Maradona emoziona anche da lassù: dal Papa al mondo dello sport e dello spettacolo a quello della politica: tutti ricordano El Pibe de Oro

“Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci”.

Ci lascia oggi a soli 60 anni una delle più storiche leggende del calcio. Diego Armando Maradona non era semplicemente un eccellente giocatore, per intere generazioni lui è stato il Calcio.

Gli echi della sua grandiosità sono arrivati vividi anche a generazioni che non erano neanche nate nei suoi anni d’oro. In queste ore universo sportivo, istituzioni laiche e religiose, media, mondo dello spettacolo, social e ancora piazze, stadi e rioni, soprattutto nella sua Napoli, sono inondati da ricordi commoventi e strazianti addii al Pibe de Oro.

Stadio San Paolo illuminato a giorno per Maradona

Per primo lo Stadio San Paolo di Napoli si è illuminato a giorno da quando è arrivata la triste notizia e lo sarà per tutta la notte.

E poi, come ha twittato qualcuno, l’intitolazione dell’arena calcistica partenopea “passerà da un santo a un dio”.

Dalla sala stampa vaticana fanno sapere che Papa Francesco, connazionale del Pibe de Oro “ripensa con affetto alle occasioni di incontro di questi anni e lo ricorda nella preghiera, come ha fatto nei giorni scorsi da quando ha appreso delle sue condizioni di salute”.

Non sono naturalmente mancati messaggio di cordoglio da tutti i grandi del calcio per cui Maradona era e sarà per sempre un esempio.

Il “Pallone d’oro” Pelè ha twittato: “Che triste notizia. Ho perso un grande amico e il mondo ha perso una leggenda. C’è ancora molto da dire, ma per ora possa Dio dare forza ai membri della famiglia. Un giorno, spero che potremo giocare a palla insieme nel cielo”.

Un amico anche per il fenomeno brasiliano Ronaldo, secondo cui “Oggi io dico addio a un amico, ma il mondo saluta un eterno genio. Uno dei migliori di sempre. Un mago senza pari. Se ne va troppo presto, ma lascia un’eredità senza limiti e un vuoto che non verrà mai colmato. Riposa in pace, asso. Non sarai mai dimenticato”.

Anche Lionel Messi, argentino come lui e di lui considerato l’erede, posta su Instagram una loro foto insieme: “Un giorno molto triste per tutti gli argentini e per il calcio. Ci lascia ma non se ne va, perché Diego è eterno”.

Minuto di silenzio durante Inter – Real Madrid per ricordare Maradona

Durante Inter-Real Madrid questa sera, lo stadio San Siro di Milano si è fermato per un minuto di silenzio per ricordare il grande campione. Intanto dalle squadre della Capitale piovono commemorazioni sui social: l’ex calciatore della Roma, campione del mondo, Bruno Conti ha postato “Ciao Grande Diego. RIP”, mentre sulla pagina ufficiale della S.S.Lazio si legge: “Campione. Idolo di generazioni. Ispirazione eterna di calcio. Grazie per essere stato a casa nostra, è stato un onore e non ti dimenticheremo. Ciao Diego!”.

Anche Francesco Totti, di cui lo stesso Maradona nel 2017 ha detto “Francesco è il re di Roma. È e sarà il miglior giocatore che abbia visto in vita mia”, ha dato sui social il suo addio a El diez, che lo aveva chiamato in ottobre per la morte del padre di Totti. Pirlo lo definisce “il Dio del calcio”; per Ancelotti “Sei sempre stato un genio.  Oggi è un giorno molto triste e una grande perdita. Ma tu amico mio sei eterno”. Messaggi social di cordoglio sono arrivati anche da Zanetti, Dybala, Baresi, Marchisio, Alessandro Del Piero, Nadal.

Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha scritto: “Oggi è un giorno incredibilmente triste.  Il nostro Diego ci ha lasciato.  I nostri cuori – di tutti noi che lo amavamo per come era e per quello che rappresentava – hanno smesso di battere per un attimo.  Riposa in pace, caro Diego.  Ti vogliamo bene”. E ancora post e tweet da Pescara Calcio, Liverpool Fc, Afa Argentina e infine lui, Ottavio Bianchi, allenatore del Napoli del primo scudetto, nella stagione 1986-87: “Sono talmente sconvolto che non riesco a parlare. Mi scusi, ma proprio non riesco a parlare”.

E avanti così dall’Europa al nuovo continente in una ola di celebrazioni senza pari, che solo un idolo come lui avrebbe potuto far sollevare.

Paolo Antonacci papà di Biagio con Maradona
Paolo Antonacci papà di Biagio con Maradona

Si aggiunge al lutto anche il mondo della musica italiana, dal mitico Vasco Rossi che twitta: “Ciao Diego, Mito indiscusso, Incantatore di palloni. Impareggiabile e indomabile. In una parola sola… Maradona. Wiva Diego Armando Maradona!”; a Biagio Antonacci che pubblica una foto in cui El Pelusa è con suo padre Paolo, morto nel 2014: “Addio Diego. Se incontri Paolo, sarà ancora più felice di essere dov’è”; gli fanno eco, tra gli altri, Nicola Di Bari che lo definisce “mio carissimo e amatissimo amico, melodia indimenticabile del calcio…” e Cesare Cremonini con un lungo post su Facebook ricorda colui che era “solo come un Dio”.

Dalla terra natia del Pibe de Oro, che osserverà 3 giorni di lutto nazionale, il presidente dell’Argentina, Alberto Fernandez, ha scritto sul suo profilo Twitter: “Ci hai portato sulla vetta del mondo. Ci hai fatto immensamente felici. Sei stato il più grande di tutti. Grazie per essere esistito, Diego. Ci mancherai per tutta la vita”.

Dal Venezuela, il presidente Nicolas Maduro esprime “Grande tristezza, ci ha lasciato la leggenda del calcio, fratello e amico del Venezuela. Non ho parole per esprimere quello che sento: Hasta siempre pibe d’America, il Più Grande Di Tutti”.

Anche l’isola di Cuba, che ha dato i natali a Fidel Castro, piange il dio del centrocampo, che per un caso o per il destino se n’è andato 4 anni dopo nello stesso giorno del rivoluzionario anti-Batista.

Tornando in Italia, cordoglio generale in tutta la politica: “Il mondo intero piange la scomparsa di Maradona, che con il suo talento ineguagliabile ha scritto pagine indimenticabili della storia del calcio. Addio eterno campione”, ha detto il premier Conte;  “Ha riscattato Napoli con la sua genialità”, ha aggiunto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha proclamato il lutto cittadino. Per il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca Diego Armando era “Unico, irripetibile genialità, il più grande di tutti, il più amato di tutti. Un grande uomo di calcio, un grande uomo di sport che prima del mondo intero, ha fatto innamorare Napoli perché di slancio e senza ipocrisia ha saputo scoprirne e interpretarne l’anima. Ha contribuito a riaccenderne l’orgoglio, unendo generazioni che lo hanno saputo amare, capire e anche perdonare”. E se per Silvio Berlusconi “Con Maradona ci lascia un simbolo e una bandiera del calcio”, per Matteo Salvini era “Un genio unico, assoluto e irripetibile del calcio mondiale”. Per Giorgia Meloni, FdI, “È stato un privilegio vedere Diego Armando Maradona giocare in Italia e vestire la maglia del Napoli” e su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti scrive: “Il mondo oggi perde uno dei calciatori più forti della storia. Diego Armando Maradona, un’icona del nostro tempo. Buon viaggio”. Ancora su Twitter, “AD10S Maradona, il più grande di tutti. L’uomo si spegne, il mito è immortale”, scrive il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola. Affettuosa l’immagine resa da Ettore Rosato, Presidente di Italia Viva: “Oggi ci ha lasciato uno dei più forti di tutti i tempi, un genio del calcio. Maradona era pura follia, un vero campione riconosciuto in campo, un uomo con le sue debolezze fuori. Per il nostro Paese è stato la storia, pura magia che ha fatto sognare generazioni di tifosi. Il mondo intero oggi piange il campione, l’uomo, il numero 10 più forte di tutti i tempi. Ce lo immaginiamo così – conclude – che si allontana di spalle sul manto verde, pronto per segnare anche da lassù”.

