27 gennaio 2025, “Giorno della Memoria”…per non dimenticare mai….per impedire che accada di nuovo
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di Vincenzo Barretta
Truccazzano (MI) 24 gennaio 2025 – Il 27 gennaio si celebra il “Giorno della Memoria” ed è così da quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 1º novembre 2005, nel corso della 42ª riunione plenaria, approvò la risoluzione 60/7. In Italia il Giorno della Memoria è stato istituito con la legge 211 del 2000.
Ero un ragazzo quando più trent’anni fa vidi il film “The Schindler’s List”. Un film di cui ricordo ancora le scene finali. Il nazismo è stato sconfitto e Schindler, in fuga, attorniato da centinaia, migliaia di ebrei che aveva contribuito a salvare, riceve in regalo da uno di questi un anello che reca al suo interno la scritta “Chi salva una vita salva il mondo intero”.
E’ una frase del Talmud, un testo sacro per i nostri fratelli ebrei, dal significato chiaro: il mondo intero è salvato dal gesto eroico e gigantesco di chi ha la capacità di contrapporsi a qualunque forma di odio. Uomini e donne come Schindler, Gino Bartali, Perlasca, Carlo Urbani, Susanna Aimo e tanti altri che, senza chiedere nulla in cambio, si sono contrapposti all’assuefazione da indifferenza e timore, si sono opposti all’odio e hanno messo a rischio la propria vita per cercare di salvare quella di tanti altri e lo hanno fatto soltanto perché era giusto.
Salvare un uomo è un atto di coraggio che non tutti sono in grado di compiere.
Schindler legge l’incisione sull’anello e scoppia in un pianto disperato.
“Avrei potuto salvarne altri… non ho fatto abbastanza” e aggiunge: “La macchina… per questa potevo ottenere 10 persone; la spilla d’oro che indosso: due persone, almeno una, potevo salvarne almeno una in più!”.
Il punto è che la Shoah non è una sceneggiatura per un film, non è una finzione cinematografica. L’olocausto è accaduto per davvero.
Bisogna fare attenzione perché la memoria è una cosa assai delicata e se dovesse accettare compromessi, la memoria si vendica. il giorno della memoria non è solo un omaggio ai milioni di vittime di una follia criminale ma un’occasione per vedere e far vedere senza antocensure ciò che realmente è accaduto, senza compromessi, senza alcun alibi di protezione per i nostri occhi, per la nostra sensibilità e per quella dei bambini allontanando lo sguardo da ciò che è successo per davvero. Alla lunga, a furia di non vedere, si dimenticherà che quei fatti appartengono alla realtà della storia più buia del genere umano. Non voler vedere equivale a indifferenza e come ha detto la senatrice Liliana Segre “dobbiamo combattere l’indifferenza grazie alla quale questi mostri del passato possono rialzare la testa”.
E’ un giorno dove al suo termine ognuno avrà corso il rischio di aver dispensato tanta retorica, di avere annoiato, di non aver avuto la capacità di raccontare e di far di far vedere l’orrore degli accadimenti che andrebbero ponderati ogni giorno proprio per non dimenticarli mai, così come la stessa legge 211/2000 afferma: “simili eventi non possano mai più accadere”. Parole che indicano chiaramente che non si tratta di una “celebrazione”, ma di ribadire ogni giorno quanto sia importante studiare e vedere ciò che è accaduto così che la memoria diventi coscienza.
Auschwitz, la Shoah, la follia criminale del nazifascismo sono storia e la storia si alimenta con la memoria di tutti.

27 gennaio 1945, la 60ª Armata dell’esercito sovietico entra nel campo di concentramento di Auschwitz mostrando agli occhi del mondo intero ciò che è realmente accaduto, gli orrori della Shoah.
27 gennaio 2025 “Giorno della Memoria”…per non dimenticare mai….per impedire che accada di nuovo.
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La importancia de estudiar y ver lo que ocurrió para que la memoria se convierta en conciencia
27 de enero de 2025, “Día de la Memoria”… para no olvidar nunca… para evitar que vuelva a ocurrir
de Vincenzo Barretta
Truccazzano (MI), 24 de enero de 2025 – El 27 de enero se celebra el “Día de la Memoria” y así ha sido desde que la Asamblea General de las Naciones Unidas, el 1 de noviembre de 2005, en la 42ª sesión plenaria, aprobó la resolución 60/7. En Italia, el Día de la Memoria fue establecido por la ley 211 de 2000.
Era un joven cuando, hace más de treinta años, vi la película “La lista de Schindler”. Una película cuyas escenas finales aún recuerdo. El nazismo fue derrotado y Schindler, en fuga, rodeado por cientos, miles de judíos a quienes había ayudado a salvar, recibe de uno de ellos un anillo con la inscripción “Quien salva una vida, salva al mundo entero”.
Es una frase del Talmud, un texto sagrado para nuestros hermanos judíos, con un significado claro: el mundo entero se salva por el gesto heroico y gigantesco de quien tiene la capacidad de oponerse a cualquier forma de odio. Hombres y mujeres como Schindler, Gino Bartali, Perlasca, Carlo Urbani, Susanna Aimo y tantos otros que, sin pedir nada a cambio, se enfrentaron a la indiferencia y el miedo, se opusieron al odio y arriesgaron sus vidas para tratar de salvar la de otros, y lo hicieron solo porque era lo correcto.
Salvar a una persona es un acto de valentía que no todos son capaces de realizar.
Schindler lee la inscripción del anillo y estalla en un llanto desesperado.
“Pude haber salvado a otros… no hice lo suficiente” y añade: “La máquina… con esta podía haber salvado a 10 personas; el broche de oro que llevo puesto: dos personas, al menos una, podría haber salvado al menos una más”.
El punto es que el Holocausto no es un guion de película, no es una ficción cinematográfica. El Holocausto ocurrió de verdad.
Hay que tener cuidado porque la memoria es algo muy delicado, y si se permite que haga concesiones, la memoria se vengará. El Día de la Memoria no es solo un homenaje a los millones de víctimas de una locura criminal, sino una oportunidad para ver y mostrar sin censura lo que realmente ocurrió, sin concesiones, sin ningún tipo de protección para nuestros ojos, nuestra sensibilidad y la de los niños, apartando la mirada de lo que realmente sucedió. Con el tiempo, al no ver, olvidaremos que esos hechos pertenecen a la realidad de la historia más oscura de la humanidad. No querer ver equivale a indiferencia y, como dijo la senadora Liliana Segre, “debemos luchar contra la indiferencia gracias a la cual estos monstruos del pasado pueden levantar la cabeza”.
Es un día en el que, al final, cada uno habrá corrido el riesgo de haber dispensado mucha retórica, de haber aburrido, de no haber tenido la capacidad de contar y mostrar el horror de los hechos que deberían ser reflexionados cada día precisamente para no olvidarlos nunca, como afirma la misma ley 211/2000: “eventos similares no deben volver a ocurrir”. Palabras que indican claramente que no se trata de una “celebración”, sino de reiterar cada día lo importante que es estudiar y ver lo que ocurrió para que la memoria se convierta en conciencia.
Auschwitz, el Holocausto, la locura criminal del nazifascismo son historia y la historia se alimenta con la memoria de todos.

27 de enero de 1945, el 60º Ejército del ejército soviético entra en el campo de concentración de Auschwitz mostrando a los ojos del mundo lo que realmente ocurrió, los horrores del Holocausto.
27 de enero de 2025, “Día de la Memoria”… para no olvidar nunca… para evitar que vuelva a ocurrir.
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