Blackout storico in Spagna e Portogallo: milioni al buio, anche l’Europa indaga”

Inchieste in corso su un collasso energetico senza precedenti: esclusi attacchi hacker, ma restano dubbi. Energia ripristinata in 36 ore, danni economici enormi

di Vincenzo Barretta

Milano, 30 aprile 2025 – Il 28 aprile 2025, un blackout senza precedenti ha colpito la penisola iberica, lasciando milioni di persone in Spagna, Portogallo e alcune zone della Francia meridionale senza elettricità per oltre 30 ore (https://www.tgfestival.it/blackout-massiccio-colpisce-la-spagna-caos-nei-trasporti-e-nelle-comunicazioni/) Questo evento ha causato gravi disagi nei trasporti, nelle comunicazioni e nei servizi essenziali, sollevando interrogativi sulla resilienza delle infrastrutture energetiche europee.

Le indagini preliminari indicano che il blackout è stato causato da due disconnessioni quasi simultanee in impianti solari nel sud-ovest della Spagna, che hanno portato a un collasso del sistema elettrico iberico. In particolare uno dei giganteschi impianti si è disconnesso per pochissimi secondi dalla rete, ma subito dopo un altro grande impianto ha subito lo stesso malfunzionamento e a quel punto, con un effetto domino, la rete elettrica nazionale è andata in blackout. Red Eléctrica de España (REE), il gestore della rete spagnola, ha escluso l’ipotesi di un attacco informatico, attribuendo l’incidente a una perdita improvvisa di 15 gigawatt di produzione elettrica in pochi secondi.

Aperta inchiesta

Nonostante ciò, la magistratura spagnola ha aperto un’inchiesta per verificare se si sia trattato di un sabotaggio informatico, mentre il governo portoghese ha richiesto un audit indipendente dei sistemi elettrici coinvolti. La Commissione Europea ha avviato un’indagine formale, con l’obiettivo di presentare un rapporto dettagliato entro sei mesi.

Le indagini in corso, sia a livello nazionale che europeo, mirano a identificare le cause precise del blackout e a sviluppare strategie per prevenire futuri incidenti simili. Il rapporto della Commissione Europea, atteso entro sei mesi, fornirà raccomandazioni dettagliate per rafforzare la sicurezza e l’affidabilità delle reti elettriche nel continente.

Il blackout ha avuto effetti devastanti: almeno sette persone hanno perso la vita in Spagna, tra cui una donna dipendente da un respiratore e una famiglia vittima di un incendio causato da candele.  In Portogallo, le farmacie hanno affrontato “sei vincoli”, con vaccini e farmaci sensibili alla temperatura a rischio a causa della mancanza di refrigerazione. Gli ospedali di entrambi i Paesi iberici hanno dovuto fare affidamento si generatori di emergenza per mantenere i reparti critici. Tuttavia la mancanza di piani di contingenza adeguati ha messo a rischio la vita di molti pazienti.

I trasporti pubblici sono stati paralizzati, con treni e metropolitane fermi e aeroporti operativi a capacità ridotta.L’aeroporto di Lisbona ha subito gravi disagi, con una trentina di voli cancellati e ritardi persistenti. Gli aeroporti di Porto e Faro hanno operato con generatori di emergenza mentre in Spagna, l’aeroporto internazionale di Madrid-Barajas è rimasto senza corrente, con inevitabili disagi per i viaggiatori.

Le comunicazioni mobili sono state interrotte, costringendo molti a ricorrere alla radio per ottenere informazioni.

La mancanza di elettricità ha reso inutilizzabili i sistemi di pagamento elettronico, portando a corse ai supermercati per accaparrarsi beni di prima necessità come cibo, acqua, batterie e dispositivi di illuminazione. Molti negozi hanno esaurito rapidamente le scorte, lasciando scaffali vuoti e cittadini preoccupati per la durata dell’emergenza.

A Benidorm, località turistica spagnola, i turisti britannici hanno mostrato un grande spirito di adattamento continuando a godersi le vacanze nonostante il blackout. Con le pompe di birra elettriche fuori uso, i bar hanno servito birra in bottiglia conservata on ghiacciaie e i clienti hanno utilizzato il contante anziché i pagamenti elettronici mantenendo, nonostante tutto, un’atmosfera rilassata e festosa.

L’interruzione ha anche causato danni economici significativi, con perdite stimate fino a 1,6 miliardi di euro per l’industria spagnola.

In Spagna, il ripristino dell’energia è iniziato intorno alle 16:00 del 28 aprile, con la piena operatività raggiunta entro la mattina del 29 aprile. In Portogallo, l’elettricità è stata gradualmente ripristinata a partire dalle 17:00, con il completo ritorno alla normalità il giorno successivo. Le isole di Madeira e delle Azzorre non sono state colpite dal blackout.

