Milano, bauli in piazza Duomo. Va in scena la protesta dei lavoratori dello spettacolo. Il video (All Music Italia)

Milán, 10 de octubre de 2020 – Si hay una categoría que todavía no se reinicia es la de los trabajadores del mundo del entretenimiento, espectáculo,nuestro mundo, y solo podemos estar al lado de esta protesta porque el Milano Latin Festival, Latin Factor y todo Los eventos conectados han visto a muchos de nuestros colaboradores quedarse en casa, sin ayuda concreta de las instituciones.
¿Qué pasó el sábado 10 de octubre en Milán? Informamos una agencia Ansa: Del portero al emprendedor, 500 representantes del mundo de los eventos descendieron sobre la Piazza Duomo, en Milán, llenándola de baúles, los mismos “flight cases” que todos los días acompañan a quienes trabajan en el sector, que se han convertido en un símbolo en los últimos meses de una movilización internacional que hoy también ha llegado a Italia. La asociación cultural sin ánimo de lucro Bip, que incluye a Fabio Pazzini, director de eventos y director de producción, organizó el evento ‘Bauli in piazza’: “como muchos compañeros – le dice a ANSA – me han detenido desde febrero, hay alguien que trabaja, pero son cosas muy chiquitas porque en este momento no hay sostenibilidad económica, todos los eventos de verano han sido financiados por organismos públicos, hemos reunido en la plaza a todos los trabajadores y representantes de las empresas que trabajan en el sector, desde promotores de eventos y conciertos hasta servicios de audio-iluminación porque es importante demostrar a la política que hay un sector unido que pide una sola cosa con una sola voz: poder empezar de nuevo y ganarnos el pan de cada día por nuestra cuenta ».  ¿Pero como hacerlo? “Las normas existentes se van a revisar – dice Pazzini – es fundamental que sean claras y uniformes a nivel nacional, porque con normas laxas y dejadas a la discreción de las distintas autoridades locales, no puede haber planificación”. Y luego “hay que revisar las reglas para que nos permitan rentabilizar los eventos, que un teatro que tiene 2.500 butacas pueda acomodar 200 es un disparate legal”. “No queremos – subraya Pazzini – que se confunda con los negadores, pero queremos que este problema se aborde en el contexto actual”. La cita de hoy, a la que asistieron el bajista Saturnino y muchos representantes de la categoría, podría ir seguida de una nueva guarnición en Roma: “veremos la solicitud del interlocutor, si no responden a la llamada – anuncia Pazzini – continuaremos nuestra protesta también”. cada vez más fuerte ». Siempre con los 500 baúles de hoy, que los servicios han vaciado y puesto a disposición de todos.
Milano, 10 ottobre 2020 – Se c’è una categoria che ancora non riparte è quella dei lavoratori del mondo dello spettacolo, il nostro mondo, E noi non possiamo che essere al fianco di questa protesta perché il Milano Latin Festival, Latin Factor e tutti gli eventi collegati, hanno visto molti nostri collaboratori restare a casa, senza aiuti concreti da parte delle Istituzioni.
Cosa è accaduto sabato 10 ottobre a Milano?
Riportiamo una agenzia Ansa: Dal facchino all’imprenditore, 500 rappresentanti del mondo degli eventi sono scesi in piazza Duomo, a Milano, riempiendola di bauli, quegli stessi «flightcase» che ogni giorno accompagnano coloro che lavorano nel settore, divenuti negli ultimi mesi simbolo di una mobilitazione internazionale che oggi è arrivata anche in Italia. A organizzare l’appuntamento ‘Bauli in piazza”, l’associazione culturale senza scopo di lucro Bip, di cui fa parte Fabio Pazzini, event manager e direttore di produzione: «come molti colleghi – racconta all’ANSA – sono fermo da febbraio, c’è qualcuno che lavoricchia, ma sono cose molto piccole perché in questo momento non c’è sostenibilità economica, tutti gli eventi estivi sono stati finanziati da enti pubblici, noi abbiamo riunito in piazza tutti i lavoratori e le rappresentanze delle imprese che lavorano nel settore, dai promoter di eventi e concerti ai service audio-luci perché è importante dimostrare alla politica che esiste un settore unito che chiede con un’unica voce una sola cosa: poter ripartire e guadagnarci da soli il pane quotidiano». Ma come fare? «Sono da rivedere – dice Pazzini – le regole in essere, è fondamentale che siano chiare e uniformi a livello nazionale, perché con regole lasche e lasciate all’arbitrio dei vari enti locali non ci può essere programmazione». E poi «vanno riviste le norme affinché ci permettano di rendere gli eventi redditizi, che un teatro che tiene 2500 posti possa accoglierne 200 è un non sense normativo». «Non vogliamo – sottolinea Pazzini – essere confusi con i negazionisti, ma vogliamo che questo problema sia affrontato nel contesto di oggi». All’appuntamento di oggi, cui hanno preso parte il bassista Saturnino e tanti rappresentanti di categoria, potrebbe seguire un nuovo presidio a Roma: «vedremo la sollecitudine dell’interlocutore, se non rispondono all’appello – annuncia Pazzini – continueremo la nostra protesta anche in maniera più forte e rumorosa». Sempre con i 500 bauli di oggi, che i service hanno svuotato e messo a disposizione di tutti.

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