missionaria uccisa perù
ph Rainews

Perù: Nadia uccisa a colpi di machete per 2 cellulari? É mistero

La Farnesina ha confermato ieri sera il decesso della missionaria laica italiana Nadia De Munari in Perù, precisando che l’ambasciata italiana a Lima sta seguendo l’agghiacciante vicenda da vicino ed è in contatto con i familiari della connazionale e con le autorità locali per seguire le indagini.

Lima, 26 aprile 2021 – È mistero sulla morte della missionaria laica italiana in Perù, Nadia De Munari, trovata in una pozza di sangue nel suo alloggio a Chimbote martedì mattina. Dalle prime analisi, secondo gli inquirenti potrebbe essersi trattato di una rapina finita nel peggiore dei modi. Tuttavia non convincono gli investigatori alcuni dettagli, tra cui il fatto che, riporta la stampa locale, la porta della camera di Nadia, chiusa a chiave, non presentasse segni di effrazione. Inoltre, la missionaria pare sia stata uccisa nel sonno, il che non giustificherebbe la necessità, se si trattava solo di una rapina, né tantomeno l’efferatezza: Nadia è stata colpita ripetutamente al cranio e al volto con un’ascia o un machete, nonché con una spranga di ferro.

Sono state proprio le gravissime ferite riportate, ad aver causato la morte di Nadia, deceduta dopo 4 giorni di agonia nonostante i primi soccorsi da parte dei medici dell’Ospedale Regionale di Chimbote, e poi dallo staff ospedaliero della capitale Lima.

«Il Vescovo di Vicenza Beniamin Pizziol, l’intera diocesi di Vicenza, i missionari e le missionarie vicentine nel mondo si stringono al dolore della famiglia De Munari, agli amici dell’OMG e alla comunità cristiana di Giavenale, quartiere di Schio, per la perdita dell’amata Nadia». Questo il messaggio di cordoglio pubblicato dalla Diocesi di Vicenza, e diffuso dopo la notizia della morte in Perù della missionaria laica, volontaria dell’Operazione Mato Grosso da quasi trent’anni.

Il missionario e amico di Nadia, Massimo Casa, proprio colui che l’aveva introdotta in questa avventura quasi 30 anni fa, è incredulo per quanto accaduto: “Siamo increduli e scioccati – dice in una intervista all’Adnkronos Massimo Casa, referente dell’operazione Mato Grosso – Negli ultimi venti anni non abbiamo mai avuto aggressioni del genere. Non ci diamo una spiegazione di tanta barbarie, meno che meno nei confronti di una donna, Nadia, che era mamma di tanti bambini”. Nadia De Munari era a Chimbote da circa sette anni, dove gestiva l’amministrazione di cinque asili e seguiva la formazione delle maestre. In passato, nella zona delle Ande, si occupava di formare maestre d’asilo nelle aree rurali. “Non si sa ancora – ha dichiarato ancora Casa – chi siano gli autori di questa atrocità, né il movente. Siamo in una zona di limbo con tanti volontari ancora lì intorno. Da quanto mi hanno riferito Nadia dormiva nella sua camera ma lì in zona vivevano altre persone. E però verosimile che non abbiano sentito nulla. Gli investigatori sono al lavoro e speriamo si faccia in breve piena luce e che il corpo di Nadia possa tornare in Italia anche se i tempi non saranno brevi”. Quanto al futuro della missione seguita da Nadia a Chimbote, al momento resta tutto in stand by. 

