Un’assurda contraddizione mentre vengono diffusi dati sulla riduzione della deforestazione che stonano con quanto accade in Brasile
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Milano, 15 marzo 2025 – Un’autostrada nel mezzo della foresta amazzonica per ospitare la conferenza ONU sul clima. Sì, proprio così. O per lo meno in parte è così ma resta un fatto terribile. Migliaia di ettari di foresta sono stati distrutti per costruire una nuova autostrada che collegherà il resto del Brasile a Belém, la città che a novembre ospiterà l’evento globale sul cambiamento climatico.
Il progetto, una strada a quattro corsie, viene giustificato oggi con la necessità di decongestionare il traffico cittadino. Il governo ha assicurato che saranno realizzate piste ciclabili e passaggi protetti per il transito della fauna locale. Tuttavia, la Foresta Amazzonica è una risorsa vitale per l’assorbimento del carbonio e ospita una delle maggiori biodiversità al mondo.
Nel frattempo, l’Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale del Brasile (Inpe) ha registrato un calo del 64,3% nelle segnalazioni di deforestazione della foresta pluviale amazzonica nel febbraio 2025. Secondo i dati raccolti dall’agenzia, che dipende dal Ministero della Scienza e Tecnologia, lo scorso mese sono stati rilevati segnali di allarme per un’area complessiva di 227 chilometri quadrati, il miglior risultato mensile dal 2016.
I dati dell’Inpe, ottenuti tramite satelliti ed elaborati dal sistema di rilevamento in tempo reale (Deter), indicano che gli stati più colpiti sono stati Mato Grosso (29 km²), Roraima (18 km²), Pará (15 km²) e Amazonas (11 km²). Il governo attribuisce il calo della deforestazione a misure recentemente adottate, come l’aumento dei controlli, il contrasto ai reati ambientali e il rafforzamento delle politiche di tutela della vegetazione nativa.
Dati e fatti sono una contraddizione evidente: da un lato, il Brasile di Lula rivendica la riduzione della deforestazione, dall’altro, seguedno un progetto del suo predecessore Bolsonaro ha sacrificato migliaia di ettari di foresta per costruire un’autostrada destinata alla conferenza ONU sul clima. Forse non avrebbe potuto fermarlo, ma almeno avrebbe potuto provarci.
(Fonti: Ansa Corriere La Repubblica)
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Una absurda contradicción mientras se difunden datos sobre la reducción de la deforestación que contrastan con lo que sucede en Brasil
Milán, 13 de marzo de 2025 – Una autopista en medio de la selva amazónica para albergar la conferencia de la ONU sobre el clima. Sí, así es. O al menos en parte, pero sigue siendo un hecho terrible. Miles de hectáreas de selva han sido destruidas para construir una nueva autopista que conectará el resto de Brasil con Belém, la ciudad que en noviembre acogerá el evento global sobre el cambio climático.
El proyecto, una carretera de cuatro carriles, se justifica hoy con la necesidad de descongestionar el tráfico urbano. El gobierno ha asegurado que se construirán ciclovías y pasos protegidos para el tránsito de la fauna local. Sin embargo, la selva amazónica es un recurso vital para la absorción de carbono y alberga una de las mayores biodiversidades del mundo.
Mientras tanto, el Instituto Nacional de Investigaciones Espaciales de Brasil (Inpe) ha registrado una caída del 64,3% en las alertas de deforestación de la selva amazónica en febrero de 2025. Según los datos recopilados por la agencia, que depende del Ministerio de Ciencia y Tecnología, el mes pasado se detectaron señales de alerta en un área total de 227 kilómetros cuadrados, el mejor resultado mensual desde 2016.
Los datos del Inpe, obtenidos mediante satélites y procesados por el sistema de monitoreo en tiempo real (Deter), indican que los estados más afectados fueron Mato Grosso (29 km²), Roraima (18 km²), Pará (15 km²) y Amazonas (11 km²). El gobierno atribuye la disminución de la deforestación a medidas recientemente adoptadas, como el aumento de los controles, el combate a los delitos ambientales y el fortalecimiento de las políticas de protección de la vegetación nativa.
Los datos y los hechos representan una evidente contradicción: por un lado, el Brasil de Lula reivindica la reducción de la deforestación; por otro, siguiendo un proyecto de su predecesor Bolsonaro, ha sacrificado miles de hectáreas de selva para construir una autopista destinada a la conferencia de la ONU sobre el clima. Tal vez no habría podido detenerlo, pero al menos podría haberlo intentado.
(Fuentes: Ansa, Corriere, La Repubblica)
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