La Milanese

La Milanese: la donna che ha Milano nel cuore.

“Ma ti, te set Milanès?”, Ma tu sei milanese? Se leggendo questa domanda, con una punta di orgoglio, dentro di te hai urlato “Siiiii!”, che tu sia nata a Milano o a Perugia, a Cali, a Lima, o all’Havana o in qualunque altra città del mondo, questo libro è per te! “

Milano, 25 febbraio 2021 – Michela Proietti, autrice del libro “La Milanese” è una giornalista del Corriere della Sera, nata in Umbria, milanese d’adozione.

La Milanese
Michela Proietti,
Autrice del libro “La Milanese”
da Instagram

Per quanto senta molto forte il legame con la sua terra natale, ha sempre sentito che il ‘suo posto’ era altrove. E quando è arrivata a Milano, ha capito di averlo trovato.

Amore a prima vista, potremmo dire. E proprio questo grande amore l’ha portata a scrivere un libro dedicato alle donne milanesi – per nascita o per adozione – sempre così chic ed eleganti.

Un libro nato durante il primo lockdown quando esser di Milano, che fino a pochi giorni prima ‘faceva figo’, d’improvviso era diventato quasi un’onta, e lei ha voluto restituire alla città che l’ha accolta, la sua vera immagine.

La Milanese”: pregi (tanti) e difetti (pochi, ovviamente!) delle donne che vivono a Milano. O anche altrove, ma che hanno Milano nell’anima.

 

Michela, seppure coi ironia, descrivi la Milanese come una snob, a tratti perfino acida… è davvero così?

Assolutamente no, non è per niente acida, un pochino snob, ma questo già ce lo aveva raccontato Franca Valeri con “La signorina snob”, è un tratto molto affascinante, questa sua irraggiungibilità, questo suo non essere seconda a nessuno e un po’ altera.
Una cosa che ci tengo moltissimo a dire è che in molti parti sono io, tant’è che la signora in copertina, sarei io, con mio figlio e il mio bassotto. Quindi se c’è una vena un po’ acida, è rivolta anche a me stessa.

Quindi milanese non è solo chi è nata a Milano… può essere anche straniera o solo italiana?

Milano è una città fatta di non milanesi, come New York è una città fatta di non newyorkesi, ma sta proprio in questo la sua specialità, nel fondersi e creare nuovi mix meravigliosi. La milanese può essere assolutamente anche straniera. Io ho tante amiche che sono straniere e si sono milanesizzate in una maniera incredibile, tanto da diventare più milanesi delle milanesi. Penso alla stilista americana JJ Martin che ha creato il brand La DoubleJ , tutto ispirato alle ‘sciure’ (signore in milanese-ndr) milanesi. Oppure ti posso citare Fanny Bonet-MontSerrat, Senior Brand Manager di Moet Chandon, una parigina chiccosissima, il cui profilo Instagram si chiama La Milanaise, perchè da quando aveva diciotto anni sognava di essere una milanese.
Dopo che ho pubblicato il libro, ho ricevuto su Instagram tantissimi messaggi da donne straniere, uno dei più belli è quello di una signora australiana che ha lavorato alcuni anni a Milano e ora organizza ogni sabato un tè e nell’occasione legge un capitolo del libro alle sue amiche australiane che vogliono sapere come si diventa perfette milanesi. Un altro posto dove c’è stato grande interesse è la Spagna: la rivista Telva, ha dedicato al libro quattro pagine meravigliose. Forse sono più milanesi le straniere delle italiane!

Quali sono le caratteristiche che deve proprio avere la milanese?

Innanzitutto bisogna avere sempre quel tocco che contraddistingue da tutte le altre, qualcosa che porti la persona che ti guarda a dire “Ma che bello! Dove lo hai preso?”. Un capo bellissimo, di qualità, con una stampa o un tessuto particolare, un capo che catturi l’attenzione, ma che non sia riconoscibile, che non sia di un brand noto. Non vedrai mai la milanese firmata da capo a piedi.
Un’altra cosa che fa immediatamente riconoscere la milanese, è l’arte di ricevere, che è molto organizzata, ma al tempo stesso accogliente e con dei lampi creativi. Una semplicità studiata nei minimi particolari.
Tipico della milanese è l’amore per gli animali, in particolari i cani, che vengono chiamati coi nomi di persone – Piero, Giovanni, Leo – hanno tutti il loro cappottino, i loro amici perché anche i cani devono socializzare.
Infine, la milanese lavora sempre. Anche quella che non ha un lavoro, non la trovi in casa in pigiama ma si ingegna per fare qualcosa, “non sta mai coi man in man” (= non sta mai con le mani in mano, ossia senza far nulla, detto in milanese-ndr).

