Repsol-Perú
Fonte: El Diario

Allarme inquinamento in Perù

Durante il trasferimento a una raffineria della compagnia Repsol

italia

Lima, 20 gennaio 2022 – Cresce di giorno in giorno l’allarme inquinamento in Perù per la dispersione in mare, non lontano da Lima, di circa 6.000 barili di petrolio durante un trasferimento di greggio da una nave alle infrastrutture della raffineria La Pampilla, operata dalla compagnia spagnola Repsol.

L’incidente, riferiscono i media peruviani, è avvenuto il 15 gennaio scorso, durante l’agitazione dell’Oceano Pacifico legato all’esplosione vulcanica nell’isola di Tonga ma, sorprendentemente, all’inizio i responsabili di Repsol hanno evocato la perdita in mare di «meno di un barile» di petrolio, Per ragioni che sono oggetto di una inchiesta, sono trascorse moltissime ore senza che si attivassero le misure necessarie a contenere l’espandersi del greggio che ieri dal mare ha raggiunto la costa coprendo di uno spesso strato nero, secondo l’Organismo di valutazione e controllo ambientale (Oefa) , una ventina di spiagge della zona di El Callao, fra cui Ventanilla, Santa Rosa, Ancón e Chancay.

Da parte sua il Servizio nazionale delle aree protette dallo Stato (Sernanp) ha denunciato la morte di pesci, uccelli e animali, nonché una grave contaminazione della vegetazione marina. Fonti governative peruviane hanno aggiunto che l’incidente ha avuto immediatamente gravi riflessi economici per le attività turistiche nella zona, e per i pescatori che sono stati bloccati in porto in attesa che si definiscano le dimensioni dell’accaduto.

Il presidente della Repubblica, Pedro Castillo, ha firmato un decreto riguardante una emergenza ambientale per l’ecosistema della zona colpita, intimando Repsol a farsi pienamente carico dei gravi danni causati.

spagna

Lima, 20 de enero de 2022- La alarma por contaminación en Perú crece día a día por la dispersión en el mar, no muy lejos de Lima, de unos 6.000 barriles de petróleo durante un trasvase de crudo desde un buque a la infraestructura del puerto La Pampilla. refinería, operada desde la empresa española Repsol.

El incidente, según medios peruanos, se produjo el 15 de enero, durante la agitación del océano Pacífico vinculada a la explosión volcánica en la isla de Tonga pero, sorprendentemente, al principio los directivos de Repsol evocaron la pérdida en mar de ​​”menos de un barril” de petróleo, por razones que son objeto de una investigación, han pasado muchas horas sin que se tomaran las medidas necesarias para contener la expansión del crudo que ayer llegó a la costa desde el mar, cubriendo una espesa capa negra capa, según el Organismo de Evaluación y Control Ambiental (Oefa), una veintena de playas en la zona de El Callao, entre ellas Ventanilla, Santa Rosa, Ancón y Chancay.

Por su parte, el Servicio Nacional de Áreas Protegidas del Estado (Sernanp) denunció la muerte de peces, aves y animales, así como una grave contaminación de la vegetación marina. Fuentes del gobierno peruano agregaron que el incidente tuvo de inmediato graves repercusiones económicas para las actividades turísticas de la zona, y para los pescadores que se encontraban bloqueados en puerto a la espera de que se definiera el alcance del siniestro.

El Presidente de la República, Pedro Castillo, firmó un decreto de emergencia ambiental para el ecosistema de la zona afectada, ordenando a Repsol asumir toda la responsabilidad por los graves daños causados.

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