Perù, scontri contro l’impeachment dell’ex presidente Vizcarra. Morti e decine di feriti. Si dimette Merino (video Euronews)

Lima, 15 Novembre 2020  – Il Presidente Merino si dimette. Il parlamento in seduta plenaria ha accettato oggi le dimissioni del presidente ad interim Manuel Merino de Lama. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Andina. La decisione è stata adottata, al termine di un non lungo dibattito, con 120 voti a favore (dei 130 di cui dispone l’Assemblea), uno contrario e nessuna astensione. La sessione è stata introdotta dal presidente del Parlamento, Luis Valdez, che ha letto la comunicazione ufficiale di Merino in cui ha comunicato la sua decisione di presentare «dimissioni irrevocabili» dall’incarico.

La decisione del Presidente Merino poche ore prima. Dimessi anche 13 ministri

«In questo momento, in cui il Paese attraversa una delle più grandi crisi politiche, voglio rendere noto a tutto il Paese che presento le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di presidente della Repubblica» del Perù, ha dichiarato Merino in un messaggio alla nazione, a quanto riporta una agenzia Ansa.

«Invoco la pace e l’unità di tutti i peruviani. Il mio impegno è con il Perù, e farò il massimo dei miei sforzi per garantire la successione costituzionale che il Congresso deciderà», ha sottolineato Merino, ringraziando i membri del suo governo. «I drammatici fatti avvenuti nelle ultime ore aggravano la crisi che già stavamo attraversando e che ha portato alcuni giorni fa alla destituzione di Martin Vizcarra», ha aggiunto ancora Merino, che nel suo intervento ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime durante le proteste.

«Questi eventi devono essere indagati a fondo dalle autorità competenti per determinare ogni responsabilità», ha infine aggiunto Merino dopo aver sottolineato di aver prestato giuramento per la presidenza «non cercando» tale incarico, ma in quanto presidente del Parlamento, perché il suo esecutivo fosse «di transizione, con il primo dovere politico di garantire elezioni trasparenti» per l’11 aprile 2021. Ha ammesso che molti peruviani sono «stufi» dell’attuale classe politica, ma ha sottolineato che i cittadini sono gli unici che possono scegliere liberamente le proprie autorità.

La nuova giornata di proteste è cominciata nel pomeriggio di ieri: bilancio due vittime (ma alcune agenzie dicono 3) e almeno 60 feriti.

La protesta  si è protratta fino a notte inoltrata, con duri scontri fra manifestanti e le forze dell’ordine che hanno arrestato un numero imprecisato di manifestanti. A notte inoltrata il comitato organizzatore ha chiesto ai dimostranti di tornare a casa, dando loro appuntamento per la settima giornata di mobilitazione oggi alle 17 (le 23 italiane). Le violenze della polizia sono state condannate da numerose forze politiche, dall’Ufficio del Difensore del popolo (Ombudsman) e dalla stessa Corte Costituzionale. Questa situazione ha avuto un immediato riflesso all’interno del governo, con le dimissioni a valanga della maggior parte dei ministri, fra cui quelli della Difesa e dell’Interno.

All’origine di questa turbolenta fase politica peruviana vi è la decisione del Congresso (Parlamento unilaterale) di destituire il presidente Vizcarra

All’origine di questa turbolenta fase politica peruviana vi è la decisione del Congresso (Parlamento unilaterale) di destituire il presidente Vizcarra per «incapacità morale permanente», utilizzando, secondo molti impropriamente, un articolo della Costituzione. E’ caos in Perù dove 13 ministri del nuovo governo si sono dimessi a seguito degli scontri di piazza tra manifestanti e forze di sicurezza in cui sono morte almeno tre persone. Lo riferisce il sito del quotidiano ‘La Republica’, che parla di dimissioni in massa presentate dai ministri al presidente Manuel Merino a due giorni dalla loro nomina. La situazione nel Paese sudamericano è precipitata dopo che il Parlamento, dominato dalle forze dell’opposizione, ha votato l’impeachment dell’ex presidente Martin Vizcarra. Al suo posto ha giurato Merino, che dovrebbe ricoprire la carica ad interim fino alle elezioni del prossimo giugno. Vizcarra è stato accusato di corruzione.

Tra i ministri che si sono dimessi, secondo la stampa peruviana, figurano i ministri della Giustizia Delia Munoz, dell’Economia José Arista, dell’Interno Gaton Rodriguez e della Difesa Walter Chávez.

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