A proposito di immagini, Andro Merkù, imitatore e showman di Radio Montecarlo e già imitatore e redattore storico de La Zanzara su Radio24, racconta che “Maradona per me è stato una delle prime imitazioni. Mi travestivo da “pibe de oro” con un enorme orecchino circolare. Più che orecchino sembrava il cerchio del hula hoop. Mi ha portato fortuna. Del calciatore inutile dire nulla, si sa già tutto: è stato il più grande. Gli abbiamo anche perdonato la “mano de Dios”. Purtroppo si è fatto schiacciare dal successo, non è certo il primo. Istintivamente mi dava la sensazione di una persona tutto sommato buona, ma fuori dal campo debole, schiacciato dal peso della notorietà e soprattutto dall’invidia di chi gli stava attorno. Adios, Pibe de Oro!”

“Quando scompare un genio, e Maradona è stato il genio del calcio, si può solo abbassare il capo”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario del PD, Andrea Orlando. “Finita un’era per tutti noi. Il calcio oggi perde il suo più grande campione: ciao Diego. Chissà se da lassù parlerete di quel goal…”. È la reazione del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Tragicamente ironici lo scrittore Roberto Saviano, che scrive “Pensavo fossi immortale”, e il regista Paolo Sorrentino, secondo cui “Non è morto, è in trasferta”. Interessante la prospettiva di Paolo Pirovano, giornalista sportivo, oggi conduttore su Telenova, che ha conosciuto personalmente El Pibe de Oro: “sicuramente bisogna dividere l’uomo dal giocatore. – dice – Il giocatore era immenso, l’uomo ha fatto sbagli, facendo male soprattutto a sé stesso. Maradona era forse, tra i campioni di sempre, il numero 1. Sbagliando, ha fatto cose che altri giocatori non sarebbero riusciti a fare in migliaia di prove. Ho sempre pensato fosse di gomma, perchè si rialzava sempre. Era in grado di fare con mandarini e palline da tennis quello che altri fanno con palloni da calcio. Nella mia carriera ho intervistato tre grandi giocatori: Maradona, Ronaldo e Van Basten, e le cose che ho visto fare a loro, non le ho viste fare a nessun altro.” e conclude dicendo “Ogni volta che arrivava a San Siro era sempre assediato da tifosi e giornalisti e lui trovava il tempo, era disponibile; non parlava la sua lingua eppure riusciva a restituire alla stampa dichiarazioni nette, pulite ed efficaci”.

Cordoglio social anche per il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, per il ministro dello Sport ed esponente M5S, Vincenzo Spadafora e per Marco Rizzo, segretario del Partito comunista. Cuore in frantumi soprattutto al sud, in particolare in Campania: “Il più forte di sempre. Addio campione”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha espresso su Facebook il suo dolore.

“Napoli, la mia città, la mia squadra e il mondo intero ti ricorderà come il più grande calciatore di sempre. Mi hai regalato un sogno giocando nel Napoli. Addio #DiegoMaradona. Sempre nel cuore”. Lo scrive su Twitter il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Ciao Diego. Di te abbiamo amato tutto, l’immenso talento sul campo, la grande fragilità nella vita, lo smisurato amore per #Napoli. Addio Diego Armando. Sei stato, per molti, simbolo di rivincita e riscatto del nostro #Sud e dei Sud del mondo”. Lo afferma il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano in un tweet.

“Oh mama mama mama, sai perché mi batte il corazon, ho visto Maradona, ho visto Maradona: così cantavano mia figlia piccolissima e tutti i bambini napoletani. Anche adesso il nostro cuore batte, ma di tristezza e di dolore, per la sua scomparsa: un bacio, Diego”, il ricordo in un tweet dell’ex-sindaco di Napoli, Antonio Bassolino.

