Indonesia, quasi duecento morti per una partita di calcio

I precedenti: da Lima, la strage più cruenta, a Guatemala-Costarica fino all’Heysel

Tragedia Indonesia Giacarta, 2 ottobre 2022  – Almeno 190 persone sono rimaste uccise nella città di Malang, nella provincia indonesiana di Giava Orientale, a seguito degli scontri scoppiati in uno stadio al termine di una partita di calcio allo stadio Kanjuruhan di Malang, fra l’ Arema FC e Persebaya Surabaya finita 2 a 3. Fra le vittime anche agenti della polizia.

La ricostruzione della polizia

Secondo la ricostruzione della polizia, i tifosi dell’Arema FC hanno invaso il campo dopo che la loro squadra aveva perso 3-2 contro il Persebaya Surabaya, la prima sconfitta in più di due decenni contro l’acerrima rivale. Gli agenti hanno cercato di convincere i tifosi a tornare sugli spalti sparando gas lacrimogeni. Molte delle vittime sono state calpestate a morte mentre cercavano una via di fuga.

Le scuse del Governo

Il governo indonesiano si è scusato e ha promesso di indagare sulle circostanze dell’incidente. “Siamo dispiaciuti”, ha dichiarato il ministro indonesiano dello Sport e della Gioventù Zainudin Amali all’emittente Kompas. “Valuteremo a fondo l’organizzazione della partita e la presenza dei tifosi. Probabilmente torneremo a vietare ai tifosi di assistere alle partite”.

Da Lima all’Heysel i drammi assurdi negli stadi (da agenzia Ansa)

Heysel, Hillsborough, Ibrox, Port Said. Ci sono stadi e città che rimangono nella memoria del calcio per le loro tragedie a ogni latitudine e in ogni epoca. Quella di Malang, in Indonesia, è infatti solo l’ultima di una lunga serie di lutti attorno a una partita e diventa una delle peggiori per numero dei morti. Era il 1946, primo dopoguerra, quando a Bolton in Inghilterra feroci scontri tra tifoserie portarono a 33 morti e 500 feriti. Ancora più pesante, nel 1964, il bilancio degli scontri tra polizia e tifosi del Perù, a Lima, all’annullamento di un gol contro l’Argentina nel torneo preolimpico: da l’invasione di due soli tifosi si scatenò una sequenza nefasta, finita con lancio di lacrimogeni sugli spalti, calche, e un bilancio pesantissimo: 328 i morti, 1000 i feriti.

Data 1968, e ancora in Sudamerica, la prima tragedia causata dalla calca e dal panico: durante il Superclasico di Buenos-Aires tra Boca Juniors e River Plate allo stadio Monumental muoiono 71 tifosi schiacciati al cancello 12, che darà il nome a una tragedia a seguito della quale negli stadi argentini i cancelli saranno identificati con una lettera, mai più con un numero.

Nel 1971 a Ibrox, durante il derby di Glasgow tra Rangers e Celtic sono 66 morti, tra cui molti bambini, sulla scalinata della curva Rangers dove i tifosi in uscita si accalcarono con quelli che stavano rientrando alla notizia del gol del pari finale. Ma poiché la storia non insegna e si ripete, naloga dinamica allo stadio Luzniki di Mosca, nel 1982, durante Spartak-Haarlem. La fuga dei tifosi russi verso l’unica uscita, il rientro a un gol, il crollo della scalinata, e si contano 72 morti. Il 1985 è l’anno orribile. L’11 maggio a Bradford, in Inghilterra, una partita di terza divisione tra Bradford e Lincoln City, diventa palcoscenico orrendo di un incendio in pochi minuti che devasta le tribune di legno, costringendo il pubblico a fuggire sul campo, in assenza di estintori. Morirono 56 persone e ne rimasero ferite 265.  Il 29 dello stesso mese, identico anno, la madre di tutte le tragedie, un nome e un ricordo impossibile da cancellare: Heysel. A Bruxelles sono 39 i morti, per la maggior parte tifosi italiani, schiacciati dagli hooligans inglesi prima della finale di Coppa Campioni Juve-Liverpool, col crollo del muro del settore Z. E anche in questo caso la storia, anzi la tragedia, ha un bis luttuoso.

È il 1989 quando Liverpool-Nottingham di Coppa d’Inghilterra, allo stadio Hillsborough di Sheffield, provoca 95 morti e oltre 200 feriti per lo schiacciamento contro il muro di un settore provocato dalla calca. Nel 1996, allo stadio Flores di Città del Guatemala sono 83 i morti per la calca in Guatemala-Costarica, qualificazione ai mondiali ’98: la stadio può contenere 38 mila spettatori, i biglietti venduti sono 47 mila. Infine, il 2012, Port Said: gli scontri tra tifosi dell’Al Ahly e l’Al Marsy ha sullo sfondo la primavera araba e la rivolta popolare che scuote l’Egitto: negli scontri tra tifosi, altamente politicizzati, e polizia alla fine

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