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Covid-19: scoperto un nuovo meccanismo di resistenza immunitaria

Esiste un nuovo meccanismo di resistenza a Covid-19 e alle sue varianti, compresa Omicron

italia

Rozzano, 31 gennaio 2022 – Lo studio internazionale coordinato da Humanitas e IRCCS Ospedale San Raffaele, ha appena scoperto che esiste nell’immunità innata un nuovo meccanismo di resistenza a Covid-19 e alle sue varianti, compresa Omicron, un approfondimento sulla conoscenza della prima linea di difesa dell’organismo, in particolare gli “antenati degli anticorpi”, e sulla capacità di interazione con il virus.

Nature Immunology
Un modello dell’interazione tra la proteina Spike della variante Omicron e MBL, la molecola dell’immunità innata oggetto della ricerca pubblicata su Nature Immunology. Il modello mostra l’interazione tra MBL (in blu e azzurro) e la proteina Spike di SARS-CoV-2. Le mutazioni della variante Omicron, segnate in rosso, non sono presenti nei siti di interazione con MBL: questo suggerisce che le proprietà antivirali di MBL sono conservate verso questa variante.

La scoperta è stata pubblicata su Nature Immunology da Matteo Stravalaci, ricercatore di Humanitas, e Isabel Pagani, ricercatrice dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e da un team di scienziati coordinati da Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e professore emerito Humanitas University, Cecilia Garlanda ricercatrice e docente di Humanitas University ed Elisa Vicenzi, responsabile dell’Unità di Ricerca in Patogenesi virale e Biosicurezza dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

Lo studio ha coinvolto anche Fondazione Toscana Life Science con Rino Rappuoli, l’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona e la Queen Mary University di Londra in uno sforzo internazionale volto a indagare le molecole presenti nel sangue e nei liquidi biologici e che funzionano come “antenati degli anticorpi” (i cosiddetti Ante-antibody).

L’immunità innata, la prima linea di difesa del nostro organismo, risolve il 90% dei problemi causati dal contatto con batteri e virus. Precede e si accompagna all’immunità adattativa, la linea di difesa più specifica, degli anticorpi e delle cellule T, che può essere potenziata con i vaccini.

A partire da marzo 2020, grazie al sostegno di Dolce&Gabbana, il team di ricercatori di Humanitas si è focalizzato sullo studio dell’interazione tra Covid e immunità innata, area di forte competenza del gruppo di lavoro del prof. Mantovani e della prof.ssa Garlanda. “Anni fa abbiamo individuato alcuni geni che fanno parte di una famiglia di antenati degli anticorpi. Concentrandoci sull’interazione tra questi e Sars-CoV-2, abbiamo scoperto che una di tali molecole dell’immunità innata, chiamata Mannose Binding Lectin (MBL), si lega alla proteina Spike del virus e lo blocca – spiega il prof. Alberto Mantovani -. Alla comparsa di Omicron, Sarah Mapelli, ricercatrice bio-informatica di Humanitas, ha esteso subito l’analisi sulla struttura della proteina in collaborazione con il gruppo di Bellinzona, scoprendo che MBL è in grado di vedere e riconoscere anche Omicron, oltre alle varianti classiche del virus come Delta”. Lo studio è proseguito poi con l’analisi genetica dei dati provenienti dai pazienti dell’ospedale, incrociati con quelli delle banche dati di tutto il mondo, condotta dalla Prof.ssa Rosanna Asselta di Humanitas University. “È risultato che variazioni genetiche di MBL sono associate a gravità di malattia da Covid-19 – approfondisce la prof.ssa Cecilia Garlanda –. Ora si tratterà di valutare se questa molecola può fungere da biomarcatore per orientare le scelte dei medici di fronte a manifestazioni così diverse e mutevoli della malattia”.

I ricercatori, inoltre, stanno valutando se MBL può essere un candidato agente preventivo/terapeutico dal momento che è una molecola funzionalmente simile a un anticorpo, cui le varianti del virus, almeno quelle note, non possono sfuggire. “Nella nostra valutazione di potenziali farmaci anti-SARS- CoV-2 – spiega la dott.ssa Elisa Vicenzi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele – MBL dimostra un’importante attività antivirale che potrebbe essere un’arma in più contro le varianti in circolazione, inclusa Omicron”.

Al momento non ci sono dati sull’interazione tra questo meccanismo protettivo della prima linea di difesa e la risposta immunitaria indotta dai vaccini. “Ad oggi sappiamo che questo meccanismo di resistenza innata ‘vede’ anche Omicron – continua il prof. Alberto Mantovani – e quindi probabilmente contribuisce al fatto che, per quanto questa variante sia riconosciuta in forma minore dagli anticorpi, la prima linea di difesa regge. Ciò non toglie quanto invece già sappiamo grazie ai dati: i vaccini danno una protezione significativa e fondamentale e restano la nostra cintura di sicurezza”.