 

La Milanese: la mujer que tiene a Milán en su corazón.

“Ma ti, te set Milanès?” ¿Eres milanés? Si al leer esta pregunta, con un toque de orgullo, por dentro gritaste “¡Sí!”, Ya sea que hayas nacido en Milán, en Perugia, en Cali, en Lima, en La Habana o en cualquier otra ciudad del mundo, este libro es para ti!

Milán, 25 de febrero de 2021 – Michela Proietti, autora del libro “La Milanese” es periodista del Corriere della Sera, nacida en Umbría, milanesa por adopción.

La Milanese
Michela Proietti,
Autrice del libro “La Milanese”
da Instagram

Aunque siente que el vínculo con su tierra natal es muy fuerte, siempre ha sentido que “su lugar” estaba en otra parte. Y cuando llegó a Milán, se dio cuenta de que lo había encontrado.

Amor a primera vista, podríamos decir. Y fue precisamente este gran amor el que la impulsó a escribir un libro dedicado a las mujeres milanesas – por nacimiento o por adopción – siempre tan chic y elegantes.

Un libro nacido durante el primer lockdown, cuando ser de Milán, que hasta unos días antes ‘era cool’, de repente se convirtió casi en una vergüenza, y ella quiso devolver a la ciudad que la acogió, su verdadera imagen.

“La Milanese”: puntos fuertes (muchos) y defectos (pocos, claro) de las mujeres que viven en Milán. O en otro lugar, pero que tienen a Milán en el alma.

 

Michela, incluso con ironía, usted describe la milanés como una snob, a veces incluso ácida … ¿es realmente así?

Absolutamente no, no es para nada ácida, un poco snob, pero Franca Valeri ya nos lo había dicho con “La signorina snob”, es un rasgo muy fascinante, esta inalcanzabilidad, este ser insuperable y un poco altiva.
Una cosa que realmente quiero decir es que en muchas partes soy yo, tanto que la dama de la portada sería yo, con mi hijo y mi perro salchicha. Entonces, si hay una vena ligeramente ácida, también está dirigida a mí.

Entonces, la milanesa no es solo alguien que nació en Milán … ¿puede ser también extranjera o simplemente italiana?

Milán es una ciudad formada por no milaneses, al igual que Nueva York es una ciudad formada por no neoyorquinos, pero esta es su especialidad, fusionarse y crear nuevas mezclas maravillosas. Las milaneses pueden ser también extranjeras. Tengo muchas amigas que son extranjeras y se han vuelto milaneses de una manera increíble, tanto que se han vuelto más milaneses que las milaneses. Estoy pensando en la diseñadora estadounidense JJ Martin que creó la marca La DoubleJ, todo inspirada en la ‘sciura’ milanesa (dama en milanés). O te puedo citar a Fanny Bonet-MontSerrat, Senior Brand Manager de Moet Chandon, una parisina muy chic, cuyo perfil de Instagram se llama La Milanaise, porque desde los dieciocho años soñaba de ser milanesa.
Después de que publiqué el libro, recibí muchos mensajes en Instagram de mujeres extranjeras, uno de los más hermosos es el de una señora australiana que trabajó durante unos años en Milán y ahora organiza un té todos los sábados y en la ocasión lee un capítulo de el libro a sus amigas australianas que quieren saber cómo convertirse en una perfecta milanesa. Otro lugar donde ha habido un gran interés es España: la revista Telva dedicó cuatro maravillosas páginas al libro. ¡Quizás las extranjeras sean más milaneses que las italianas!

¿Cuáles son las características que deben tener las milaneses?

Primero que todo debes tener siempre ese toque que te distingue en todos los demás, algo que lleve a la persona que te mira a decir “¡Qué lindo! ¿De dónde sacaste eso?”. Una prenda bonita, de calidad, con un estampado o tejido particular, una prenda que llama la atención, pero que no se reconoce, que no es de una marca conocida. Nunca verás a las milaneses firmadas de la cabeza a los pies.
Otra cosa que se reconoce de inmediato a las milaneses es el arte de recibir, que es muy organizado, pero a la vez acogedor y con destellos creativos. Una sencillez estudiada en detalle.
Típico de las milaneses es el amor por los animales, en particular los perros, que son llamados por los nombres de las personas – Piero, Giovanni, Leo – todos tienen sus abrigos, sus amigos porque incluso los perros tienen que socializar.
Finalmente, la milanesa siempre trabaja. Incluso la que no tiene trabajo, no la encuentras en casa en pijama pero intenta hacer algo, “non sta mai coi man in man” (= nunca está con las manos en las manos, es decir, haciendo nada, dicho en milanés).

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