Aldo Garzia

È morto il giornalista Aldo Garzia, firma storica del “Manifesto”

Aveva 68 anni, anche biografo del leader socialdemocratico svedese Olof Palme e del regista Ingmar Bergman

italia

Roma, 09 aprile 2022 – Il giornalista e scrittore Aldo Garzia, firma storica de “il manifesto“, dove è stato a lungo caposervizio degli esteri ed inviato, ma anche biografo del leader socialdemocratico svedese Olof Palme e del regista Ingmar Bergman, è morto la notte scorsa a Roma all’età di 68 anni. Era stato colpito una settimana fa da un ictus, per la seconda volta dopo la prima di 8 anni fa, dalla quale però si era con grande fatica ripreso, come scrive il ‘quotidiano comunista’ dando notizia della scomparsa. Primo autore di una storia del gruppo di “il manifesto” (“Da Natta a Natta. Storia del Manifesto e del Pdup”, Dedalo, 1985), legato profondamente alle figure intellettuali e politiche di Lucio Magri e Pietro Ingrao, Garzia ha seguito per più di venti anni le crisi internazionali nella redazione esteri di “il manifesto“: come inviato è stato testimone della prima fase della transizione spagnola a metà degli anni Settanta ed ha dedicato una costante attenzione alla socialdemocrazia in Svezia e al regime comunista di Cuba, su cui ha scritto anche diversi libri.

Come giornalista parlamentare, Garzia si è occupato di molte crisi politiche italiane. Ha collaborato fino all’ultimo a ‘il manifesto’: soltanto 9 giorni fa aveva inviato un articolo che, di fronte alla tragedia della guerra in Ucraina, rifletteva sulla figura di Willy Brandt e sulla sua dimenticata Ostpolitik. Aveva lavorato nelle redazioni di “Pace e guerra” e poi aveva diretto le riviste “Aprile” e “Palomar”. Sull’isola dei Carabi ha pubblicato i libri: “Cuba, viaggio nell’identità di un’isola” (Teti, 1997); “Cuba, appunti di viaggio” (Edizioni Associate, 1998), “La cucina di Fidel” (Data News 1999), “C come Cuba” (Elleu multimedia, 2001).

È autore degli extra dell’edizione dvd di Buena Vista Social Club del regista Wim Wenders (Elleu multimedia, 2000). Sulla Svezia ha pubblicato: “Fårö, la Cinecittà di Ingmar Bergman” (Sandro Teti editore). Nel 2001 e nel 2003 ha presentato la sua ricerca su Bergman a Milano, Stoccolma, Parigi e Roma in collaborazione con la Fondazione Bergman di Stoccolma e l’Istituto italiano di cultura di Stoccolma. Per Bim e Q Media è stato tra i curatori della collana dvd “Il cinema di Bergman” (2005) e nel 2007 e nel 2008 ha partecipato alle Settimane Bergman a Fårö; del 2010 è il suo libro “Bergman the Genius. La vita, le idee, i film, i rapporti con l’Italia, l’amore per l’isola di Fårö” (Editori Riuniti). In anni recenti ha pubblicato altre biografie: “Zapatero. Il socialismo dei cittadini” (con Marco Calamai, Feltrinelli, 2006); “Olof Palme, vita e assassinio di un socialista europeo” (Editori Riuniti, 2007); “Che Guevara da tasca. L’uomo,il rivoluzionario, lo statista” (Ponte alle Grazie, 2008).

spagna

Muere el periodista Aldo Garzia, histórico firmante del “Manifiesto”

Tenía 68 años, también biógrafo del líder socialdemócrata sueco Olof Palme y del director Ingmar Bergman.

Roma, 09 de abril de 2022 – El periodista y escritor Aldo Garzia, firma histórica de “il manifiesto”, donde fue durante mucho tiempo jefe y corresponsal del servicio exterior, pero también biógrafo del líder socialdemócrata sueco Olof Palme y del director Ingmar Bergman, ha fallecido anoche en Roma a los 68 años. Había sido golpeado hace una semana por un derrame cerebral, por segunda vez después del primero hace ocho años, del que, sin embargo, se había recuperado con gran dificultad, como escribe el ‘diario comunista’, dando la noticia de su desaparición. Primer autor de una historia del grupo de “il manifiesto” (“De Natta a Natta. Historia del Manifiesto y del Pdup”, Dedalo, 1985), profundamente vinculado a las figuras intelectuales y políticas de Lucio Magri y Pietro Ingrao, Garzia siguió durante más de veinte años las crisis internacionales en la redacción exterior de “il manifiesto”: como corresponsal presenció la primera fase de la transición española a mediados de los años setenta y dedicó una atención constante a la socialdemocracia en Suecia y al régimen comunista en Cuba, sobre la que también ha escrito varios libros.

Como periodista parlamentaria, Garzia ha cubierto muchas crisis políticas italianas. Colaboró ​​hasta el último en ‘il manifiesto’: hace apenas 9 días envió un artículo que, ante la tragedia de la guerra de Ucrania, reflexionaba sobre la figura de Willy Brandt y su olvidada Ostpolitik. Trabajó en las redacciones de “Paz y Guerra” y luego dirigió las revistas “Aprile” y “Palomar”. En la isla del Caribe ha publicado los libros: “Cuba, un viaje hacia la identidad de una isla” (Teti, 1997); “Cuba, notas de viaje” (Edizioni Associate, 1998), “La cucina di Fidel” (Data News 1999), “C like Cuba” (Elleu multimedia, 2001).

Es autor de los extras de la edición en DVD de Buena Vista Social Club del director Wim Wenders (Elleu multimedia, 2000). En Suecia publicó: “Fårö, la Cinecittà de Ingmar Bergman” (editorial Sandro Teti). En 2001 y 2003 presentó su investigación sobre Bergman en Milán, Estocolmo, París y Roma en colaboración con la Fundación Bergman de Estocolmo y el Instituto Cultural Italiano de Estocolmo. Para Bim y Q Media estuvo entre los curadores de la serie de DVD “Bergman’s Cinema” (2005) y en 2007 y 2008 participó en las Bergman Weeks en Fårö; de 2010 es su libro “Bergman the Genius. Vida, ideas, películas, relaciones con Italia, amor por la isla de Fårö” (Editori Riuniti). En los últimos años ha publicado otras biografías: “Zapatero. El socialismo de los ciudadanos” (con Marco Calamai, Feltrinelli, 2006); “Olof Palme, vida y asesinato de un socialista europeo” (Editori Riuniti, 2007); “Che Guevara de tu bolsillo. El hombre, el revolucionario, el estadista” (Ponte alle Grazie, 2008).

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