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Si può essere felici se si ha in mente di esserlo

Quello che comunemente viene definito pensiero positivo, è un presupposto fondamentale per il benessere. 

di Paola Battaglia

Milano, 14 maggio 2021 – Il mindset, nel mondo della formazione atta ad ottenere una perfetta qualità della vita, buone performance e la massima valorizzazione dei propri talenti, è un concetto che la fa da padrone. Ma di cosa si tratta? Col termine mindset intendiamo l’insieme delle credenze individuali che finiscono per orientare scelte, creare atteggiamenti e caratteri, che diventano poi la base di un percorso di vita.

Si è portati a credere che le persone che vediamo sempre col sorriso sulle labbra siano dotate di una particolare fortuna e di vite agiate, ma non è mai vero, questa è solo una semplificazione. Ciò che è vero è che il mindset funzionale crea i presupposti per una vita serena.

felicità, mente, giudizioDi questo abbiamo parlato con la cantante brasiliana Ana Flora, che ricordiamo tutti per aver infiammato l’arena di Verona con la sua hit Paraiso do Mundo durante un’edizione del Festivalbar dei primi anni 2000, e per i suoi straordinari featuring con personaggi di prim’ordine quali, Mario Venuti e Fabio Concato. Scopriamo il suo mindset nell’intervista rilasciata in esclusiva per Tg Festival.

Chiediamo ad Ana come fa a non aver perso energia e gioia in questo periodo, dato che  per un’artista la sopravvivenza è dura:

Io non sto a pensare al problema, io riconosco il problema, lo vedo, ma poi mi concentro sulla soluzione, devo trovare una soluzione, e così trovo sempre il modo di risolvere il problema. Ovviamente parlo delle cose pratiche, non di questioni che non sono alla mia portata, come per esempio le malattie. Questo mi toglie tanto stress perché trasformo ansia e frustrazione in azione. Anche quando la situazione non posso risolverla, devo sentirmi attiva  e passare all’altro qualcosa di positivo. Qualche anno fa diagnosticarono a mia figlia il morbo di Crohn, era in ospedale ed aveva perso tanti chili, io leggevo molto su questa patologia, piangevo, ma sempre lontana da lei. Quando le ero accanto le spazzolavo i capelli, le mettevo lo smalto sulle unghie, perché pensavo fosse importante che si sentisse curata. Io devo essere attiva se ti abbandoni al buio soccombi ed è molto più difficile gestire i problemi”.

Chiediamo ancora all’artista brasiliana, quale sia il suo rapporto col giudizio, uno di quegli elementi che, secondo le migliori teorie del mindset, appartengono alla mente ma vanno tenuti a bada, se non del tutto eliminati, se non si vuole essere ingabbiati nelle limitazioni autoinferte. Ecco il pensiero di Ana:

“Io non giudico mai. Giudicare è limitare una persona; è dire quella è così, quell’altro è così, ma ognuno è tante cose, come io sono tante cose diverse: sono buona, cattiva, triste, felice e molto altro e mi chiedo, perché gli altri non possono esserlo?”

Le chiediamo se questo suo mindset dipenda dal fatto che la sua formazione è avvenuta in Brasile, dove è nata ed ha vissuto la prima parte della sia vita, ancorché, ormai, viva in Italia da oltre trent’ anni:

“Io provengo da una famiglia umile, non povera, ma umile. Ho vissuto vicino alla povertà vera. Quando sono venuta in Italia mi sono creata da sola tutto ciò che ho partendo da zero. Ho imparato che tutto va conquistato. La mia storia mi insegna a tenere i piedi per terra ed è ciò che insegno anche a mia figlia, le cose vanno sudate e meritate. Questo in Brasile è diffuso. C’è poco e bisogna darsi da fare per sopravvivere, bisogna conquistare tutto”.

In perfetta linea coi migliori insegnamenti di choaching e PNL (programmazione neuro linguistica), Ana sprigiona una gioia travolgente che si coglie dai suoi ampi sorrisi e dalla luce che ha negli occhi, ed ascoltando il racconto della sua filosofia di vita, si comprende bene il perché.

