Serie A: Napoli in fuga, Milan insegue a 3 punti

La Lazio vince a Bergamo e raggiunge l’Atalanta al terzo posto. Ma a tenere banco nell’11^ giornata di campionato è la pazza Inter

di Donatella Swift

Milan – Monza 4-1

Poker secco del Milan ai biancorossi del Monza di Raffaele Palladino. Una partita densa di significati dal momento che la proprietà brianzola è nelle mani del trio Berlusconi-Galliani-Braida che ha assicurato annate d’oro al Milan. Parte subito forte la squadra di casa che al 16′ è già un vantaggio con Brahim Diaz che riceve palla a centrocampo da Tatarusanu per poi involarsi verso l’area avversaria e depositare il pallone alle spalle di Di Gregorio. Prima del raddoppio c’è il tempo di qualche timida scorribanda monzese, su cui Tatarusanu vigila. Al 41′ Diaz segna la sua prima doppietta da quando è in Italia, su assist di Origi, il piccoletto spagnolo si sposta la palla sul destro e fulmina il portiere in diagonale. Nella ripresa lo stesso Origi triplica con un gran destro all’incrocio dei pali. Il Monza riesce a ridurre la distanza su punizione di Ranocchia, Tatarusanu non è proprio attentissimo sul suo palo. A chiudere i giochi ci pensa Leao, entrato al posto di Rebic, lestissimo a farsi trovare pronto dal cross perfetto di Hernandez.

Fiorentina-Inter 3-4

È successo davvero di tutto al Franchi, dove l’Inter alla fine si è aggiudicata la posta in palio ma lasciando dietro di sé una scia infinite di polemiche. in vantaggio dopo appena due minuti con Barella, i nerazzurri raddoppiano con Lautaro intorno al 15′ ed i giochi sembravano ormai fatti. Invece è successo che la Fiorentina si sia sentita come legittimata nel riprendere coraggio, tanto che prima ha accorciato le distanze su rigore con Cabral, nella ripresa ha pareggiato con Ikone’. Quindi è stata ancora la volta di Lautaro, su rigore, a riportare in vantaggio i nerazzurri, ma al 90′ Jovic segna quello che sembrava essere il pareggio definitivo. Fino a quando al 95′ Barella non ha effettuato un cross basso e Mkhitaryan è stato anticipato da Venuti, che ha messo la palla alle spalle del proprio portiere. Questo il risultato finale, sul quale pesano un paio di decisioni arbitrali piuttosto discutibili, come la mancata espulsione di Di Marco in occasione del rigore poi segnato dalla Viola e sul finale proprio l’azione in contropiede che ha portato alla vittoria interista, quando Dzeko si è liberato malamente di un difensore a centrocampo.

Atalanta – Lazio 0-2

Lazio corsara a Bergamo con due reti, una ad inizio diogni frazione di gioco. contro un’Atalanta a tratti irriconoscibile. Sarri aveva chiesto ai suoi una prova di orgoglio, vista anche l’assenza di Immobile, e così è stato, con una vittoria netta e che non lascia scampo alle velleità degli orobici, per buona parte della partita decisamente sotto tono, al netto del risultato. I laziali sbloccano subito la partita con Zaccagni al 10′, per poi gestire la gara in pieno controllo ed affondare gli avversari ad inizio ripresa con Felipe Anderson. Buona la prova di molti elementi di Sarri, in particolare di Zaccagni, Pedro ed Anderson, che almeno per un giorno non ha fatto rimpiangere Immobile. Per i bianco celesti la prestazione non vale solo i tre punti, bensì l’aver agganciato la stessa Atalanta in classifica, ma soprattutto la quinta vittoria nelle ultime sei partite ed il sesto clean sheet consecutivo.

Roma-Napoli 0-1

Il Napoli prosegue nella sua corsa inarrestabile ed espugna ad un quarto d’ora dalla fine, anche l’Olimpico con una prestazione super. La Roma dal canto suo non ha avuto il mordente necessario per contrastare questa macchina da punti. Ne consegue che il Napoli si porti via il bottino pieno grazie ad un bellissimo gol di Osimhen, peraltro agevolato da un errore, l’unico ma fondamentale, di Smalling. In precedenza, nel primo tempo, l’arbitro aveva consultato il Var per un presunto rigore per i partenopei, poi non assegnato perché Rui Patricio aveva toccato anche se di poco la palla con la punta dei polpastrelli. Roma abbastanza impalpabile e poco costruttiva, se si eccettua l’ottima prestazione di Zaniolo, sempre pronto a sacrificarsi anche in schieramenti atipici quali quelli proposti da Mourinho, ammonito insieme a Spalletti.

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