Guido Tafuri da giovanissimo tifoso con Maradona

Ed è proprio la sua Napoli, dai bassi alle periferie, dal centro storico ai rioni, che piange in strada e in casa il suo beniamino. Guido Tafuri, napoletano, oggi residente nel milanese, membro del direttivo di Milano Azzurra 1984, ci mostra il Maradona della gente comune, l’eroe alla portata di tutti, con parole che toccano il cuore: “Per me era prima di tutto colui che si schierava sempre a favore dei deboli e contro i potenti del calcio. Ha denunciato tutti senza paura, e dava fastidio. Si è schierato a sostegno di Cuba contro il blocco e nei mondiali in Usa l’ha pagata. Poi sosteneva i movimenti sociali del Sud America, la Palestina. A Napoli è stato l’esempio di riscatto sociale, lui era figlio della città. Speravo di poterlo rivedere un giorno, come nel lontano 29 Aprile 1987 alla vigilia dello scudetto”.

Dal cuore di Napoli, un napoletano come tanti, con un occhio forse più acuto di molti, che, come lui stesso ha detto, non sta “vivendo un dolore originale in queste ore, ma condiviso con i 15-20 milioni di napoletani in tutto il mondo e di più generazioni”. Gianluca Cioffi, papà, professionista, globe trotter in pausa, continua la sua riflessione: “Maradona è il figlio prediletto di Napoli. Probabilmente più di quelli che a Napoli sono nati e che avevano sangue napoletano. Rappresenta il riscatto a Napoli, perché come si dice qui lui ‘c’ha lvate ‘e paccheri ‘ra faccia’; è quello che ha restituito una dignità alla città e ha riportato Napoli nell’olimpo del calcio italiano, con una risonanza internazionale, che è andata a sovrastare anche gli stereotipi negativi ormai da tempo associati alla nostra città. Quindi Maradona è un eroe. Ma è un eroe non come Ercole, è un eroe piccolo, Diego, simile a un uomo del popolo e ha sempre portato con sé questa sua origine sottoproletaria, senza mai rinnegarla.  Era il simbolo della più autentica essenza popolare partenopea. Ma piaceva e aveva il rispetto anche dell’anima aristocratica di Napoli”.

“Si estuviera en un vestido blanco en una boda y apareciera un globo embarrado, lo detendría desde el pecho sin pensarlo”.
Una de las leyendas más históricas del fútbol nos deja hoy con tan solo 60 años. Diego Armando Maradona no fue solo un excelente jugador, fue el fútbol durante generaciones.
Los ecos de su grandeza también han llegado vívidamente a generaciones que ni siquiera nacieron en sus años dorados. En estas horas el universo deportivo, las instituciones seculares y religiosas, los medios de comunicación, el mundo del entretenimiento, las redes sociales e incluso las plazas, estadios y distritos, especialmente en su Nápoles, se inundan de conmovedores recuerdos y desgarradoras despedidas al Pibe de Oro.

 

 

 

 

 

 

El Estadio San Paolo iluminado de día para Maradona

En Nápoles el estadio se ha iluminado desde que llegó la triste noticia y hasta toda la noche.
Y luego, como alguien tuiteó, el título del estadio de fútbol napolitano “pasará de un santo a un dios”.
Desde la oficina de prensa del Vaticano dieron a conocer que el Papa Francisco, compatriota del Pibe de Oro, “recuerda con cariño las ocasiones del encuentro de los últimos años y lo recuerda en la oración, como lo ha hecho en los últimos días desde que se enteró de su estado de salud”.
Naturalmente, no faltaron el pésame de todos los grandes futbolistas, para los que Maradona fue y será siempre un ejemplo.

El Balón de Oro Pelé tuiteó: “Qué noticia tan triste. Perdí a un gran amigo y el mundo ha perdido una leyenda. Aún queda mucho por decir, pero por ahora que Dios empoderes a los miembros de la familia. Espero que podamos jugar juntos a la pelota en el cielo “.

Un amigo también para el fenómeno brasileño Ronaldo, según el cual :”Hoy me despido de un amigo, el mundo saluda a un genio eterno. Uno de los mejores de todos los tiempos. Un mago sin igual. Se va demasiado pronto, pero deja un legado, sin límites y un vacío que nunca se llenará. Descansa en paz, nunca serás olvidado “.

