Ecco perchè se l’ha fatto, il procuratore Francesco Lo Voi ha violato la legge
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di Vincenzo Barretta
Milano, 11 febbraio 2025 – Sono tante le questioni che stanno tenendo banco in queste settimane ma una sembra essere ingarbugliata al punto da non permettere a tutti di comprenderla fino in fondo. Sto parlando della questione della presunta divulgazione di documentazione riservata da parte del procuratore di Roma Francesco Lo Voi.
Si badi bene che sto ponendo una condizione dubitativa, perché dalle nostre parti vige la presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio passato in giudicato e non è certamente un esposto all’Autorità Giudiziaria a determinare a priori la colpevolezza di una persona. Dovrebbe essere sempre così, per tutti.
Il contesto della vicenda vede il Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Perugia, per la presunta divulgazione di documenti classificati da parte della Procura della Repubblica di Roma, guidata da Francesco Lo Voi.
Il Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza è posto alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il compito di coordinare le attività dei servizi di intelligence italiani, l’AISI, Agenzia per le informazioni e la sicurezza Interna e l’AISE, Agenzia per le Informazioni e la Sicurezza Esterna. Funziona così da quanto il 03 agosto 2007 è stata promulgata la legge 124 che ha completamente rivisto la struttura dell’Intelligence italiana e l’intero sistema di gestione delle informazioni classificate.
Spetta al Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza anche disciplinare la tutela del Segreto di Stato e di tutte le informazioni classificate.
Le informazioni sono elementi chiave per qualunque individuo e per qualunque organizzazione e l’impermeabilità dei processi decisionali è determinata proprio dalla capacita di tutelare alcune informazioni.
Anche le nazioni, Italia compresa, tutelano le informazioni la cui perdita potrebbe creargli grave pregiudizio. La gestione delle informazioni riservate è cruciale per il funzionamento efficace e la sicurezza delle istituzioni.
Le nazioni gestiscono miliardi di informazioni che nell’insieme formano un patrimonio di cui solo una minima parte sono coperte da segreto di stato e da informazioni classificate, la percentuale più grossa è formata dalle informazioni non classificate.
Le informazioni coperte dal segreto di stato e quelle classificate sono sottoposte a misure di protezione di diversa incisività la cui implementazione ed efficacia è garantita da un sistema di sicurezza dedicato e dallo scrupoloso rispetto delle norme e delle procedure in vigore.
E ritorniamo alla vicenda.
Gaetano Caputi, Capo di gabinetto di Giorgia Meloni, nel 2024 aveva presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma dopo alcuni articoli pubblicati dal quotidiano “Domani”, riguardo a suoi presunti conflitti di interesse. Il relativo procedimento 20789/2024 Registro Notizie di reato si articola con il coinvolgimento di alcuni giornalisti e, nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica di Roma accerta tre accessi effettuati nel 2023 da agenti dell’AISI sulla banca dati dell’Agenzia delle Entrate, sul conto di Caputi. Il 24 giugno 2024 il procuratore Lo Voi chiede al Dipartimento per le Informazioni la Sicurezza i nomi degli agenti dei servizi segreti e i motivi degli accessi. La risposta arriva un mese dopo, il 23 luglio 2024, con documento protocollo 0133877, classificato Riservato.
Stando alla legge 124/2007, articolo 42 comma 8, l’Autorità Giudiziaria può ordinare la consegna di documentazione classificata ma la custodia deve comunque essere assicurata secondo le previste normative di riservatezza nazionale, garantendo il diritto delle parti nel procedimento a prenderne visione ma senza estrarne copie. La risposta del DIS viene quindi inserita nel fascicolo affidato al magistrato e l’intero incartamento viene consegnato ai legali dei giornalisti indagati che chiedono e possono leggerlo. Quel documento classificato è stato pubblicato su “Domani”.
E’ evidente che qualcuno ha violato la privacy delle persone coinvolte, la riservatezza e l’identità del personale dei Servizi di intelligence, ha mostrando grave negligenza nella gestione delle informazioni riservate riguardanti l’indagato e ha violato le norme poste a presidio della sicurezza nazionale.
Adesso spetta al procuratore di Perugia Raffaele Cantone stabilire le responsabilità di questa vicenda.
