Ecuador sarà a Qatar 2022: il Tas ha respinto i ricorsi di Perù e Cile

Per gli ecuadoriani multa 100mila franchi svizzeri e penalizzazione di 3 punti alle prossime qualificazioni

Roma. 10 novembre 2022 – A soli 12 giorni dalla partita inaugurale dei Mondiali di calcio, che fra l’altro vede impegnata proprio la squadra dell’Ecuador contro il Qatar il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha emesso la sentenza definitiva con la quale respinge i ricorsi di Cile e Perù che avevano chiesto l’esclusione dell’Ecuador reo di aver falsificato i documenti di Byron Castillo.

La formazione centroamericana sarà dunque ai Mondiali ma è stata sanzionata dal Tas con tre punti di penalizzazione da scontare nelle qualificazioni sudamericane per il Mondiale del 2026 e 100 mila franchi svizzeri di multa. – come riporta un’agenzia Ansa – La giustizia sportiva mette così fine a diversi mesi di battaglia avviata dalle due federazioni sudamericane, quelle di Perù e Cile, per recuperare il posto dell’Ecuador, inserito nel girone A del Mondiale insieme a Qatar, Senegal e Olanda.

All’inizio di ottobre, il TAS «ha parzialmente sostenuto il loro ricorso», indica la corte in un comunicato, contraddicendo quindi la Commissione d’Appello della Fifa, che li aveva respinti in primo grado a giugno e poi in appello a metà settembre. I tre arbitri si dicono convinti «che la data e il luogo di nascita» che figurano sul passaporto di Byron Castillo siano «errati» e che sia nato in Colombia nel 1995, infliggendo come tale alla Federcalcio ecuadoriana (FEF) una doppia penalità.

Entro 30 giorni l’ente dovrà pagare una multa di 100.000 franchi svizzeri (100.650 euro) e la sua nazionale inizierà «con 3 punti di penalità» la campagna di qualificazione ai Mondiali 2026 co-organizzata da Stati Uniti, Messico e Canada. Il tribunale ha confermato l’eleggibilità di Byron Castillo, quindi la partecipazione ecuadoriana ai Mondiali, sulla base del fatto che la nazionalità di un giocatore «è determinata dalle leggi nazionali», e che le autorità ecuadoriane «hanno riconosciuto» il difensore «come cittadino ecuadoriano».

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