Lionel Messi, argentino como él y considerado su heredero, también publicó una foto de ellos juntos en Instagram: “Un día muy triste para todos los argentinos y para el fútbol. Nos deja pero no se va, porque Diego es eterno”.

Minuto de silencio durante el Inter – Real Madrid para no olvidar a Maradona.

Durante el Inter-Real Madrid de esta noche, el estadio San Siro de Milán hizo una pausa de un minuto de silencio para dar un homenaje el gran campeón. Mientras tanto, en las redes sociales llueven conmemoraciones de los equipos de la capital: el ex jugador de Roma, campeón del mundo, Bruno Conti publicó “Ciao Grande Diego. RIP “, mientras que en la página oficial de la SS Lazio leemos:” Campeón. Ídolo de generaciones. Inspiración eterna del fútbol. Gracias por estar en nuestra casa, fue un honor y no te olvidaremos. ¡Hola Diego! “.

Incluso Francesco Totti, de quien el propio Maradona dijo en 2017 “Francesco es el rey de Roma. Es y será el mejor jugador que he visto en mi vida ”, dijo en las redes sociales su despedida de El diez, que lo había llamado en octubre por la muerte del padre de Totti. Pirlo lo define como “el Dios del fútbol” para Ancelotti “Siempre has sido un genio. Hoy es un día muy triste y una gran pérdida. Pero tú mi amigo eres eterno ”. También llegaron mensajes sociales de condolencia de Zanetti, Dybala, Baresi, Marchisio, Alessandro Del Piero, Nadal.

El presidente de la FIFA, Gianni Infantino, escribió: “Hoy es un día increíblemente triste. Nuestro Diego nos ha dejado. Nuestros corazones, de todos los que lo amamos como era y lo que representaba, dejaron de latir por un momento. Descansa en paz, querido Diego. Te amamos”. Y de nuevo posts y tuits de Pescara Calcio, Liverpool Fc, Afa Argentina y finalmente él, Ottavio Bianchi, primer entrenador del Scudetto del Napoli, en la temporada 1986-87: “Estoy tan dolido que no puedo hablar. Disculpe, pero no puedo hablar ”.

Y así de Europa al nuevo continente en una ola de celebraciones inigualables, que solo un ídolo como él podría haber levantado.

Paolo Antonacci padre de el cantante Biagio con Maradona

El mundo de la música italiana se suma también al duelo, desde que el mítico Vasco Rossi tuiteó: “Hola Diego, leyenda , Encantador de globos. Inigualable e indomable. En una palabra … Maradona. ¡Arriba Diego Armando Maradona!” Biagio Antonacci que publica una foto en la que El Pibe está con su padre Paolo, fallecido en 2014: “Adiós Diego. Si conoces a Paolo, estará aún más feliz de estar donde está” Se hizo eco, entre otros, de Nicola Di Bari que lo define como “mi querido y querido amigo, inolvidable melodía del fútbol …” y Cesare Cremonini con un largo post en Facebook recuerda al que era “sólo como un Dios”.

Desde la patria del Pibe de Oro, que observará 3 días de duelo nacional, el presidente de Argentina, Alberto Fernández, escribió en su perfil de Twitter: “Nos llevaste a la cima del mundo. Nos hiciste inmensamente felices. más grande que todas. Gracias por estar ahí, Diego. Te extrañaremos de por vida”.

Desde Venezuela, el presidente Nicolás Maduro expresa “Gran tristeza, nos dejó la leyenda del fútbol, ​​hermano y amigo de Venezuela. No tengo palabras para expresar lo que siento: Hasta siempre pibe de América, el más grande de todos”.

Incluso la isla de Cuba, que dio a luz a Fidel Castro, está de luto por el dios de la pelota que por casualidad o destino se marchó 4 años después, el mismo día que el revolucionario anti-Batista.

