Humanitas operai azoto

Humanitas: morti due operai, forse coi polmoni ghiacciati dall’azoto

Dai primi riscontri dei pompieri emerge che le vittime stavano effettuando una manovra di riempimento di azoto liquido di un serbatoio quando all’improvviso per cause in corso di accertamento è avvenuta la fuga che li ha a quel punto investiti.

Rozzano (Milano), 28 settembre 2021 – La procura di Milano indaga sulla morte di due operai esterni ritrovati morti in un deposito di azoto nel Campus Universitario dell’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano). Dai primi accertamenti della polizia locale e Carabinieri risulta che le vittime sarebbero decedute per una perdita di azoto liquido mentre rifornivano di azoto la struttura ospedaliera. All’accertamento delle cause sono al lavoro anche gli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del VI dipartimento della procura, che ha aperto un’inchiesta, delegati dal pm di turno Francesca Gentilini e dall’aggiunto Tiziana Siciliano, a svolgere un sopralluogo dell’area. I due operai deceduti nel deposito di azoto dell’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano), secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, erano impiegati nella ditta di Autotrasporti Pè di Costa Volpino (Bergamo) e trasportavano azoto liquido per la Sol , gruppo attivo nel settore della produzione e commercializzazione dei gas tecnici, industriali, puri e speciali e medicinali.

Le due vittime sono Jagdeep Singh, 42 anni, e Emanuele Zanin, 46.

Per stabilire se siano morti per congelamento o, come pare più probabile, per aver inalato l’azoto con conseguente congelamento dei polmoni, sarà necessario dunque aspettare gli esiti delle autopsie e le verifiche all’impianto e all’autocisterna.

Cosa succede se si mette la mano nell’azoto liquido. L’azoto crea un sottile strato di gas tra l’oggetto e il liquido stesso, questo fenomeno è chiamato “effetto di congelamento”. Fortunatamente, non dura a lungo, ma è in grado di indurre vere e proprie ustioni.

Mentre di per se stesso l’azoto non è tossico, una elevata concentrazione dello stesso nell’aria respirabile, riduce al minimo il quantitativo di ossigeno necessario alla vita. Il 78% dell’aria che normalmente respiriamo è azoto, mentre la restante parte è per la maggior parte ossigeno. Le persone iniziano a non sentirsi bene quando la concentrazione dell’azoto è maggiore dell’84% (16% di ossigeno). Bastano poche decine di secondi per perdere conoscenza, senza avvertire nessun sintomo o malessere. I sensi umani in generale non sono in hgrado di rilevare la sottossigenazione dell’aria: quando la percentuale di ossigeno nell’aria dal normale 21%, passa al 19% iniziano gli sbadigli; quando scendi de al 14% arrivano vertigini e tachicardia; al 10% la nausea è seguita da svenimento; arrivati al 6% subentra il coma dopo 40 secondi, arresto respiratorio e quindi morte. Con una concentrazione di azoto dal 94% in poi la morte la morte sopraggiunge dopo un paio di respiri.

Humanitas: dos trabajadores murieron, quizás con los pulmones congelados por nitrógeno

De los primeros hallazgos de los bomberos se desprende que las víctimas estaban realizando una maniobra para llenar un tanque con nitrógeno líquido cuando de repente, por motivos bajo investigación, se produjo la fuga que en ese punto los afectó.

Rozzano (Milán), 28 de septiembre de 2021 – La fiscalía de Milán investiga la muerte de dos trabajadores externos hallados muertos en un depósito de nitrógeno en el Campus Universitario del hospital Humanitas de Rozzano (Milán). De las primeras investigaciones de la policía local y los Carabinieri parece que las víctimas habrían muerto por una fuga de nitrógeno líquido mientras suministraban nitrógeno al hospital. También trabajan los investigadores del equipo de policía judicial del departamento VI de la Fiscalía, que ha abierto una investigación, delegada por la fiscal de turno Francesca Gentilini y la adjunta Tiziana Siciliano, para realizar una inspección de la zona. Los dos trabajadores fallecidos en el depósito de nitrógeno del hospital Humanitas de Rozzano (Milán), según informaron los bomberos, trabajaban en la empresa Autotrasporti Pè en Costa Volpino (Bérgamo) y transportaban nitrógeno líquido para Sol, grupo activo en la producción y comercialización de gases técnicos, industriales, puros y especiales y médicos.

Las dos víctimas son Jagdeep Singh, de 42 años, y Emanuele Zanin, de 46.

Para determinar si murieron por congelación o, como parece más probable, por inhalación de nitrógeno con la consiguiente congelación de los pulmones, será necesario esperar los resultados de las autopsias y controles del sistema y del camión cisterna.

Humanitas operai azoto¿Qué pasa si pones la mano en nitrógeno líquido? El nitrógeno crea una fina capa de gas entre el objeto y el propio líquido, este fenómeno se denomina “efecto de congelación”. Afortunadamente, no dura mucho, pero puede provocar quemaduras reales.

Si bien el nitrógeno en sí no es tóxico, una alta concentración de nitrógeno en el aire respirable minimiza la cantidad de oxígeno necesaria para la vida. El 78% del aire que respiramos normalmente es nitrógeno, mientras que el resto es principalmente oxígeno. Las personas comienzan a sentirse mal cuando la concentración de nitrógeno es superior al 84% (16% de oxígeno). Se necesitan unas pocas decenas de segundos para perder el conocimiento, sin experimentar ningún síntoma o malestar. Los sentidos humanos en general son incapaces de detectar la infraoxigenación del aire: cuando el porcentaje de oxígeno en el aire pasa del 21% normal al 19%, comienzan los bostezos; cuando baja al 14%, se presentan mareos y taquicardia; al 10% las náuseas van seguidas de desmayos; llegó al 6%, el coma se apodera de los 40 segundos, paro respiratorio y luego la muerte. Con una concentración de nitrógeno del 94% en adelante, la muerte ocurre después de un par de respiraciones.

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