America Latina condanna attacco a Israele

L’Argentina dura condanna ad Amas. Cuba-Venezuela voci fuori dal coro

Rio de Janeiro, 8 ottobre 2023 – I Paesi dell’America Latina hanno condannato all’unisono gli episodi di violenza in Israele, ma si sono divisi sull’attribuire espressamente la responsabilità ad Hamas.

Il Brasile – che fino alla fine del mese presiede il Consiglio di sicurezza dell’Onu – ha invitato «la comunità internazionale a lavorare per riprendere immediatamente i negoziati che portino a una soluzione del conflitto che garantisca l’esistenza di uno Stato palestinese economicamente vitale, che coesista pacificamente con Israele entro confini sicuri per entrambe le parti».

Sulla stessa linea il Messico, che ha definito «essenziale riprendere il processo di negoziati diretti e in buona fede tra le due parti, per raggiungere un accordo di pace giusto, completo e definitivo». L’ambasciata messicana in Israele ha inoltre raccomandato ai connazionali residenti e ai cittadini in visita di «prendere precauzioni estreme e di prestare attenzione alle istruzioni delle autorità locali».

Più netta la posizione di Buenos Aires (due le vittime di nazionalità argentina registrate finora negli scontri), che ha classificato le azioni di Hamas come «terroristiche» ed ha disposto misure urgenti per rafforzare la sicurezza contro possibili obiettivi israeliani nel Paese.

Anche per il governo colombiano «l’escalation della violenza rende ancora più urgente la necessità di riprendere il dialogo e un processo di pace che porti ad una soluzione definitiva che permetta a israeliani e palestinesi di vivere in pace».

Di diverso tenore, invece, le dichiarazioni di Cuba e Venezuela, che, pur invitando le parti coinvolte nel conflitto a porre fine alla violenza, hanno indicato «la violazione dei diritti storici del popolo palestinese» come causa principale degli scontri.

spagna

Israel: América Latina dividida por la condena a Hamás

Cuba-Venezuela: violenza dovuta a violazione diritti palestinesi

Rio de Janeiro, 8 ottobre 2023 – I Paesi dell’America Latina hanno condannato all’unisono gli episodi di violenza in Israele, ma si sono divisi sull’attribuire espressamente la responsabilità ad Hamas.

Il Brasile – che fino alla fine del mese presiede il Consiglio di sicurezza dell’Onu – ha invitato «la comunità internazionale a lavorare per riprendere immediatamente i negoziati che portino a una soluzione del conflitto che garantisca l’esistenza di uno Stato palestinese economicamente vitale, che coesista pacificamente con Israele entro confini sicuri per entrambe le parti».

Sulla stessa linea il Messico, che ha definito «essenziale riprendere il processo di negoziati diretti e in buona fede tra le due parti, per raggiungere un accordo di pace giusto, completo e definitivo». L’ambasciata messicana in Israele ha inoltre raccomandato ai connazionali residenti e ai cittadini in visita di «prendere precauzioni estreme e di prestare attenzione alle istruzioni delle autorità locali».

Più netta la posizione di Buenos Aires (due le vittime di nazionalità argentina registrate finora negli scontri), che ha classificato le azioni di Hamas come «terroristiche» ed ha disposto misure urgenti per rafforzare la sicurezza contro possibili obiettivi israeliani nel Paese.

Anche per il governo colombiano «l’escalation della violenza rende ancora più urgente la necessità di riprendere il dialogo e un processo di pace che porti ad una soluzione definitiva che permetta a israeliani e palestinesi di vivere in pace».

Di diverso tenore, invece, le dichiarazioni di Cuba e Venezuela, che, pur invitando le parti coinvolte nel conflitto a porre fine alla violenza, hanno indicato «la violazione dei diritti storici del popolo palestinese» come causa principale degli scontri.

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