De regreso a Italia, el pésame general en toda la política: “El mundo entero lamenta la muerte de Maradona, que con su inigualable talento escribió páginas inolvidables en la historia del fútbol. Adiós eterno campeón”, dijo el primer ministro Conte; “Redimió Nápoles con su genio”, añadió el alcalde de Nápoles, Luigi De Magistris, que proclamó el luto de la ciudad. Para el Presidente de la Región de Campania, Vincenzo De Luca Diego Armando fue “Genio único, irrepetible, el más grande de todos, el más querido de todos. Un gran futbolista, un gran deportista que, ante el mundo entero, hizo enamorarse de Nápoles porque con entusiasmo y sin hipocresías supo descubrir e interpretar su alma. Ayudó a reavivar su orgullo, uniendo generaciones que supieron amar, comprender e incluso perdonar ”. Y si para Silvio Berlusconi “Con Maradona nos deja un símbolo y un
bandera del fútbol “, para Matteo Salvini era” Un genio único, absoluto e irrepetible del fútbol mundial “. Para Giorgia Meloni, FdI,” Fue un privilegio ver a Diego Armando Maradona jugar en Italia y llevar la camiseta del Napoli” y más la secretaria de Twitter Pd Nicola Zingaretti escribe: “El mundo hoy pierde a uno de los jugadores más fuertes de la historia. Diego Armando Maradona, un ícono de nuestro tiempo. Que tengas un buen viaje”. De nuevo en Twitter, “AD10S Maradona, el más grande de todos . El hombre sale, el mito es inmortal”, escribe el ministro de Asuntos Europeos, Enzo Amendola. La imagen rendida por Ettore Rosato, presidente de Italia Viva es cariñosa:” Hoy nos dejó uno de los más fuertes de todos los tiempos, un genio del fútbol. Maradona fue pura locura, un verdadero campeón en el campo, un hombre con sus debilidades afuera. Para nuestro país fue historia, pura magia que hizo soñar a generaciones de aficionados. El mundo entero hoy está de luto por el campeón, el hombre, el número 10 más fuerte de todos los tiempos. Lo imaginamos así -concluye- que se aleja por detrás sobre el manto verde, dispuesto a anotar incluso desde allá arriba”.

Hablando de imágenes, Andro Merkù, imitador y showman de Radio Montecarlo y ex imitador y editor histórico de La Zanzara en Radio24, dice que “Maradona para mí fue una de las primeras imitaciones. Me disfrazé de “pibe de oro” con un enorme pendiente circular. Más que pendiente parecía el aro del hula hoop. Me trajo suerte. No hace falta decir nada del futbolista, ya lo sabemos todo: era el más grande. También le perdonamos la “mano de Dios”. Aplastado por el éxito, ciertamente no es el primero. Instintivamente me dio la sensación de una persona que estaba en todo bien, pero fuera del campo débil, aplastado por el peso de la notoriedad y sobre todo por la envidia de los que le rodean. ¡Adiós, Pibe de Oro! ”

“Cuando un genio desaparece, y Maradona era el genio del fútbol, ​​solo puedes bajar la cabeza”. La subsecretaria del PD, Andrea Orlando, escribe en Twitter. “Se acabó una época para todos. El fútbol hoy pierde a su gran campeón: hola Diego. Quién sabe si hablarás de ese gol desde allá arriba …”. Esta es la reacción del presidente de la región de Liguria, Giovanni Toti.

Trágicamente irónico el escritor Roberto Saviano, que escribe “Pensé que era inmortal”, y el director Paolo Sorrentino, según el cual “No está muerto, está lejos”. Interesante es la perspectiva de Paolo Pirovano, periodista deportivo, hoy conductor de Telenova, quien conoció personalmente a El Pibe de Oro: “seguramente hay que dividir al hombre del jugador. – dice – El jugador fue inmenso, el hombre cometió errores, cometiendo” Especialmente malo para él mismo. Maradona fue quizás, entre los campeones de todos los tiempos, el número 1. Mal, hizo cosas que otros jugadores no habrían podido hacer en miles de pruebas. Siempre pensé que era de goma, porque siempre se levantaba. Supo hacer con mandarinas y pelotas de tenis lo que otros hacen con balones de fútbol. En mi carrera he entrevistado a tres grandes jugadores: Maradona, Ronaldo y Van Basten, y las cosas que yo les he visto hacer, no las he visto. hacerle a nadie más “. y concluye diciendo “Cada vez que llegaba al San Siro siempre lo asediaban aficionados y periodistas y encontraba tiempo, estaba disponible; no hablaba su idioma y sin embargo pudo devolver declaraciones claras, limpias y efectivas a la prensa”.

