Italiani in crisi
Italiani in crisi

Italiani in crisi per i troppi debiti: il 2021 si apre con i conti in rosso

Italiani in crisiSecondo i dati riportati da La Stampa ogni italiano perderà in media quasi 2.500 euro. Il netto aumento del tasso di disoccupazione, meno soldi in tasca, attività che hanno chiuso o che chiuderanno, non solo sfociano in una crisi economica che per ora non sembra arretrare, ma ancor più grave è la crisi sociale che il governo sembra non riuscire a controllare. A ogni decreto gli italiani sono sempre più confusi, come il titolare del bar di Catanzaro che ha trovato il modo di aggirare il dpcm del 13 ottobre scorso, riaprendo dopo qualche minuto, perché questo non stabiliva l’ora di apertura. Le misure adottate dal governo per arrestare i contagi hanno dovuto sacrificare tante attività che sostenevano migliaia di famiglie italiane, che ora non vedono la luce in fondo al tunnel. D’altronde, la salute prima di tutto. Molti italiani saranno costretti a indebitarsi aggravando così la loro situazione economica, perché mutui, affitti e bollette non si pagheranno da soli.

In caso di crisi economica i debiti inevitabilmente si accumulano. Cosa possiamo fare nei prossimi mesi per riequilibrare il rapporto tra creditore e debitore? Di questo ne parliamo con l’avvocato Alessandro Bastubbe.

Nei prossimi mesi vedremo un sovrafinanziamento degli italiani da parte delle banche dovuto a un sovraindebitamento. Questo cosa comporterà?

Vi sarà una tendenza, già in atto, da parte di molte persone o aziende colpite economicamente dall’emergenza sanitaria ad avvalersi di finanziamenti per reperire liquidità per far fronte alle spese di questi mesi in attesa che l’economia possa effettivamente riprendere senza le attuali restrizioni. E’ chiaro che così facendo aumenterà il livello di indebitamento. Non è facile, ad oggi, capire con quali tempistiche riprenderà l’economia e che effetti definitivi avrà l’emergenza covid su certe aree di business; è evidente che se una azienda si indebita con la prospettiva di poter ripagare il debito con futuri incassi che tardano ad arrivare o non arrivano proprio per via della crisi epidemiologica in atto ecco che allora tale azienda si troverà ad essere fortemente in sofferenza nella restituzione del prestito con tutte le conseguenze del caso (segnalazione banche dati; esclusione dal sistema creditizio; rischi legati all’insolvenza). Lo stesso dicasi per un privato; se una persona chiede un prestito con la speranza di restituirlo con futuri incassi che tardano ad arrivare o non arrivano proprio si troverà nell’impossibilità di restituire le somme con le medesime conseguenze appena viste per le aziende. Ben peggiore la situazione in cui versano le persone che già prima della crisi epidemiologica versavano in una situazione deteriorata per scadenze non onorate perché oggi si trovano completamente escluse dal sistema creditizio.

E’ ancora sconosciuta la Legge 3/2012, chiamata anche legge salvasuidici, ci spiega come si applica e chi può accedervi?

Una delle soluzioni previste dal sistema giuridico italiano per soggetti non fallibili o non assoggettabili a differenti procedure concorsuali è per l’appunto il ricorso ad una delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento previste dalla Legge 3/2012. Possono avvalersene i privati (consumatori), gli imprenditori e gli imprenditori che hanno cessato l’attività. Tutti questi soggetti devono trovarsi in uno stato di sovraindebitamento definibile come la sproporzione tra la massa dei debiti e il patrimonio prontamente disponibile per farvi fronte tale da determinare l’impossibilità di pagare con regolarità o l’impossibilità definitiva di pagare le scadenze. Accedendo ad uno degli strumenti previsti dalla Legge 3/2012, si potrà porre fine a tale situazione andando a pagare solo una percentuale (il più delle volte molto limitata) di tutti i debiti dovuti con cancellazione del residuo non pagato. Queste procedure valgono per debiti verso privati e verso enti pubblici.

Come devono agire gli italiani per non accumulare ulteriori debiti?

Purtroppo, l’attuale situazione impone poca libertà di operatività; molte persone o aziende sono letteralmente obbligate a richiedere prestiti. Ogni prospettiva futura è del tutto legata alla possibilità o meno di riprendere a lavorare senza restrizioni.

