alto al ecosistema natural. Por este motivo, se han iniciado contactos con diversas Autoridades administrativas para proceder a la “repatriación” de las plantas incautadas a los países de origen y la reintroducción en el medio natural específico, en particular en Chile.
Los dos suspechosos, además de la confiscación de todas las plantas, se arriesgan a sanción que van desde la detción hasta una multa de ciento cincuenta mil euros, por la Ley 150/1992 que incorpora el Convenio de Washington – CITES en Italia.
El tráfico ilegal de cactus de México, según datos difundidos por WWF Traffic, ha afectado a más de 100.000 plantas en 4 años por un valor estimado de 3 millones de dólares. La creciente demanda de grandes especímenes, recolectados ilegalmente en la naturaleza, provoca una fuerte disminución de las poblaciones silvestres, algunas de las cuales ahora se reducen a muy pocos especímenes.

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