A Truccazzano, in provincia di Milano, si coltiva un grano tenero molto antico

Dalla quasi totale scomparsa, alla rinascita di una delle sementi elette di Nazzareno Strampelli

di Vincenzo Barretta e Alessio Boffelli

Milano, 5 gennaio 2024 – La capacità di scoprire e conoscere i prodotti tipici del nostro territorio è un elemento decisivo per lo sviluppo della scoperta di conoscenze dei luoghi che quotidianamente viviamo e, soprattutto, si pone in antitesi ad un mercato che ci impone la conoscenza standardizzata dei prodotti.

Il prodotto tipico locale, frutto della terra, dell’allevamento, dell’artigianato, intercetta profonde esigenze di conservazione culturale, di tradizioni rurali, di tutela ambientale e territoriale, introducendoci a valori di vicinanza con l’ambiente e con l’intera comunità alla quale apparteniamo.

Un territorio, le sue origini, la sua storia, si possono raccontare anche attraverso la descrizione dei suoi prodotti tipici, proprio come la varietà di grano “Ardito” può raccontare una piccola ma importante parte della storia di Truccazzano, un comune  situato nell’estrema provincia est di Milano, che si estende per ben 22 Kmq e che ospita poco più di 5.800 abitanti.

A febbraio del 2018, al termine di studi e ricerche, il grano “Ardito” ha ricevuto la De.C.O., Denominazione Comunale di Origine, la certificazione del valore identitario del luogo di nascita e di crescita.

Ci ha parlato del grano “Ardito” Alessio Boffelli, studente della facoltà di “Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura” dell’Università Statale di Milano e discendente di una famiglia di ristoratori alla quale il Comune di Truccazzano ha rilasciato la seconda autorizzazione all’utilizzo del marchio De.C.O. per l’elaborazione di varie tipologie di paste fresche e dolci prodotti con il grano “Ardito”, nonché per l’inserimento del logo stesso sul menù della trattoria “Impero”, situata nella frazione di “Cavaione”, per contrassegnare i piatti preparati con i prodotti riconosciuti.

La storia del grano “Ardito” in Italia inizia nel 1916, quando l’agronomo e genetista Nazareno Strampelli unì tre tipi di grano, il “Rieti” originario della Piana Reatina, il “Wilhelmina Tarwe” di origine olandese e il giapponese “Akakomugi”, sementi differenti che conferirono al grano “Ardito” caratteristiche organolettiche uniche ed eccellenti qualità di coltivazione: tempi brevi di maturazione, alta resa per ettaro di terreno coltivato, resistenza all’allettamento (termine con il quale si indica il ripiegamento del fusto causato dalle intemperie) e resistenza alla ruggine, un fungo che attacca le piante di grano impedendone lo sviluppo e provocando anche la morte della pianta.

Le caratteristiche del grano “Ardito” consentirono all’Italia di raddoppiare, in soli 11 anni,  la produzione di grano da 44 milioni di quintali a 80 milioni di quintali.

Le prime tracce di coltivazione del grano “Ardito” nel territorio Truccazzano si hanno a partire dal 1929, quando un censimento dell’epoca registrò che la qualità “Ardito” era il grano più coltivato nelle campagne della Martesana.

La guerra e lo sviluppo industriale del periodo post-bellico in Lombardia crearono i presupposti affinché la cultura e la coltura del grano “Ardito” venisse persa, fino a quando nella frazione di Corneliano Bertario, del comune di Truccazzano, nel 2018 l’azienda agricola “Ceriani”, più conosciuta come “Cascina Claudina”, fece riscoprire nelle terre di Truccazzano la coltivazione del prezioso grano “Ardito”.

Oggi, per preservare  e promuovere l’autenticità del prodotto, la coltivazione del grano “Ardito” nelle campagne di Truccazzano è sottoposta ad un rigido disciplinare che prevede: “Rintracciabilità”, in grado di correlare le materie prime prodotte sul territorio comunale solo da aziende inserite nell’elenco delle autorizzazioni rilasciate dal Comune di Truccazzano; “Autocontrollo”, per il quale il licenziatario del marchio De.C.O. è responsabile del rispetto del disciplinare di produzione; “Etichettatura del prodotto”, che dovrà riportare il logo con l’indicazione “Prodotto Denominazione Comunale di Origine – Comune di Truccazzano”. 

