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Covid: in Argentina e Cile isolamento forzato in strutture decise dal Governo per chi viaggia

L’Argentina, dopo lo stop ai voli dal Regno Unito, ora sospende anche quelli da Brasile, Cile e Messico. Per giunta, se un argentino dopo il rientro in patria risultasse positivo al Covid, sarà messo in isolamento in una struttura stabilita dal governo. Non va meglio in Cile, dove da domani oltre 16 milioni di cileni entreranno in lockdown totale e se si decide di partire ora, quarantena in hotel e tampone sono a carico del viaggiatore.

Buenos Aires, 26 marzo 2021 – Anche l’Argentina corre ai ripari nei confronti dei Paesi dell’America Latina al momento più colpiti dalla pandemia. Tramite l’Agenzia di Stampa Statale Telam, il governo argentino fa sapere che sono sospesi a partire da domani e fino a data da definire tutti i voli in arrivo dal Brasile, dal Cile e dal Messico «a causa di un aumento dei casi di coronavirus in quei Paesi». Protocolli più stringenti anche per i propri connazionali che rientrano in patria: per loro è previsto un periodo di quarantena di 10 giorni all’arrivo e tre tamponi anti Covid. Uno prima di partire, che naturalmente dovrà essere negativo per poter lasciare il Paese; un secondo tampone all’arrivo in Argentina e il terzo a sette giorni dal rientro nel paese.

Ma non è tutto, se una volta rientrati in Argentina uno di questi tamponi dovesse risultare positivo, la persona sarà posta in isolamento in un luogo designato dal governo.

Data la gravità della situazione in Brasile, la Toyota ha annunciato che sospenderà la produzione in Brasile dal 29 marzo al 5 aprile, allineandosi ai lockdown di alcune regioni brasiliane. Anche Volkswagen, Mercedes-Benz e Nissan hanno annunciato la sospensione della produzione in Brasile a causa dell’aggravarsi della pandemia di Covid-19.

Per conto suo, il Messico è ad oggi il terzo Paese al mondo per numero di vittime, dietro solo a Usa e Brasile, appunto.  Parliamo di 200.211 vittime, stando al bollettino quotidiano riportato oggi dal ministro della Salute.

In Cile 5 giorni di quarantena  per chi vola e lockdown per 16.000.000 di persone

Anche in Cile, dove i contagi sono in preoccupante aumento, così come il diffondersi delle varianti inglese e brasiliana, lo Stato ha deciso ulteriori misure di contenimento. 

A partire da mercoledì 31 marzo, i viaggiatori in arrivo in Cile – che siano stranieri o residenti – dovranno effettuare cinque giorni di quarantena in un hotel di transito, dove dovranno sottoporsi a un test molecolare per il coronavirus. Mentre gli altri 5 giorni (dei totali 10 giorni di quarantena previsti) potranno trascorrerli a casa.

Se però il test molecolare effettuato nei primi 5 giorni dal rientro dovesse essere positivo, a casa non si può tornarei viaggiatori risultati positivi saranno trasferiti in una residenza sanitaria e il campione verrà sequenziato per studiarlo genomicamente.

Il nuovo provvedimento è simile a quello annunciato in precedenza per i viaggiatori dal Brasile, che oggi devono trascorrere tre giorni di isolamento negli hotel di transito. Questo requisito sarà aumentato a cinque giorni per tutti i viaggiatori, compresi quelli provenienti da quel Paese.

Ma anche qui non è tutto, dal governo precisano che se ci si mette in viaggio a partire da questo sabato 27 marzo i costi del soggiorno e del test devono essere coperti dagli stessi viaggiatori (gratuiti invece per chi è partito prima di tale data). In sostanza un’esortazione indiretta ad evitare di entrare nel Paese in questa situazione, senza proibire i voli esplicitamente.

«Siamo in una situazione eccezionale e chiediamo la vostra collaborazione», ha detto infatti il portavoce del governo, Jaime Bellolio, aggiungendo che «questo non è il momento per i viaggi o il turismo». Tuttavia, il Cile non chiude le frontiere perché «i paesi democratici non possono impedire ai connazionali di entrare nel Paese», e alcuni viaggi «sono importanti». 

Già da questo sabato 27 marzo, invece, la Regione metropolitana di Santiago tornerà a una fase di quarantena totale, di fronte all’aumento dei contagi di coronavirus per la seconda ondata della pandemia e il rischio di un collasso sanitario nel Paese, dove l’occupazione delle terapie intensive ha raggiunto il 95%. Insieme ai comuni della regione metropolitana della capitale, torneranno in lockdown anche altri 17 comuni in 8 regioni del Paese. Parliamo di più di 16 milioni di cileni che tornano in lockdown.

Nelle ultime 24 ore, per la seconda volta in meno di sette giorni, il Cile ha registrato oltre 7.000 nuovi contagi da coronavirus (7.023), il secondo peggior dato della pandemia in termini di casi giornalieri dopo quelli rilevati il 20 marzo (7.084). Il Paese ha rilevato finora 954.762 contagi con 22.524 morti (122 nelle ultime 24 ore).

Il ministro della Salute, Enrique Paris, ha riconosciuto questo giovedì che il Paese sta «vivendo una situazione preoccupante» per l’aumento dei casi di Covid-19, che continua nonostante la campagna di vaccinazione di massa contro la pandemia, per la quale oltre 6 milioni di persone sono state immunizzate almeno con una dose. «Solo due regioni hanno diminuito i loro casi negli ultimi 7 giorni e solo tre negli ultimi 14 giorni», ha detto il ministro, invitando la popolazione a rispettare le misure sanitarie.