La vicenda

Un feroce agguato, a colpi d’ascia, ha posto fine alla vita missionaria di Nadia De Munari, una volontaria italiana laica trucidata in Perù durante una rapina al centro “Mamma mia” di Nuevo Chimbote, dove aiutava minori e madri bisognose. Una vita dedicata agli altri, come hanno ricordato da Schio (Vicenza), suo paese d’origine, amici e familiari di Nadia, 50 anni, da 30 coinvolta nell’Operazione Mato Grosso creata da padre Ugo De Censi. Una missione caritatevole spezzata dalla brutalità da chi, martedì mattina, è entrato armato di un’ascia e di una sbarra metallica nella stanza da letto di Nadia, nella casa famiglia, e mentre lei dormiva l’ha colpita ripetutamente alla testa e in altre parti del corpo. L’agguato non avrebbe avuto testimoni. Le ragazze che De Munari seguiva dormivano infatti in un’altra area della costruzione. Nella missione si trovava un’altra decina di volontari. La missionaria vicentina era ancora in vita, seppur gravissima, quando è stata trovata nella sua camera, in una pozza di sangue. dove dopo 4 giorni di agonia è deceduta. Agenti della squadra omicidi di Lima – riferisce il quotidiano locale, Diario de Chimbote – si sono recati nella località costiera peruviana per partecipare alle indagini sull’omicidio. La polizia ha interrogato le cinque persone presenti nella struttura, tra cui un cittadino italiano. Anche un’altra donna, Lisbet Ramrez Cruz, è stata aggredita dai criminali e gli investigatori ritengono particolarmente utile la sua testimonianza. Dalla casa famiglia sono stati rubati solo due cellulari. La pista della rapina è quella seguita nella fase iniziale delle indagini.
De Munari si era trasferita in Perù dopo un anno di missione in Ecuador. A Nuevo Chimbote gestiva alcuni asili, una scuola elementare e la casa famiglia. La volontaria, maestra elementare, si recava nelle case a portare cibo e si occupava della formazione delle insegnanti. Sulle cause del decesso della donna, i medici hanno riferito di un grave trauma cranico, una frattura al braccio destro e ferite al viso. La notizia della morte di Nadia De Munari è arrivata a Schio l’altro ieri sera, lasciando sconvolti i familiari, i genitori e due sorelle, e la vasta comunità religiosa che sosteneva l’opera di Nadia, che lavorava con i bisognosi in Perù ormai da 15 anni. I suoi rientri in Italia, ogni due o tre anni, erano piuttosto brevi, perché poi ripartiva presto per Chimbote. Due cellulari sono stati rubati dalla casa famiglia. De Munari, maestra elementare, vi collaborava dall’età di 17 anni.

Perú: ¿Nadia asesinada con machetes por 2 celulares? Es un misterio

La Farnesina confirmó anoche la muerte de la misionera laica italiana Nadia De Munari en Perú, precisando que la embajada italiana en Lima sigue de cerca el escalofriante asunto y está en contacto con los familiares del compatriota y con las autoridades locales para seguir las investigaciones.

Lima, 26 de abril de 2021 – Es un misterio la muerte de la misionera laica italiana en Perú, Nadia De Munari, encontrada en un charco de sangre en su alojamiento en Chimbote el martes por la mañana. Desde los primeros análisis, según los investigadores podría haber sido un robo que terminó de la peor manera. Sin embargo, algunos detalles no convencen a los investigadores, incluido el hecho de que, según la prensa local, la puerta de la habitación de Nadia, cerrada con llave, no mostraba signos de entrada forzada. Además, la misionera parece haber sido asesinada mientras dormía, lo que no justificaría la necesidad, si solo fuera un robo, ni la brutalidad: Nadia fue golpeada repetidamente en el cráneo y la cara con un hacha o un machete, además de con una barra de hierro.

Fueron precisamente las gravísimas heridas las que provocaron la muerte de Nadia, quien falleció luego de 4 días de agonía a pesar de los primeros auxilios por parte de los médicos del Hospital Regional de Chimbote, y luego por parte del personal hospitalario de la capital limeña.

«El obispo de Vicenza Beniamin Pizziol, toda la diócesis de Vicenza, los misioneros vicentinos de todo el mundo se aferran al dolor de la familia De Munari, los amigos de la OMG y la comunidad cristiana de Giavenale, distrito de Schio, por la pérdida de la amada Nadia». Este es el mensaje de pésame publicado por la Diócesis de Vicenza, y difundido tras la noticia de la muerte en Perú de la misionera laica, voluntaria de la Operación Mato Grosso desde hace casi treinta años.

