El Salvador, 19enne, violenza sessuale

Stupro della 19enne di El Salvador, il gip convalida il fermo: “potrebbe rifarlo” -Violación de la joven salvadoreña de 19 años, el juez de instrucción valida el arresto: “podría volver a hacerlo”

Milano – 22/11/2020 – Resta in carcere Oscar Abelardo S. C., il 31enne di El Salvador che domenica scorsa è stato fermato con l’accusa di aver violentato una connazionale di 19 anni, figlia del cugino.  Secondo il gip Tommaso Perna, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, il soggetto si è mostrato “incapace di controllare i propri impulsi violenti e la propria aggressività sessuale” e inoltre “Avendo l’indagato manifestato una spinta antisociale elevatissima ed un assoluto disprezzo per la vita umana, soprattutto di quella delle donne, deve presumersi che, se rimesso in libertà, o comunque in una situazione tale da dovere volontariamente osservare le prescrizioni imposte, compirebbe certamente reati della stessa indole”, scrive il gip Tommaso Perna nell’ordinanza, presupponendo dunque non solo il rischio di fuga ma anche quello di reiterazione del reato.

Le rivelazioni choc della 19enne originaria di El Salvador violentata dallo zio: se urli, ti taglio la testa

“Mi ha minacciata dicendomi che se urlavo mi avrebbe uccisa come ha già ucciso un’altra persona in El Salvador. Mi ha detto che questa persona l’ha uccisa tagliandogli la testa e gettandola in un posto lontano dal corpo e, se urlavo, avrebbe fatto lo stesso con me”, questo è quanto ha dichiarato la vittima agli agenti di polizia della Squadra Mobile di Milano. Gli stessi agenti che domenica mattina hanno risposto alla chiamata e soccorso la giovane, accompagnandola al Centro Soccorso Violenza Sessuale della Clinica Mangiagalli di Milano, dove sono stati documentati i segni di violenza. L’agghiacciante misfatto è accaduto a Bresso, in provincia di Milano, sabato 14 novembre. La vittima è una ragazza di 19 anni nata a Milano da genitori salvadoregni. L’orco responsabile della violenza sessuale si chiama Oscar Abelardo S. C., un cugino del padre, che viveva con lui e una zia della ragazza. La giovane invece viveva a casa di un’altra zia, ma quella notte si era fermata a dormire dal padre. Secondo le indagini, l’uomo l’avrebbe raggiunta nella sua stanza dopo cena e l’avrebbe stuprata. La ragazza sarebbe rimasta in quella casa a Bresso fino al mattino dopo, poi sarebbe uscita senza dire nulla al padre. Ad allertare le forze dell’ordine, nella mattinata di domenica, è stata un’amica della vittima che aveva ricevuto degli angoscianti messaggi whatsapp dalla ragazza a poche ore dalla violenza subita.

19enne di El Salvador violentata: molestie verbali già in passato

Con la Squadra mobile, coordinata dal pm di Milano Roberto Fontana, la giovane ha messo a verbale anche che il lontano parente le aveva già fatto delle avances sessuali via messaggi tempo prima: “Verrò da te quando tuo padre starà dormendo”, le aveva scritto, ma per la difesa si trattava di uno scherzo e il reo nega lo stupro e anzi sostiene di essere stato lui a ricevere delle avances dalla ragazza. “Io ho cercato di liberarmi e di lottare con lui – ha raccontato ancora agli agenti la giovane vittima – non urlavo perché avevo paura di quello che mi aveva detto”.

 

Violación de la joven salvadoreña de 19 años, el juez de instrucción valida el arresto: “podría volver a hacerlo”

Milán – 22/11/2020 – Sigue en prisión Oscar Abelardo S. C. el salvadoreño de 31 años que fue detenido el pasado domingo acusado de violar a una compatriota de 19 años, hija de su primo. Según el juez de instrucción Tommaso Perna, quien convalidó el arresto y ordenó la detención
preventiva en prisión, el sujeto se mostro “incapaz de controlar sus impulsos violentos y su propia agresión sexual” y además “el sospechoso tenía un empuje antisocial muy alto y un absoluto desprecio por la vida humana, especialmente por las mujeres en general. Hay que suponer que el sospechoso, una vez soltado, sin duda cometería los mismos delitos con naturaleza”, escribe el juez de instrucción Thomas Perna en la ordenanza, asumiendo así no solo el riesgo de fuga sino también el de reincidencia del crimen.

Las impactantes revelaciones de la joven salvadoreña de 19 años violada por su tío: “si tu gritas te cortaré la cabeza”

“Me amenazó diciendo que si gritaba me mataría porque ya mató a otra persona en El Salvador. Me dijo que esta persona la mató cortándole la cabeza y tirándola en un lugar alejado de su cuerpo y, si yo gritaba, él me haría lo mismo”, así le dijo la víctima a los policías de la Brigada Móvil de Milán. Los mismos agentes que en la mañana del domingo atendieron la llamada y ayudaron a la joven, acompañándola al Centro de Ayuda a la Violencia Sexual de la Clínica Mangiagalli de Milán, donde se documentaron las señales de violencia. El escalofriante crimen ocurrió en Bresso, en la provincia de Milán, el sábado 14 de noviembre. La víctima es una joven de 19 años nacida en Milán de padres salvadoreños. El ogro responsable de la agresión sexual se llama Oscar Abelardo S.C., de 31 años, primo de su padre, que vivía con él y una tía de la joven. La joven, en cambio, vivía en casa de otra tía, pero esa noche se detuvo a dormir con su padre. Según las investigaciones, el hombre se habría reunido con ella en su habitación después de la cena y la violó. La niña permanecería en esa casa de Bresso hasta la mañana siguiente, luego saldría sin decirle nada a su padre. El domingo por la mañana, una amiga de la víctima que había recibido angustiosos mensajes de whatsapp de la joven apenas unas horas después de la violencia fue alertado a la policía.

Joven salvadoreña de 19 años violada: acoso verbal ya en el pasado

Con el escuadrón móvil, coordinado por el fiscal de Milán Roberto Fontana, la joven también informó que su familiar lejano ya le había hecho insinuaciones sexuales un tiempo antes a través de mensajes: “Iré a verte cuando tu padre duerne”. Para la defensa fue una broma y el delincuente niega la violación y de hecho afirma que fue él quien recibió insinuaciones de la niña. “Traté de liberarme y pelear con él – volvió a decir la joven víctima a los agentes – no grité porque tenía miedo de lo que me decía”.

 

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