Covid: en Argentina y Chile aislamiento forzado en estructuras decididas por el Gobierno para viajeros

Argentina, luego de la cancelación de vuelos provenientes del Reino Unido, suspende ahora también los de Brasil, Chile y México. Además, si un argentino después de regresar a casa da positivo por Covid, será puesto en aislamiento en una estructura establecida por el gobierno. No es mejor en Chile, donde a partir de mañana más de 16 millones de chilenos entrarán en bloqueo total y si decides irte ahora, la cuarentena en el hotel y el tampón son responsabilidad del viajero.

Buenos Aires, 26 de marzo de 2021 – Argentina también se pone a cubierto frente a los países latinoamericanos más afectados por la pandemia en la actualidad. A través de la Agencia Estatal de Prensa Télam, el gobierno argentino da a conocer que todos los vuelos que llegan desde Brasil, Chile y México están suspendidos a partir de mañana y hasta una fecha por definir “por un aumento de casos de coronavirus en esos países”. Protocolos más estrictos también para sus compatriotas que regresan a casa: para ellos hay un período de cuarentena de 10 días a su llegada y tres tampones anti-Covid. Uno antes de salir, que por supuesto debe ser negativo para poder salir del país; un segundo tampón a su llegada a Argentina y el tercero siete días después de regresar al país.

Pero eso no es todo, si una vez de regreso a Argentina uno de estos hisopos es positivo, la persona será puesta en confinamiento solitario en un lugar designado por el gobierno.

Dada la gravedad de la situación en Brasil, Toyota ha anunciado que suspenderá la producción en Brasil del 29 de marzo al 5 de abril, alineándose con cierres en algunas regiones brasileñas. Volkswagen, Mercedes-Benz y Nissan también han anunciado la suspensión de la producción en Brasil debido al agravamiento de la pandemia Covid-19.

Por su cuenta, México es actualmente el tercer país del mundo por número de víctimas, solo por detrás de Estados Unidos y Brasil, de hecho. Estamos hablando de 200.211 víctimas, según el boletín diario que informa hoy el ministro de Salud.

En Chile 5 días de cuarentena para viajeros y encierro para 16.000.000 de personas

Incluso en Chile, donde las infecciones aumentan de forma preocupante, así como la propagación de las variantes inglesa y brasileña, el Estado ha decidido tomar nuevas medidas de contención.

A partir del miércoles 31 de marzo, los viajeros que lleguen a Chile, ya sean extranjeros o residentes, deberán someterse a cinco días de cuarentena en un hotel de tránsito, donde deberán someterse a una prueba molecular para detectar coronavirus. Mientras que los otros 5 días (del total de 10 días de cuarentena proporcionados) se pueden pasar en casa.

No obstante, si la prueba molecular realizada en los primeros 5 días de regreso es positiva, no podrás volver a casa: los viajeros que dieron positivo serán trasladados a una residencia sanitaria y se secuenciará la muestra para estudiarla genómicamente.

La nueva medida es similar a la anunciada anteriormente para los viajeros de Brasil, que hoy deben pasar tres días de aislamiento en hoteles de tránsito. Este requisito se incrementará a cinco días para todos los viajeros, incluidos los de ese país.

Pero incluso aquí eso no es todo, el gobierno especifica que si comienzas a viajar a partir de este sábado 27 de marzo, los costos de la estadía y la prueba deben ser cubiertos por los mismos viajeros (gratis en cambio para los que se fueron antes de esa fecha). En esencia, una exhortación indirecta a evitar entrar al país en esta situación, sin prohibir explícitamente los vuelos.
“Estamos en una situación excepcional y les pedimos su cooperación”, dijo el portavoz del gobierno, Jaime Bellolio, y agregó que “este no es el momento de viajar ni de hacer turismo”. Sin embargo, Chile no cierra sus fronteras porque “los países democráticos no pueden evitar que los compatriotas entren al país”, y algunos viajes “son importantes”.

Ya a partir de este sábado 27 de marzo, sin embargo, la Región Metropolitana de Santiago volverá a una fase de cuarentena total, ante el aumento de contagios por coronavirus por la segunda oleada de la pandemia y el riesgo de un colapso sanitario en el país, donde la ocupación de cuidados intensivos alcanzó el 95%. Junto a los municipios de la región metropolitana de la capital, otros 17 municipios de 8 regiones del país también volverán al encierro. Estamos hablando de que más de 16 millones de chilenos regresan al encierro.

En las últimas 24 horas, por segunda vez en menos de siete días, Chile registró más de 7.000 nuevos contagios por coronavirus (7.023), la segunda peor cifra de la pandemia en cuanto a casos diarios tras los detectados el 20 de marzo (7.084). El país ha detectado hasta el momento 954,762 infecciones con 22,524 muertes (122 en las últimas 24 horas).

El ministro de Salud, Enrique Paris, reconoció este jueves que el país “vive una situación preocupante” por el aumento de casos de Covid-19, que continúa a pesar de la campaña de vacunación masiva contra la pandemia, para la que más de 6 millones de personas fueron inmunizadas con al menos una. dosis. “Solo dos regiones han disminuido sus casos en los últimos 7 días y solo tres en los últimos 14 días”, dijo el ministro, instando a la población a respetar las medidas de salud.

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