Per Maradona si illuminano anche gli stadi salernitani, questa sere luci accese a Nocera Inferiore e Sarno

di Olga Marotta

Si accenderanno questa sera, 26 novembre, le luci di due stadi salernitani alle ore 17.02, ora della morte di Maradona, lo stadio San Francesco di Nocera Inferiore e San Felice Squitieri di Sarno.

Napoli, 26 novembre 2020 – La terribile notizia è arrivata ieri sera, tutti i giornali hanno dato l’annuncio, Maradona è morto, “el Pibe de Oro” non c’è più, ed è stato subito un fiume in piena, tutto il mondo si è stretto in torno al campione, tutti lo hanno voluto omaggiare con un semplice messaggio, un ricordo o un aneddoto personale.  L’Argentina, ha dichiarato tre giorni di lutto, anche a Napoli, la sua seconda casa, dove Diego Armando Maradona era osannato dai tifosi, è stato dichiarato il lutto cittadino, ieri sera la gente si è riversata per le strade della città partenopea per l’ultimo saluto e per piangere insieme la scomparsa del grande campione. Anche da Salerno e provincia hanno voluto rendere onore a Diego Armando Maradona, insieme alle luci del San Paolo di Napoli infatti, si sono accese quelle dello stadio Arechi e dello stadio Simonetta Lamberti di Cava dè Tirreni. Questa sera alle ore 17.02, ora della morte di Maradona, ad illuminarsi saranno gli stadi San Francesco di Nocera Inferiore e San Felice Squitieri di Sarno.

La notizia della morte di Maradona è stata battuta ieri sera dal ‘Clarin’, a stroncare l’ex calciatore è stato un arresto cardiaco, se n’è andato nella sua casa di Tigres, nella periferia di Buenos Aires, dove stava trascorrendo la convalescenza, qui si era trasferito infatti dopo le dimissioni dalla clinica dove era stato operato al cervello.

Anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha voluto lasciare un messaggio per Maradona:

 “Unico, irripetibile genialità, il più grande di tutti, il più amato di tutti. Un grande uomo di calcio, un grande uomo di sport che prima del mondo intero, ha fatto innamorare Napoli perché di slancio e senza ipocrisia ha saputo scoprirne e interpretarne l’anima. Ha contribuito a riaccenderne l’orgoglio, unendo generazioni che lo hanno saputo amare, capire e anche perdonare”.

Il politico Gianni Pittella, con una nota stampa ha voluto dedicare un pensiero a Maradona definendolo “un poeta del pallone, il più grande calciatore della storia”:

“In queste ore si consuma la vita terrena di un eroe tragico che gli ateniesi avrebbero immortalato nel loro teatro. Un uomo capace di farsi Dio, di piombare nell’abisso, di risalire, di ritoccare il fondo, di ritrovarsi e poi perdersi di nuovo. Un genio del ‘900 nato in una lampada argentina, cresciuto nel ventre di Napoli, morto ancora giovane ma consunto dagli abusi. Mi domando, possiamo davvero giudicare il mal di vivere di Baudelaire e il suo abuso di oppio o condannare Bukowski e il suo demone per l’alcool? Possiamo davvero ergerci a censori in cattedra della vita di Diego Armando Maradona? Non lo so, non lo credo. So solo che voglio ricordarlo così, come un poeta del pallone, come il più grande calciatore della storia e come uno dei più grandi atleti del novecento. E ricordarlo oggi personalmente, con le lacrime agli occhi, da spettatore incantato, da tifoso appassionato del Napoli, da ammiratore devoto. Come tutti i grandi della storia, muore al presente, vive nel passato ed eternamente nel futuro”.

Lo dichiara in una nota il vice presidente del gruppo Pd al Senato, Gianni Pittella.

 

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