El misionero y amigo de Nadia, Massimo Casa, el mismo que la introdujo a esta aventura hace casi 30 años, se muestra incrédulo por lo sucedido: “Estamos incrédulos y conmocionados – dice Massimo Casa en una entrevista con Adnkronos Operación Mato Grosso – En Los últimos veinte años nunca hemos tenido tales ataques. No nos damos explicación de tanta barbarie, y menos hacia una mujer, Nadia, que fue madre de muchos hijos”. Nadia De Munari había estado en Chimbote durante unos siete años, donde dirigió la administración de cinco jardines de infancia y siguió la formación de maestros. En el pasado, en la zona de los Andes, participó en la formación de maestros de jardín de infancia en zonas rurales. “Aún no se sabe – dijo Casa – quiénes son los perpetradores de esta atrocidad, ni el motivo. Estamos en una zona de limbo con muchos voluntarios todavía por ahí. Por lo que me dijeron Nadia durmió en su habitación pero allí en la zona vivían otras personas. Y, sin embargo, es probable que no hayan escuchado nada. Los investigadores están trabajando y esperamos que pronto aparezca la luz completa y que el cuerpo de Nadia pueda regresar a Italia incluso si los tiempos no serán breves”. En cuanto al futuro de la misión que sigue Nadia en Chimbote, de momento todo queda en espera.

La historia

Una feroz emboscada, con un hacha, acabó con la vida misionera de Nadia De Munari, voluntaria laica italiana asesinada en Perú durante un atraco en el centro “Mamma mia” de Nuevo Chimbote, donde ayudaba a menores y madres necesitadas. Una vida dedicada a los demás, como recuerda Schio (Vicenza), su país de origen, amigos y familiares de Nadia, 50 años, involucrada desde hace 30 en la Operación Mato Grosso creada por el Padre Ugo De Censi. Una misión benéfica quebrada por la brutalidad de quienes, en la mañana del martes, entraron en el dormitorio de Nadia, en la casa familiar, armados con un hacha y una barra de metal, y mientras ella dormía, la golpeó repetidamente en la cabeza y en otras partes del cuerpo. La emboscada no habría tenido testigos. Las chicas a las que De Munari seguía dormían en otra zona de la contrucción. Había una docena de voluntarios más en la misión. La misionera de Vicenza aún estaba viva, aunque muy grave, cuando la encontraron en su habitación, en un charco de sangre. donde después de 4 días de agonía murió. Agentes de la brigada de homicidios de Lima – informa el diario local Diario de Chimbote- se trasladaron a la localidad costera peruana para participar en la investigación del asesinato. La policía interrogó a las cinco personas presentes en la instalación, incluido un ciudadano italiano. Otra mujer, Lisbet Ramirez Cruz, también fue atacada por criminales y los investigadores encuentran su testimonio particularmente útil. Solo se robaron dos teléfonos celulares del hogar de acogida. El rastro del robo es el que se siguió en la fase inicial de la investigación.

De Munari se había mudado a Perú después de un año de misión en Ecuador. En Nuevo Chimbote dirigió algunos jardines de infancia, una escuela primaria y una casa familiar. La voluntaria, maestra de primaria, acudia a las casas para llevar comida y se encargó de la formación del profesorado. Sobre las causas de la muerte de la mujer, los médicos informaron una lesión grave en la cabeza, una fractura en el brazo derecho y lesiones en la cara. La noticia de la muerte de Nadia De Munari llegó a Schio la víspera de anoche, dejando conmocionados a la familia, a los padres y a las dos hermanas, y a la vasta comunidad religiosa que apoyaba la obra de Nadia, que ahora trabajaba con los más necesitados en Perú. años. Sus regresos a Italia, cada dos o tres años, fueron bastante cortos, porque luego partía nuevamente para Chimbote. Se robaron dos teléfonos móviles del hogar de acogida. De Munari, maestra de la escuela primaria, trabajó allí desde los 17 años.

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