È lecito chiedersi, come mai molte persone continuino a restare ostaggi di vittimismo, pensiero negativo e giudizio? Un’altra possibilità c’è ed è in un luogo assolutamente raggiungibile da ciascuno di noi: la nostra mente.

por Paola Battaglia

Puedes ser feliz si planeas ser feliz

Lo que comúnmente se llama pensamiento positivo es un requisito previo fundamental para el bienestar.

Milán, 14 de mayo de 2021 – La mentalidad, en el mundo de la formación orientada a obtener una calidad de vida perfecta, un buen rendimiento y la máxima potenciación de los talentos, es un concepto que reina de forma suprema. Pero ¿de qué se trata? Con el término mentalidad nos referimos al conjunto de creencias individuales que terminan guiando las elecciones, creando actitudes y personajes, que luego se convierten en la base de un camino de vida.

Se nos hace creer que las personas que siempre vemos con una sonrisa en la cara están dotadas de una fortuna particular y vidas acomodadas, pero eso nunca es cierto, esto es solo una simplificación. Lo cierto es que la mentalidad funcional crea las condiciones para una vida pacífica.

Hablamos de ello con la cantante brasileña Ana Flora, a quien todos recordamos por haber encendido la arena de Verona con su éxito Paraíso do Mundo durante una edición del Festivalbar a principios de la década del 2000, y por su extraordinario protagonismo con personajes de primer orden, como Mario Venuti y Fabio Concato. Descubramos su mentalidad en la entrevista publicada en exclusiva para Tg Festival.

Le preguntamos a Ana cómo no ha perdido energía y alegría en este período, dado que la supervivencia es difícil para un artista:

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No pienso en el problema, reconozco el problema, lo veo, pero luego me concentro en la solución, tengo que encontrar una solución, y por eso siempre encuentro la manera de resolver el problema. Por supuesto estoy hablando de cosas prácticas, no de asuntos que no están a mi alcance, como enfermedades. Esto me quita mucho estrés porque convierto la ansiedad y la frustración en acción. Incluso cuando la situación no se puede resolver, tengo que sentirme activo y pasar algo positivo al otro. Hace unos años le diagnosticaron a mi hija que tenía la enfermedad de Crohn, estaba en el hospital y había perdido tantos kilos, leí mucho sobre esta patología, lloré, pero siempre lejos de ella. Cuando estaba a su lado le cepillé el pelo, le puse el barniz en las uñas, porque pensé que era importante que se sintiera curada. Tengo que estar activo si te abandonas en la oscuridad y sucumbes y es mucho más difícil de gestionar los problemas”.

Todavía le preguntamos a la artista brasileña, cuál es su relación con el juicio, uno de esos elementos que, según las mejores teorías de la mentalidad, pertenecen a la mente, pero deben mantenerse a raya, si no eliminar por completo, si no se quiere. estar atrapado en limitaciones auto infligidas. Este es el pensamiento de Ana:

Yo nunca juzgo. Juzgar es limitar a una persona; es decir que uno es así, que otro es así, pero cada uno es muchas cosas, así como yo soy muchas cosas distintas: soy bueno, malo, triste, feliz y mucho más y yo pregunto, ¿por qué otros no pueden estarlo?”

Le preguntamos si esta mentalidad depende del hecho de que su formación tuvo lugar en Brasil, donde nació y vivió la primera parte de su vida, a pesar de que ya lleva más de treinta años viviendo en Italia:

“Vengo de una familia humilde, no pobre, sino humilde. Viví cerca de la verdadera pobreza. Cuando llegué a Italia creé todo lo que tengo desde cero. Aprendí que todo hay que conquistar suelo y eso es lo que le enseño a mi hija también, las cosas deben ser sudorosas y merecidas. Esto está muy extendido en Brasil. Hay poco y hay que trabajar duro para sobrevivir, hay que conquistarlo todo”.

Perfectamente en línea con las mejores enseñanzas de choaching y PNL (Programación neurolingüistica), Ana libera una alegría abrumadora que es capturada por sus amplias sonrisas y por la luz en sus ojos, y al escuchar la historia de su filosofía de vida, uno comprende por qué.
Es cuestionable, ¿por qué tantas personas continúan siendo rehenes de la victimización, el pensamiento negativo y el juicio? Existe otra posibilidad y está en un lugar absolutamente accesible para cada uno de nosotros: nuestra mente.

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