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Covid-19: descubierto un nuevo mecanismo de resistencia inmune

Hay un nuevo mecanismo de resistencia al Covid-19 y sus variantes, incluido Omicron

Rozzano, 31 de enero de 2022 – El estudio internacional coordinado por Humanitas y el Hospital IRCCS San Raffaele, acaba de descubrir que existe, en la inmunidad innata, un nuevo mecanismo de resistencia al Covid-19 y sus variantes, incluido Omicron, un estudio en profundidad sobre el conocimiento de la primera línea de defensa del organismo, en particular los “ancestros de los anticuerpos”, y sobre la capacidad de interactuar con el virus.

El descubrimiento fue publicado en Nature Immunology por Matteo Stravalaci, investigador de Humanitas, e Isabel Pagani, investigadora del Hospital IRCCS San Raffaele y por un equipo de científicos coordinado por Alberto Mantovani, director científico de Humanitas y profesor emérito de la Universidad Humanitas, investigadora Cecilia Garlanda. y docente de la Universidad Humanitas y Elisa Vicenzi, jefa de la Unidad de Investigación en Patogenia Viral y Bioseguridad del Hospital San Raffaele IRCCS.

El estudio también involucró a la Toscana Life Science Foundation con Rino Rappuoli, el Instituto de Investigación en Biomedicina de Bellinzona y la Universidad Queen Mary de Londres en un esfuerzo internacional destinado a investigar las moléculas presentes en la sangre y los fluidos biológicos y que funcionan como “ancestros de los anticuerpos”. “(el llamado Ante-anticuerpo).

La inmunidad innata, la primera línea de defensa del organismo, soluciona el 90% de los problemas causados ​​por el contacto con bacterias y virus. Precede y acompaña a la inmunidad adaptativa, la línea de defensa más específica, de anticuerpos y células T, que puede potenciarse con vacunas.

A partir de marzo de 2020, gracias al apoyo de Dolce & Gabbana, el equipo de investigación de Humanitas se centró en estudiar la interacción entre Covid y la inmunidad innata, un área de gran competencia del grupo de trabajo del prof. Mantovani y Prof. Garlanda. “Hace años identificamos algunos genes que forman parte de una familia ancestral de anticuerpos. Centrándonos en la interacción entre estos y el Sars-CoV-2, descubrimos que una de estas moléculas de inmunidad innata, llamada lectina de unión a manosa (MBL), se une a la proteína Spike del virus y la bloquea, explica el prof. Alberto Mantovani-. Tras la aparición de Omicron, Sarah Mapelli, investigadora de bioinformática de Humanitas, inmediatamente amplió el análisis sobre la estructura de la proteína en colaboración con el grupo de Bellinzona, descubriendo que MBL también es capaz de ver y reconocer a Omicron, además de la variantes clásicas virus como Delta “. Luego, el estudio continuó con el análisis genético de datos de pacientes hospitalarios, cruzados con los de bases de datos de todo el mundo, realizado por la profesora Rosanna Asselta de la Universidad Humanitas. “Se encontró que las variaciones genéticas de MBL están asociadas con la gravedad de la enfermedad de Covid-19 – explica la Prof. Cecilia Garlanda -. Ahora se tratará de evaluar si esta molécula puede actuar como biomarcador para orientar las elecciones de los médicos ante manifestaciones tan diferentes y cambiantes de la enfermedad”.

Los investigadores también están investigando si la MBL puede ser un agente preventivo/terapéutico candidato, ya que es una molécula funcionalmente similar a un anticuerpo, de la que las variantes del virus, al menos las conocidas, no pueden escapar. “En nuestra evaluación de posibles fármacos anti-SARS-CoV-2 – explica la Dra. Elisa Vicenzi del Hospital IRCCS San Raffaele – MBL demuestra una importante actividad antiviral que podría ser un arma adicional contra las variantes en circulación, incluido Omicron”.

Actualmente no hay datos sobre la interacción entre este mecanismo protector de la primera línea de defensa y la respuesta inmune inducida por las vacunas. “Hasta la fecha sabemos que este mecanismo de resistencia innata también ‘ve’ Omicron – continúa el prof. Alberto Mantovani, y por lo tanto probablemente contribuye al hecho de que, aunque esta variante es reconocida en forma menor por los anticuerpos, la primera línea de defensa se mantiene. Esto no resta valor a lo que ya sabemos gracias a los datos: las vacunas brindan una protección importante y fundamental y siguen siendo nuestro cinturón de seguridad”.

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