 

Italianos en crisis por demasiadas deudas: el 2021 inicia con las cuentas bancarias en rojo

Según los datos recogidos por el periodico italiano La Stampa, cada italiano perderá de media casi 2.500 euros. La fuerte subida de la tasa de desocupacion, menos dinero en el bolsillo, negocios que han cerrado o van a cerrar, no solo derivan en una crisis económica que por ahora no parece estar retrocediendo, sino que más grave es la crisis social que el gobierno parece incapaz de gestionar. verificar. Con cada decreto, los italianos están cada vez más confundidos, como el dueño del bar de Catanzaro que encontró la manera de sortear el dpcm del 13 de octubre pasado, reabriendo a los pocos minutos, porque este no fijaba el horario de apertura. Las medidas tomadas por el gobierno para frenar los contagios tuvieron que sacrificar muchas actividades que sostenian la economia a miles de familias italianas, que ahora no ven la luz al final del túnel. Por otro lado, la salud ante todo. Muchos italianos se verán obligados a endeudarse, empeorando así su situación económica, porque hipotecas, alquileres y facturas no se pagarán por sí mismos.

En caso de crisis económica, las deudas se acumulan inevitablemente. ¿Qué podemos hacer en los próximos meses para reequilibrar la relación entre acreedor y deudor? Hablamos de esto con el abogado Alessandro Bastubbe.

En los próximos meses veremos una sobrefinanciación de los italianos por parte de los bancos debido al sobreendeudamiento. ¿Qué implicará esto?

Habrá una tendencia, ya en marcha, por parte de muchas personas o empresas económicamente afectadas por la emergencia sanitaria a hacer uso del financiamiento para recuperar liquidez para cubrir los gastos de estos meses mientras se espera que la economía se recupere realmente sin las restricciones actuales. Está claro que hacerlo aumentará el nivel de deuda. No es fácil, a la fecha, entender qué tan pronto se recuperará la economía y qué efectos definitivos tendrá la emergencia del covid en determinadas áreas de negocio; Es evidente que si una empresa se endeuda con la perspectiva de poder saldar la deuda con cobros futuros que llegan tarde o no llegan precisamente por la crisis epidemiológica en curso, entonces esta empresa se encontrará en graves apuros para devolver el préstamo con todas las consecuencias del caso (denuncia de bases de datos; exclusión del sistema crediticio; riesgos relacionados con la insolvencia). Lo mismo ocurre con un privado; si una persona solicita un préstamo con la esperanza de reembolsarlo con cobros futuros que se retrasen o no lleguen, le resultará imposible devolver las sumas con las mismas consecuencias que acaban de verse para las empresas. La situación es mucho peor para las personas que, incluso antes de la crisis epidemiológica, se encontraban en una situación de deterioro por vencimientos incumplidos porque hoy están completamente excluidos del sistema crediticio.

Aún se desconoce la Ley 3/2012, también llamada ley salva suicidas, ¿Puede explicar cómo se aplica y quién puede acceder a ella?

Una de las soluciones contempladas por el ordenamiento jurídico italiano para los procedimientos concursales no falibles o no sujetos a diferentes es precisamente la utilización de uno de los procedimientos para la resolución de la crisis de sobreendeudamiento previstos por la Ley 3/2012. Puede ser utilizado por privados (consumidores), emprendedores y emprendedores que han cerrado sus actividades. Todos estos sujetos deben encontrarse en un estado de sobreendeudamiento que puede definirse como la desproporción entre la masa de deudas y los activos fácilmente disponibles para atenderlas, como para determinar la imposibilidad de pago regular o la imposibilidad definitiva de pago de plazos. Accediendo a uno de los instrumentos previstos por la Ley 3/2012, se podrá acabar con esta situación pagando solo un porcentaje (la mayoría de las veces muy limitado) de todas las deudas adeudadas con anulación del residuo impago. Estos trámites son válidos para deudas con privados y entidades públicas.

¿Cómo deberían actuar los italianos para evitar acumular más deudas?

Desafortunadamente, la situación actual requiere poca libertad de operación; muchas personas o empresas se ven literalmente obligadas a solicitar préstamos. Cualquier perspectiva de futuro está totalmente ligada a la posibilidad o no de volver al trabajo sin restricciones.

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