In un gesto che ha sorpreso il mondo, tra le macerie della sua stessa guerra, Volodymir Zelensky forte dell’esperienza nei problemi energetici e in particolare nelle interruzioni di corrente causate da anni di guerra e attacchi russi. ha offerto aiuto dall’Ucraina alla Spagna e al Portogallo. Nonostante il suo Paese sia ancora impegnato in una guerra estenuante, Zelensky ha dimostrato ancora una volta come la solidarietà internazionale non conosca confini, ribadendo il suolo dell’Ucraina non solo come nazione in cerca di sostegno, ma anche come alleato attivo nei momenti di crisi internazionale

Il blackout ha evidenziato la vulnerabilità delle interconnessioni fra reti elettriche moderne, soprattutto in contesti con alta penetrazione di energie rinnovabili. Sebbene le autorità abbiano escluso le rinnovabili come causa diretta dell’incidente, l’evento ha riacceso il dibattito sulla necessità di migliorare la stabilità e la resilienza di tutte le infrastrutture energetiche europee.

spagna

Apagón histórico en España y Portugal: millones sin luz, también Europa investiga

Investigaciones en curso sobre un colapso energético sin precedentes: se descartan ataques informáticos, pero persisten las dudas. Energía restablecida en 36 horas, enormes daños económicos.

por Vincenzo Barretta

El 28 de abril de 2025, un apagón sin precedentes afectó a la península ibérica, dejando a millones de personas en España, Portugal y algunas zonas del sur de Francia sin electricidad durante más de 30 horas (te lo contamos en este artículo). Este evento causó graves trastornos en el transporte, las comunicaciones y los servicios esenciales, y ha planteado interrogantes sobre la resiliencia de las infraestructuras energéticas europeas.

Las investigaciones preliminares indican que el apagón fue causado por dos desconexiones casi simultáneas en plantas solares del suroeste de España, lo que provocó un colapso del sistema eléctrico ibérico. En particular, una de las gigantescas plantas se desconectó de la red por apenas unos segundos, pero poco después otra gran instalación sufrió el mismo fallo y, en efecto dominó, la red eléctrica nacional cayó. Red Eléctrica de España (REE), el operador de la red española, ha descartado la hipótesis de un ciberataque, atribuyendo el incidente a una pérdida repentina de 15 gigavatios de producción eléctrica en cuestión de segundos.

A pesar de ello, la fiscalía española ha abierto una investigación para comprobar si se trató de un sabotaje informático, mientras que el gobierno portugués ha solicitado una auditoría independiente de los sistemas eléctricos implicados. La Comisión Europea ha iniciado una investigación formal con el objetivo de presentar un informe detallado en un plazo de seis meses.

Las investigaciones en curso, tanto a nivel nacional como europeo, buscan identificar las causas exactas del apagón y desarrollar estrategias para prevenir incidentes similares en el futuro. El informe de la Comisión Europea, previsto para dentro de seis meses, ofrecerá recomendaciones detalladas para reforzar la seguridad y fiabilidad de las redes eléctricas del continente.

El apagón tuvo efectos devastadores: al menos siete personas perdieron la vida en España, entre ellas una mujer dependiente de un respirador y una familia que murió en un incendio provocado por el uso de velas.

En Portugal, las farmacias se enfrentaron a “graves restricciones”, con vacunas y medicamentos sensibles a la temperatura en riesgo debido a la falta de refrigeración.

Los hospitales de ambos países ibéricos tuvieron que recurrir a generadores de emergencia para mantener operativos los departamentos críticos. Sin embargo, la falta de planes de contingencia adecuados puso en riesgo la vida de muchos pacientes.

El transporte público quedó paralizado, con trenes y metros detenidos y aeropuertos operando a capacidad reducida.

El aeropuerto de Lisboa sufrió graves trastornos, con una treintena de vuelos cancelados y retrasos persistentes. Los aeropuertos de Oporto y Faro funcionaron con generadores de emergencia, mientras que en España, el aeropuerto internacional de Madrid-Barajas se quedó sin electricidad, con los inevitables inconvenientes para los viajeros.

Las comunicaciones móviles se interrumpieron, obligando a muchos a recurrir a la radio para obtener información.

La falta de electricidad hizo inútiles los sistemas de pago electrónico, lo que provocó una avalancha en los supermercados para adquirir productos de primera necesidad como alimentos, agua, pilas y dispositivos de iluminación. Muchas tiendas se quedaron rápidamente sin existencias, dejando estanterías vacías y a los ciudadanos preocupados por la duración de la emergencia.

En Benidorm, localidad turística española, los turistas británicos mostraron un gran espíritu de adaptación y siguieron disfrutando de sus vacaciones a pesar del apagón. Con los grifos de cerveza eléctricos fuera de servicio, los bares sirvieron cerveza embotellada conservada en neveras de hielo y los clientes usaron efectivo en lugar de pagos electrónicos, manteniendo, a pesar de todo, un ambiente relajado y festivo.

La interrupción también causó importantes daños económicos, con pérdidas estimadas de hasta 1.600 millones de euros para la industria española.

En España, la restauración de la energía comenzó alrededor de las 16:00 del 28 de abril, con el restablecimiento completo logrado en la mañana del 29. En Portugal, la electricidad fue recuperándose gradualmente a partir de las 17:00, y la normalidad volvió al día siguiente. Las islas de Madeira y Azores no se vieron afectadas por el apagón.

En un gesto que sorprendió al mundo, entre las ruinas de su propia guerra, Volodímir Zelenski, con experiencia directa en problemas energéticos y en particular en cortes de luz provocados por años de guerra y ataques rusos, ofreció ayuda desde Ucrania a España y Portugal. A pesar de que su país sigue inmerso en un conflicto agotador, Zelenski demostró una vez más que la solidaridad internacional no conoce fronteras, reafirmando el papel de Ucrania no solo como nación que necesita apoyo, sino también como aliado activo en momentos de crisis internacional.

El apagón puso en evidencia la vulnerabilidad de las interconexiones entre redes eléctricas modernas, especialmente en contextos con alta penetración de energías renovables. Aunque las autoridades han descartado que las renovables fueran la causa directa del incidente, el evento ha reavivado el debate sobre la necesidad de mejorar la estabilidad y la resiliencia de todas las infraestructuras energéticas europeas.

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