Operazione antidroga Genova: Gigante porta in cella sei persone

In manette anche tre ecuadoriani; John Harold Garcia Ordonez, Victor Manuel e Giampiero Boris Maruri Moreira

Genova, 27 novembre 2024 – Le persone arrestate sono l’imprenditore Gabriele Silvano, Salvatore Mario Lo Piccolo residente a Serra Riccò formalmente dipendente della società dell’imprenditore, Enrico Bomarsi, dipendente di una ditta di spedizioni, John Harold Garcia Ordonez, Victor Manuel e Jiampier Boris Maruri Moreira. Ci sono anche un paio di indagati, tra cui un avvocato.

Sotto indagine è finita la compravendita di un terreno in Palermo, che l’imprenditore ligure, in concorso con Lo Piccolo, aveva intestato fittiziamente a una sua società, per sottrarlo al sequestro nell’ambito di una misura di prevenzione patrimoniale che aveva colpito in precedenza lo stesso Lo Piccolo, già condannato due volte per associazione mafiosa a Palermo.

I due, davanti a un notaio di Massa Carrara (che è stato sanzionato dalla Dia per la violazione alla normativa antiriciclaggio) avevano simulato il trasferimento attraverso una vendita fittizia del terreno per una somma dichiarata di 30 mila euro, valore molto inferiore al reale. Il terreno, che si trova nel quartiere Tommaso Natale-Cardillo a Palermo, era di importanza strategica per la famiglia mafiosa che avrebbe voluto trasformarne la destinazione d’uso da agrumeto a zona edificabile. L’imprenditore è stato filmato mentre cercava di recuperare le armi. Sono in corso accertamenti per verificare se siano state mai utilizzate per eventuali reati.

Silvano è accusato di aver costituito un gruppo organizzato dedito al traffico internazionale di cocaina dal Sudamerica. In particolare, gli indagati sono accusati di aver operato tramite l’utilizzo della società di logistica del medesimo, con la complicità di Bomarsi, che avrebbe redatto la documentazione di copertura, e dei tra sudamericani che avrebbero agevolato l’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dall’Ecuador, già finanziati per oltre 600 mila euro, parte dei quali inviati in contanti ai fornitori attraverso canali di trasferimento illegali, gestiti da persone di nazionalità cinese residenti a Roma.

I due carichi, attesi nel porto di Genova tra agosto 2022 e maggio 2023, non hanno mai raggiunto la destinazione per problemi di imbarco nel porto di Guayaquil (Ecuador).

L‘operazione antimafia condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia locale, coadiuvata dai Centri Operativi DIA di Palermo, Milano e Torino scattata all’alba. L’operazione, denominata «Gigante», nasce dagli approfondimenti antimafia eseguiti dal Centro Operativo DIA di Genova nei confronti di alcune società impegnate nella logistica, dai quali è emerso il rischio di infiltrazione mafiosa attraverso alcuni esponenti del mandamento «Tommaso Natale» di Palermo, motivo per cui le società sono state colpite da interdittive antimafia, emesse dalla Prefettura della Lanterna nel 2022.

Parallelamente, sono state svolte le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, culminate nei provvedimenti restrittivi di oggi che hanno raggiunto un imprenditore della logistica portuale, un dipendente di una ditta di spedizioni, un esponente di spicco della cosca mafiosa facente capo alla «famiglia Lo Piccolo» di Palermo, residente a Serra Riccò (Genova) e tre cittadini sudamericani.

L’imprenditore è accusato di aver costituito un gruppo organizzato dedito al traffico internazionale di cocaina dal Sudamerica. In particolare, gli indagati sono accusati di aver operato tramite l’utilizzo della società di logistica del medesimo, con la complicità di un dipendente di una società di spedizioni genovese, che avrebbe redatto la documentazione di copertura, e di alcuni cittadini sudamericani che avrebbero agevolato l’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dall’Ecuador, già finanziati per oltre 600 mila euro, parte dei quali inviati in contanti ai fornitori attraverso canali di trasferimento illegali, gestiti da persone di nazionalità cinese residenti a Roma.

È stato infine contestato all’imprenditore anche il reato di estorsione poiché, forte della disponibilità di armi, minacciava di morte una persona costringendola a non vendere un immobile sulle alture di Genova, nella disponibilità di quest’ultima, ed anzi a sottoscrivere un contratto di comodato d’uso in suo favore al fine di adibirlo a B&B dal quale l’indagato avrebbe tratto guadagni esclusivi.

I sei arrestati sono stati condotti nel carcere di Genova Marassi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le attività sono state supportate anche dalle altre Forze di polizia, con l’ausilio di 4 unità cinofile per la ricerca di armi e droga.

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