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La inteligencia italiana contra el fiscal de Roma Lo Voi
Por qué el fiscal Francesco Lo Voi ha violado la ley
Por Vincenzo Barretta
Roma, 11 de febrero de 2025 – Hay varios temas que están ocupando la atención en estas semanas, pero uno parece ser tan enrevesado que no permite comprenderlo completamente. Me refiero al asunto de la presunta divulgación de documentos confidenciales por parte del fiscal de Roma, Francesco Lo Voi.
Es importante aclarar que estoy planteando una duda, ya que en Italia prevalece la presunción de inocencia hasta que se dictamine la culpabilidad en el último grado del juicio, y un informe a la Autoridad Judicial no determina la culpabilidad de una persona de manera automática. Debe ser siempre así, para todos.
El contexto de la situación es que el Departamento de Información y Seguridad presentó una denuncia a la Fiscalía de Perugia por la presunta divulgación de documentos clasificados por parte de la Fiscalía de Roma, dirigida por Francesco Lo Voi.
El Departamento de Información y Seguridad depende de la Presidencia del Consejo de Ministros y tiene la tarea de coordinar las actividades de los servicios de inteligencia italianos, la AISI (Agencia de Información y Seguridad Interna) y la AISE (Agencia de Información y Seguridad Exterior). Esta estructura se instauró tras la promulgación de la ley 124 del 3 de agosto de 2007, que revisó completamente la organización de la inteligencia italiana y el sistema de gestión de la información clasificada.
También le corresponde al Departamento de Información y Seguridad regular la protección del Secreto de Estado y de toda la información clasificada.
La información es un elemento clave para cualquier individuo y organización, y la impermeabilidad de los procesos decisionales depende precisamente de la capacidad de proteger ciertas informaciones.
Las naciones, incluida Italia, protegen la información cuya pérdida podría causarles graves perjuicios. La gestión de información confidencial es crucial para el funcionamiento eficaz y la seguridad de las instituciones.
Las naciones manejan miles de millones de piezas de información que, en conjunto, forman un patrimonio, del cual solo una pequeña parte está cubierta por el secreto de estado y la información clasificada. La mayor parte consiste en información no clasificada.
La información protegida por el secreto de estado y la información clasificada está sujeta a medidas de protección de diversa magnitud, cuya implementación y efectividad están garantizadas por un sistema de seguridad dedicado y el escrupuloso cumplimiento de las normas y procedimientos vigentes.
Y volvamos al caso en cuestión.
Gaetano Caputi, jefe de gabinete de Giorgia Meloni, presentó una denuncia en 2024 ante la Fiscalía de Roma tras algunos artículos publicados en el diario Domani, sobre presuntos conflictos de interés. El procedimiento relacionado, 20789/2024 Registro de Noticias de Crimen, involucra a varios periodistas, y durante las investigaciones, la Fiscalía de Roma constató tres accesos realizados en 2023 por agentes de la AISI a la base de datos de la Agencia de Ingresos, en la cuenta de Caputi. El 24 de junio de 2024, el fiscal Lo Voi pidió al Departamento de Información y Seguridad los nombres de los agentes de los servicios secretos y las razones de los accesos. La respuesta llegó un mes después, el 23 de julio de 2024, con el documento protocolo 0133877, clasificado como Reservado.
Según la ley 124/2007, artículo 42, párrafo 8, la Autoridad Judicial puede ordenar la entrega de documentos clasificados, pero su custodia debe estar asegurada de acuerdo con las normativas nacionales de confidencialidad, garantizando el derecho de las partes involucradas en el procedimiento a acceder a ellos, pero sin poder hacer copias. La respuesta del DIS se incluyó en el expediente entregado al magistrado y toda la documentación fue entregada a los abogados de los periodistas investigados, quienes solicitaron y pudieron leerlo. Ese documento clasificado fue publicado en Domani.
Es evidente que alguien ha violado la privacidad de las personas involucradas, la confidencialidad y la identidad del personal de los Servicios de Inteligencia, mostrando una grave negligencia en la gestión de la información confidencial relacionada con el acusado, y ha infringido las normas de seguridad nacional.
Ahora le corresponde al fiscal de Perugia, Raffaele Cantone, determinar las responsabilidades en este caso.
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