Perù, Covid, elezioni

Perù: a che punto è la situazione elettorale? E la pandemia?

A quasi un mese e mezzo dal secondo turno, il Perù non ha ancora un presidente.

Lima, 12 luglio 2021 – Una situazione politica sicuramente incerta, ma non instabile. Accompagnata però da una condizione pandemica preoccupante. Proprio sabato, infatti, il governo peruviano ha prorogato di un mese, fino al 31 agosto, lo stato di emergenza in vigore nel Paese per combattere la pandemia del coronavirus, decretato per la prima volta nel marzo 2020. Secondo quanto riferito dal quotidiano El Comercio, un decreto supremo pubblicato sabato nel quotidiano ufficiale El Peruano indica che durante il suddetto periodo è limitato l’esercizio dei diritti costituzionali relativi alla libertà e alla sicurezza personale, all’inviolabilità del domicilio e alla libertà di riunione e di transito nel territorio nazionale. Il personale della polizia e delle forze armate garantirà il rispetto delle disposizioni emanate nell’ambito dello stato di emergenza. Il Perù, duramente colpito dalla pandemia del coronavirus, ha registrato finora oltre 2 milioni di contagi con 194.249 morti.

Ma torniamo alla questione politica. A che punto è, ci siamo chiesti. Le ultime notizie riportate da Ansa parlano di una posizione forte e inflessibile da parte di Keiko Fujimori, che ha detto che non riconoscerà la vittoria del suo rivale di sinistra Pedro Castillo anche se il tribunale elettorale dovesse proclamarlo vincitore: «Dicono che in poche ore o giorni ratificheranno la frode elettorale e noi diciamo che non la accetteremo», ha detto durante una manifestazione a Lima. L’annuncio della commissione elettorale nazionale, chiamata a verificare l’esito del voto, potrebbe giungere la prossima settimana. «Nelle ultime settimane, abbiamo visto così tante denunce per irregolarità e ora vogliono forzare l’annuncio di un risultato», ha aggiunto Fujimori.

Lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa

A farle eco lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, che ha sostenuto che durante il secondo turno delle elezioni presidenziali svoltesi in Perù il 6 giugno, il governo del presidente ad interim Francesco Sagasti ha preso posizione a favore del candidato della sinistra Pedro Castillo, rivale della leader della destra, Keiko Fujimori. In un forum su “IberoAmerica: democrazia e libertà in tempi difficili” svoltosi a Madrid, riferisce il quotidiano Gestión di Lima, lo scrittore ha indicato che «evidentemente il governo si è schierato in queste elezioni per il candidato apparentemente umile, proveniente dai settori più svantaggiati del Paese». A Vargas Llosa, ha risposto oggi la coordinatrice del governo peruviano, Violeta Bermúdez: «Il governo di transizione è rimasto assolutamente neutrale, rispettoso, del principio di neutralità nel contesto elettorale. Non abbiamo avuto contatti con nessuno dei candidati e, dall’inizio del processo elettorale, abbiamo indicato che siamo pronti a fare un trasferimento ordinato e responsabile dei poteri alla persona che sarà scelta per dirigere il destino del Perù». (Fonte Ansa)

L’insediamento del nuovo presidente è previsto, secondo la Costituzione, il 26 luglio.

Perú: ¿cómo está la situación electoral?¿Y la pandemia?

A casi mes y medio de la segunda vuelta, Perú aún no tiene presidente.

Lima, 11 de julio de 2021 – Una situación política ciertamente incierta, pero no inestable. Sin embargo, acompañado de una situación pandémica preocupante. Precisamente sábado, el gobierno peruano prorrogó por un mes, hasta el 31 de agosto, el estado de emergencia vigente en el país para combatir la pandemia de coronavirus, decretado por primera vez en marzo de 2020. Según informes del diario El Comercio, un decreto supremo publicado el sábado en el diario oficial El Peruano indica que durante el referido período se limita el ejercicio de los derechos constitucionales relacionados con la libertad y seguridad personal, la inviolabilidad del domicilio y la libertad de reunión y tránsito en el territorio nacional. El personal de la policía y las fuerzas armadas velará por el cumplimiento de las disposiciones dictadas en el contexto del estado de emergencia. Perú, muy afectado por la pandemia de coronavirus, ha registrado hasta ahora más de 2 millones de infecciones con 194,249 muertes.

Pero volvamos a la cuestión política. En qué punto es, nos preguntamos. La última noticia reportada por Ansa habla de una posición fuerte e inflexible por parte de Keiko Fujimori, quien aseguró que no reconocerá la victoria de su rival de izquierda Pedro Castillo aunque el tribunal electoral lo proclame vencedor: «Dicen que en unas horas o días van a ratificar el fraude electoral y nosotros decimos que no lo aceptaremos», dijo durante una manifestación en Lima. El anuncio de la comisión electoral nacional, convocada para verificar el resultado de la votación, podría llegar la próxima semana. «En las últimas semanas hemos visto tantas denuncias de irregularidades y ahora quieren forzar el anuncio de un resultado», agregó Fujimori.

La coordinatrice del governo peruviano, Violeta Bermúdez

Así se hizo eco el escritor peruano Mario Vargas Llosa, quien argumentó que durante la segunda vuelta de las elecciones presidenciales celebradas en Perú el 6 de junio, el gobierno del presidente interino Francesco Sagasti se posicionó a favor del candidato izquierdista Pedro Castillo, rival de la líder de derecha, Keiko Fujimori. En un foro sobre “Iberoamérica: democracia y libertad en tiempos difíciles” celebrado en Madrid, informa el diario Gestión de Lima, el escritor indicó que «evidentemente el gobierno se ha alineado en estas elecciones por el candidato aparentemente humilde, proveniente de los más desfavorecidos en el país». A Vargas Llosa, la coordinadora del gobierno peruano, Violeta Bermúdez, respondió hoy: «El gobierno de transición se ha mantenido absolutamente neutral, respetuoso del principio de neutralidad en el contexto electoral. No hemos tenido contacto con ninguno de los candidatos y, desde el inicio del proceso electoral, hemos indicado que estamos dispuestos a hacer un traspaso de poderes ordenado y responsable a la persona que será elegida para dirigir el destino del Perú». (Fuente Ansa)

Según la Constitución, la toma de posesión del nuevo presidente está prevista para el 26 de julio.

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