Condolencias sociales también para el Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, para el Ministro de Deporte y exponente d M5S, Vincenzo Spadafora y para Marco Rizzo, secretario del Partido Comunista. Corazón destrozado especialmente en el sur, especialmente en Campania: “El más fuerte de todos los tiempos. Adiós campeón”. Así, el canciller Luigi Di Maio expresó su dolor en Facebook.

“El Nápoles, mi ciudad, mi equipo y el mundo entero te recordarán como el mejor futbolista de todos los tiempos. Me diste un sueño jugando en el Nápoles. Adiós #DiegoMaradona. Siempre en mi corazón”. El ministro de Medio Ambiente, Sergio Costa, escribe en Twitter. “Hola Diego. Nos encantó todo de ti, el inmenso talento en la cancha, la gran fragilidad en la vida, el amor sin límites por la #Nápoli. Adiós Diego Armando. Has sido, para muchos, un símbolo de venganza y redención de nuestra #Sur y del Sur del mundo “. Así lo afirmó el ministro de Cohesión Sur y Territorial, Giuseppe Provenzano, en un tuit.

“Oh mamá mamá mamá, ya sabes por qué late mi corazón, vi a Maradona, vi a Maradona: así cantaron mi muy pequeña hija y todos los niños napolitanos. Incluso ahora nuestro corazón late, pero con tristeza y dolor, por su desaparición. : un beso, Diego “, el recuerdo en un tuit del ex alcalde de Nápoles, Antonio Bassolino.

Guido Tafuri de muy joven hincha con Maradona

Y es precisamente su Nápoles, de las tierras bajas a los suburbios, del centro histórico a los distritos, que llora su favorito en la calle y en casa. Guido Tafuri, napolitano, ahora residente en el área milanesa, miembro de la junta de Milano Azzurra 1984, nos muestra el Maradona de la gente común, el héroe al alcance de todos, con palabras que tocan el corazón: “Para mí él fue ante todo el que siempre tomó partido a favor de los débiles y en contra de los poderosos en el fútbol. Denunciaba a todos sin miedo, y era molesto. Se puso de partido en apoyo de Cuba contra el bloqueo y en el mundial de Estados Unidos lo pagó. Luego apoyó los movimientos sociales Sudamérica, Palestina. En Nápoles fue un ejemplo de redención social, era el hijo de la ciudad. Esperaba poder volver a verlo algún día, como en el lejano 29 de abril de 1987 en vísperas del campeonato “.

Desde el corazón de Nápoles, un napolitano como muchos otros, con un ojo quizás más agudo que muchos, que, como él mismo dijo, no está “experimentando un dolor original en estas horas, sino compartido con los 15-20 millones de napolitanos en total. el mundo y de varias generaciones”. Gianluca Cioffi, padre, profesional, trotamundos en descanso, continúa su reflexión: “Maradona es el hijo predilecto de Nápoles. Probablemente más que los que nacieron en Nápoles y que tenían sangre napolitana. Representa la redención en Nápoles, porque cómo está dice aquí ‘c’ha lvate’ y paccheri ‘ra face’; él es quien ha devuelto la dignidad a la ciudad y devuelto al Nápoles al Olimpo del fútbol italiano, con una resonancia internacional, que ha ido más allá de los estereotipos negativos. Desde hace mucho tiempo se les asocia con nuestra ciudad. Entonces Maradona es un héroe, pero es un héroe no como Hércules, es un pequeño héroe, Diego, parecido a un hombre del pueblo y siempre ha llevado consigo esta subclase de su origen, sin jamás negarlo. Era el símbolo de la esencia popular napolitana más auténtica. Pero también era querido y respetado por el alma aristocrática de Nápoles “.

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