messico usa bimbe lanciate ecuador

Bimbe ecuadoriane lanciate al confine Usa: come sono arrivate lì?

Le due piccole ecuadoriane di 3 e 5 anni, lanciate a fine mese dal muro di confine tra il Messico e gli Stati Uniti, pare siano arrivate in Messico portate appositamente dalla nonna e dallo zio, che le hanno poi affidate ai trafficanti.

Quito, 7 aprile 2021 – Le abbiamo viste pochi giorni fa Yareli e Yasnina, riprese da un video di sorveglianza, mentre un uomo, in compagnia di un complice, le lasciava cadere in territorio statunitense, una per volta, dal muro alto oltre 4 metri che separa il Messico dagli Usa. Ora sappiamo che le due bimbe erano arrivate sul territorio messicano giorni prima su un aereo privato, accompagnate da nonna e zio paterni.

I sorprendenti particolari, finora sconosciuti del viaggio verso gli Usa, sono stati rivelati oggi dal portale ecuadoriano Primicias che ha avuto accesso a un rapporto della Direzione delle Migrazioni, dal quale emerge che una volta in Messico, i parenti delle piccole Yareli e Yasnina le hanno affidate a trafficanti di persone che hanno portato a termine il progetto. L’obiettivo dell’operazione, che ha commosso l’opinione pubblica e allarmato le Guardie di frontiera Usa, era di permettere la riunione delle bambine con i genitori che vivono a New York.

Sempre stando a queste fonti, il 27 marzo le bimbe sono arrivate con la nonna Rosa e lo zio Angel all’aeroporto di Cotopaxi, dove i quattro si sono imbarcati su un volo privato diretto a Monterrey, in Messico. Da qui le informazioni sono meno precise, con le autorità ecuadoriane che ipotizzano che al loro arrivo vi fosse un contatto con trafficanti di esseri umani a cui sono state consegnate Yareli e Yasnina, per la difficile parte finale del viaggio, ossia l’attraversamento del confine con gli Stati Uniti.

Dai registri migratori risulta che nonna e zio sono rientrati a Quito, in Ecuador, alle 00.24 dell’1 aprile, quando le bambine oramai erano già state lanciate al di là del muro ed erano in custodia presso il Consolato dell’Ecuador a Houston. Secondo altri parenti interrogati, nessuno sa dove attualmente si trovino la nonna e lo zio paterni.

Quello che sappiamo, però, è che Yareli e Yasnina hanno incontrato mamma e papà tramite il consolato ecuadoriano di Houston.

Le autorità migratorie degli Stati Uniti stanno ora verificando se il padre e la madre risiedono a New York in condizioni regolari e se dispongono di risorse per occuparsi delle figlie. Questa verifica può durare settimane e solo al termine si potrà confermare che il “sogno americano” di Yareli e Yasnina è divenuto realtà negli Stati Uniti.

Niñas ecuatorianas lanzadas en la frontera de Estados Unidos: ¿cómo llegaron allí?

Las dos pequeñas ecuatorianas de 3 y 5 años, lanzadas a fin de mes desde el muro fronterizo entre México y Estados Unidos, parecen haber llegado a México especialmente traídos por su abuela y su tío, quienes luego las encomendaron a los traficantes.

Quito, 7 de abril de 2021 – Las vimos hace unos días Yareli y Yasnina, filmadas desde un video de vigilancia, mientras un hombre, en compañía de un cómplice, las dejaba caer en territorio estadounidense, una a la vez, desde el muro sobre 4 metros de altura que separa a México de Estados Unidos. Ahora sabemos que las dos niñas habían llegado a territorio mexicano días antes en un avión privado, acompañadas de su abuela paterna y su tío.

Los sorprendentes detalles, hasta ahora desconocidos del viaje a E.E.U.U., fueron revelados hoy por el portal ecuatoriano Primicias que tuvo acceso a un informe de la Dirección de Migración, del cual se desprende que una vez en México, los familiares de las niñas Yareli y Yasnina confía a los traficantes de personas que han completado el proyecto. El objetivo del operativo, que conmovió a la opinión pública y alarmó a los guardias fronterizos estadounidenses, era permitir que las niñas se reencuentren con sus padres que viven en Nueva York.

También según estas fuentes, el 27 de marzo las niñas llegaron con sus abuela Rosa y sus tío Ángel al aeropuerto de Cotopaxi, donde los cuatro abordaron un vuelo privado a Monterrey, México. A partir de aquí la información es menos precisa, con autoridades ecuatorianas especulando que a su llegada hubo contacto con traficantes de personas a quienes fueron entregadas Yareli y Yasnina, para la difícil parte final del viaje, es decir, el cruce de la frontera con Estados Unidos.

Los registros de migración muestran que la abuela y el tío regresaron a Quito, Ecuador, a las 12.24 am del 1 de abril, cuando las niñas ya habían sido arrojadas por el muro y estaban detenidas en el Consulado de Ecuador en Houston. Según otros familiares interrogados, nadie sabe dónde se encuentran actualmente la abuela paterna y el tío.

Lo que sí sabemos, sin embargo, es que Yareli y Yasnina conocieron a mamá y papá a través del consulado ecuatoriano en Houston.

Las autoridades de migración de Estados Unidos ahora están verificando si el padre y la madre residen en Nueva York de forma regular y si tienen los recursos para cuidar a las hijas. Esta verificación puede durar semanas y solo al final se puede confirmar que el “sueño americano” de Yareli y Yasnina se ha hecho realidad en Estados Unidos.

Leggi anche:

Ecuador: stanno bene le due bimbe ecuadoriane lanciate dal muro Messico-Usa

Vedi Anche

Mohicani

Boomdabash, Baby K, Mohicani. L’estate è arrivata

Mohicani, il tormentone dell’estate 2021, un successo annunciato che ricorda la Gozadera Milano, 22 giugno …

Questo sito web utilizza i cookie. Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi