La sparizione di Kata una vergogna per Firenze

Sono le dure parole di Matteo Renzi a 9 mesi dalla scomparsa della piccola di origine peruviana. Intanto le indagini ripartono dall’ex hotel Astor

Firenze –  La scomparsa della piccola Kata a Firenze è «uno scandalo clamoroso di questa città». Lo ha detto il leader Iv Matteo Renzi sul palco della Leopolda a Firenze, a proposito della scomparsa della piccola Kataleya Alvarez, Kata, la bambina peruviana di cui non si hanno più notizie dal 10 giugno 2023.

Parole dure che fanno traballare anche la giunta che amministra il capoluogo toscano mentre le indagini riprendono da dove erano partite dall’hotel dei disperati dove il racket per gli affitti e la malavita andavano a braccetto.

Il procuratore capo Spiezia risente alcuni testimoni: tra questi Isabel, la donna che ha visto per ultima la bimba

Filippo Spiezia, che non era ancora insediato quando, il 10 giugno scorso, la bimba peruviana di 5 anni scomparve dall’ex hotel Astor di via Maragliano, si è preso personalmente in carico l’indagine. Assieme ai carabinieri, sta espletando ulteriori accertamenti e sentendo nuovamente alcuni testimoni, in una intervista rilasciata a “La Nazione”.

Tra le persone che potrebbero essere risentite c’è anche la donna, madre dell’amichetta di Kata, che è stata l’ultima a vedere la bimba. Isabel è un personaggio a suo modo chiave, nell’intricato sottobosco di questa vicenda. E volente e nolente, è entrata più volte, in tempi e modi diversi, nelle indagini che finora non hanno portato a nulla, sottolinea “La Nazione”.

La donna fu una delle prime a essere sentita dagli inquirenti perché, in quel pomeriggio ancora pieno di buchi temporali, pareva davvero l’ultima ad aver visto la bimba. Mentre i due zii – quello materno Abel e quello paterno Marlon – affermano di trovarsi nelle rispettive stanze, perdendo così di vista la piccola che, in assenza della madre Katherine, erano loro ad avere in custodia, Kata stava giocando con la figlia di Isabel, una bambina della sua stessa età, molto simile a lei anche come fisionomia.

Fra le tante ipotesi i genitori della piccola scomparsa ipotizzarono anche lo scambio di persona in una vendetta nei confronti di qualcuno. E qui il padre di Kata, Miguel Angel Romero Chicclo – ristretto in carcere il 10 giugno dell’anno scorso, come lo è oggi – fornì agli inquirenti una delle tante piste: il regolamento di conti per la partita di droga persa da un trafficante di droga con cui Isabel divideva un appartamento. In seguito a questo spunto, sono state avviate delle rogatorie in Perù, per sentire i protagonisti di questa vicenda, rimasta però su un binario morto.

E’ stato mandato all’archiviazione lo stralcio che vedeva indagati (con i due zii) tre occupanti dell’ex Astor che il 10 giugno lasciavano la struttura con due trolley e un borsone: dentro quelle valigie non è stato trovato il dna di Kata. I due fratelli dei genitori della piccina restano iscritti sul registro degli indagati, ma finora, secondo quanto è dato sapere, non sarebbe emerso nulla rispetto a un loro coinvolgimento nel rapimento della bimba.

L’unico processo che certamente si farà èquello per il cosiddetto racket delle camere e le estorsioni che avrebbe condotto il clan peruviano di cui farebbe parte lo zio materno di Kata, Abel. Con lui, imputati altri tre connazionali, tra cui Carlos, quello che si faceva chiamare il ‘dueno’ (padrone) dell’ex Astor.

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