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Con la scusa di un colloquio drogava, violentava e fotografava ragazze

Arrestato venerdì a Milano un noto imprenditore farmaceutico, dopo le denunce di una studentessa risalenti a marzo. L’ha stordita con della droga nel caffè. I carabinieri lanciano un appello a farsi avanti.

Milano, 23 maggio 2021 – Venerdì mattina, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte, all’esito di articolate attività d’indagine coordinate dal Dipartimento “Tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli” della Procura della Repubblica di Milano (Proc. Agg. Letizia Mannella e Sost. Proc. Alessia Menegazzo), hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali aggravate emessa dal Gip presso il Tribunale di Milano nei confronti di un 50enne, di Milano, amministratore unico di una nota azienda farmaceutica del capoluogo.

L’attività investigativa – prosegue la nota stampa della Legione Carabinieri Lombardia – trae origine dalla denuncia presentata lo scorso 28 marzo, presso la Stazione Carabinieri Milano Porta Monforte, da una studentessa universitaria di 21 anni che aveva riferito ai militari di essere stata invitata ad un incontro di lavoro tra imprenditori del settore farmaceutico finalizzato ad uno stage formativo presso la suddetta azienda e di aver perso completamente i sensi dopo aver bevuto un caffè. Nella circostanza, la ragazza aveva precisato di essersi risvegliata presso la propria abitazione, ancora stordita e con addosso i vestiti indossati la sera precedente. La perquisizione domiciliare eseguita, dopo qualche giorno, presso l’abitazione dell’indagato aveva permesso di rinvenire, occultate in una nicchia a scomparsa della cucina, due confezioni del medicinale “Bromazepam (ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine).

Gli ulteriori approfondimenti investigativi, espletati in collaborazione con il Nucleo Investigativo di Milano, hanno consentito di accertare, anche mediante attività tecnica, suffragata dall’analisi dei tabulati telefonici, delle immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza e dei dati gps registrati dallo smartwatch in uso alla vittima, nonché da accertamenti informatici eseguiti su vari telefoni e computer utilizzati dall’imprenditore, che quest’ultimo, in data 26 marzo, dopo aver invitato la giovane vittima alla presunta riunione di lavoro, le ha somministrato, mescolandola con un caffè e un succo d’arancia, un’elevata dose di benzodiazepine, tale da cagionarle un’intossicazione con avvelenamento al solo fine di privarla della libertà personale, trattenendola presso la propria abitazione contro la sua volontà fino al mattino seguente, nonché porla in uno stato di incapacità di volere e di agire per abusarne e fotografarla.

La ragazza si sarebbe resa conto di quanto realmente accaduto, perché sentendosi strana si è recata in pronto soccorso. Lì è stato rilevato che aveva subito violenza sessuale e che era stata avvelenata con un’alta dose di Benzodiazepine. Da qui è scattata la denuncia ai carabinieri.

A seguire, l’uomo, preoccupato dall’esito della perquisizione e dalle indagini in corso, ha addirittura tentato di crearsi un alibi, non solo inducendo i propri familiari e amici a rendere dichiarazioni compiacenti, ma anche accusando la studentessa e la sua famiglia di un tentativo di estorsione ai suoi danni al solo fine di affinare la propria strategia difensiva.

Sono in corso ulteriori accertamenti volti ad identificare le altre donne che, in passato, hanno subito abusi sessuali da parte dell’indagato con lo stesso modus operandi. Al momento già altre due ragazze si sono fatte avanti denunciando di aver subito le stesse molestie da parte dell’uomo.

Le forze dell’ordine dunque lanciano un appello: “A tal fine, si invitano coloro che abbiano incontrato l’imprenditore, accusando successivamente uno stato d’incoscienza, a contattare immediatamente i Carabinieri della Compagnia Milano Porta Monforte, sita in viale Umbria n. 62”.

Con la excusa de una entrevista drogó, violó y fotografió a joven

Un conocido empresario farmacéutico fue arrestado en Milán el viernes después de las quejas de una estudiante que se remontan a marzo. La sorprendió con drogas en el café. Los carabinieri hacen un llamamiento para que otras víctimas se presenten.

Milán, 23 de mayo de 2021 – El viernes por la mañana, los Carabinieri del Núcleo Operativo de la Compañía Porta Monforte de Milán, tras las actividades de investigación articuladas coordinadas por el Departamento “Protección de la familia, menores y otros sujetos débiles” de la Fiscalía de la República de Milán (Proc. Agg. Letizia Mannella y Sost.Proc. Alessia Menegazzo), ejecutó una orden de prisión preventiva por los delitos de agresión sexual agravada, secuestro y lesiones personales agravadas emitida por el Gip en la Corte de Milán contra un hombre de 50 años, de Milán, administrador único de una conocida compañía farmacéutica en la capital.

La actividad investigadora – continúa la nota de prensa de la Legión Carabinieri Lombardia – tiene su origen en la denuncia presentada el pasado 28 de marzo, en la estación Carabinieri Milano Porta Monforte, por una estudiante universitaria de 21 años que había informado a los militares de que había sido invitada a un encuentro empresarial entre empresarios del sector farmacéutico destinado a una pasantía de formación en la citada empresa y que había perdido por completo los sentidos tras tomar un café.  Dadas las circunstancias, la chica había especificado que se había despertado en su casa, todavía aturdida y con la ropa usada la noche anterior. Tras unos días, el registro domiciliario llevado a cabo en el domicilio del sospechoso ha hecho posible encontrar, ocultos en un nicho retráctil de la cocina, dos paquetes del medicamento Bromazepam (ansiolítico de la familia benzodiazepinas).  

Las nuevas pesquisas, llevadas a cabo en colaboración con el Núcleo de Investigación de Milán, han podido determinar, también a través de actividades técnicas, apoyadas en el análisis de registros telefónicos, imágenes extraídas de sistemas de videovigilancia y datos GPS grabados  por el reloj inteligente en uso a la víctima, así como mediante investigaciones informáticas realizadas en diversos teléfonos y ordenadores utilizados por el empresario, que ésta, el 26 de marzo, tras invitar a la joven víctima a la supuesta reunión de trabajo, se la administró, mezclándola con café y zumo de naranja, una alta dosis de benzodiacepinas, como para causarle intoxicación con intoxicación con el fin de privarla de su libertad personal, sosteniéndola en su domicilio contra su voluntad hasta la mañana siguiente, así como ponerla en un estado de incapacidad para querer y actuar para abusar y fotografiarla.

La chica se habría dado cuenta de lo que realmente sucedió, porque sintiéndose extraña fue a la sala de emergencias.  Allí se descubrió que había sufrido violencia sexual y había sido envenenada con una alta dosis de benzodiazepinas. De ahí salió la queja a los carabinieri.

Más tarde, el hombre, preocupado por el resultado de la búsqueda y la investigación en curso, incluso trató de crear una coartada, no sólo induciendo a su familia y amigos a hacer declaraciones complacientes, sino también acusando a la estudiante y a su familia de un intento de extorsión en su contra con el fin de afinar su estrategia defensiva.

Se están llevando a cabo nuevas investigaciones para identificar a otras mujeres que, en el pasado, han sido abusadas sexualmente por el sospechoso con el mismo modus operandi. Por el momento, otras dos chicas se han presentado quejándose de que han sido acosadas por el hombre.

Por ello, los carabinieri lanzan un llamamiento: “Para ello, se invita a quienes se han reunido con el empresario, acusando posteriormente a un estado de inconsciencia, a ponerse inmediatamente en contacto con los Carabinieri de la Compagnia Milano Porta Monforte, ubicada en Viale Umbría n. 62”

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