Brasile, assalto al Governo. Perù ancora scontri

Brucia l’america latina. I sostenitori dell’ex presidente Bolsonaro in piazza assaltato i palazzi del governo. La polizia spara dagli elicotteri proiettli di gomma

Brasilia, 8 gennaio 2023  – Tensione alle stelle in Brasile dove i sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro, che non accettano la vittoria del neo presidente Inacio Lula da Silva, hanno dato l’assalto ai palazzi delle massime istituzioni dello stato. La polizia ha usato i gas lacrimogeni per cercare di respingere migliaia di persone che però sono riuscite a sfondare i cordoni di sicurezza attorno al parlamento di Brasilia al termine di una manifestazione a sostegno dell’ex presidente. In molti sono riusciti a salire sulla rampa dell’edificio per occuparne il tetto e da lì si sono introdotti all’interno.  I bolsonaristi sono andati all’attacco anche dell’edificio del Planalto, sede dell’Esecutivo e, secondo quanto riporta una agenzia Ansa –  anche nell’edificio del Tribunale supremo elettorale (Tse). Assaltata anche la sede della Corte suprema.

Il presidente in carica, Luiz Inacio Lula da Silva, sempre secondo quanto riporta un’agenzia Ansa – non si trova in questo momento a Brasilia ma è nello stato di San Paolo in visita ad alcune aree alluvionate. I manifestanti, vestiti di giallo e verde si sono dati ad atti di di vandalismo. I video rilasciati da persone all’interno del Tribunale  mostrano persone che rompono i seggi della plenaria. A Palazzo Planalto, nel piazzale dove si trovano la sede della residenza presidenziale, il Parlamento brasiliano e della Corte suprema, sono «stati rotti vetri delle finestre». In totale sarebbero migliaia i bolsonaristi all’interno degli edifici del potere politico e amministrativo brasiliano con le forze di polizia, in assetto antisommossa, pronte a fare irruzione dentro il Parlamento occupato.

I funzionari del governo hanno atteso di essere evacuati con mezzi aerei.  La polizia militare sta sparando proiettili di gomma e stordenti dagli elicotteri per disperdere i manifestanti pro-Bolsonaro che hanno invaso i palazzi istituzionali di Brasilia.

In Perù cintiuano i blocchi stradali: ancora 31 feriti

Almeno 31 persone sono rimaste ferite nelle ultime 48 ore in Perù nell’ambito di uno sciopero a oltranza organizzato, soprattutto nel sud del Paese, da movimenti antigovernativi che hanno costituito decine di blocchi stradali sulle principali vie di comunicazione, fra cui su un tratto meridionale dela strategica autostrada Panamericana.

Secondo la radio RPP, il centro degli incidenti degli ultimi due giorni è stata la città di Juliaca, nella regione di Puno, dove i dimostranti hanno anche cercato di occupare l’aeroporto Manco Cápac. Durante scontri fra manifestanti e forze dell’ordine, precisa l’emittente, è stato anche ferito con un proiettile ad una gamba il fotoreporter dell’agenzia Efe, Aldair Mejía. Secondo l’Associazione nazionale dei giornalisti (Anp), e lo stesso interessato, il clpo d’arma da fuoco sarebbe stato sparato da un agente di polizia.

La mobilitazione – in cui si chiede lo scioglimento del Parlamento, le dimissioni della presidente Dina Boluarte, la liberazione dal carcere dell’ex presidente Pedo Castillo e immediate elezioni generali – riguarda al momento sei regioni, fra cui quelle di Ica, Cusco e Puno.

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