La conoscenza di un prodotto tipico e unico per identità, è un importante strumento di immagine per il territorio, un importante veicolo di comunicazione per chi desidera elevare il prodotto a strumento di conoscenza. Anche se il grano di varietà “Ardito” è il frutto di attività imprenditoriali di piccola scala, contribuisce a rendere grande la tradizione produttiva agricola e culinaria del comune di Truccazzano.

spagna

En Truccazzano, en la provincia de Milán, se cultiva un trigo blando muy antiguo

De su casi total desaparición, al renacimiento de una de las semillas elegidas por Nazzareno Strampelli

Por Vincenzo Barretta y Alessio Boffelli

Milán, 5 de enero de 2024 – La capacidad de descubrir y conocer los productos típicos de nuestro territorio es un elemento decisivo para el desarrollo del conocimiento de los lugares que vivimos diariamente y, sobre todo, se opone a un mercado que nos impone el conocimiento estandarizado de los productos.

https://cascinaclaudina.it/prodotti#

El producto típico local, fruto de la tierra, de la ganadería, de la artesanía, responde a profundas necesidades de conservación cultural, de tradiciones rurales, de protección ambiental y territorial, introduciéndonos en valores de proximidad con el entorno y con toda la comunidad a la que pertenecemos.

Un territorio, sus orígenes, su historia, también se pueden contar a través de la descripción de sus productos típicos, tal como la variedad de trigo “Ardito” puede contar una pequeña pero importante parte de la historia de Truccazzano, un municipio situado en la provincia más oriental de Milán, que se extiende por 22 km² y alberga poco más de 5.800 habitantes.

En febrero de 2018, tras estudios e investigaciones, el trigo “Ardito” recibió la De.C.O. (Denominación Comunale de Origen), la certificación del valor identitario del lugar de nacimiento y crecimiento.

Nos habló del trigo “Ardito” Alessio Boffelli, estudiante de la Facultad de “Ciencias y Tecnologías para el Medio Ambiente y la Naturaleza” de la Universidad Estatal de Milán y descendiente de una familia de restauradores a la cual el municipio de Truccazzano le otorgó la segunda autorización para el uso del sello De.C.O. en la elaboración de varias tipos de pastas frescas y dulces elaboradas con el trigo “Ardito”, así como para la inclusión de su logo en el menú de la trattoria “Impero”, situada en la fracción de “Cavaione”, para marcar los platos preparados con los productos reconocidos.

La historia del trigo “Ardito” en Italia comienza en 1916, cuando el agrónomo y genetista Nazareno Strampelli cruzó tres tipos de trigo: el “Rieti” originario de la Llanura Reatina, el “Wilhelmina Tarwe” de origen holandés y el japonés “Akakomugi”. Estas semillas distintas otorgaron al trigo “Ardito” características organolépticas únicas y excelentes cualidades de cultivo: tiempos cortos de maduración, alta producción por hectárea de terreno cultivado, resistencia al acame (término utilizado para describir el doblamiento del tallo debido a inclemencias meteorológicas) y resistencia a la roya, un hongo que ataca las plantas de trigo impidiendo su desarrollo y provocando incluso la muerte de la planta.

Las características del trigo “Ardito” permitieron a Italia duplicar, en solo 11 años, la producción de trigo, pasando de 44 millones de quintales a 80 millones de quintales.

Las primeras evidencias del cultivo de trigo “Ardito” en el territorio de Truccazzano datan de 1929, cuando un censo de la época registró que la variedad “Ardito” era el trigo más cultivado en los campos de la Martesana.

La guerra y el desarrollo industrial del período de posguerra en Lombardía crearon las condiciones para que la cultura y el cultivo del trigo “Ardito” se perdieran, hasta que en 2018, en la fracción de Corneliano Bertario, del municipio de Truccazzano, la empresa agrícola “Ceriani”, más conocida como “Cascina Claudina”, hizo redescubrir el cultivo del valioso trigo “Ardito” en las tierras de Truccazzano.

Hoy, para preservar y promover la autenticidad del producto, el cultivo del trigo “Ardito” en las tierras de Truccazzano está sujeto a un riguroso reglamento que establece: “Rastreo”, capaz de correlacionar las materias primas producidas en el territorio comunal solo por empresas inscritas en el registro de autorizaciones emitidas por el municipio de Truccazzano; “Autocontrol”, por el cual el titular de la marca De.C.O. es responsable de cumplir con el reglamento de producción; “Etiquetado del producto”, que deberá llevar el logo con la indicación “Producto Denominación Comunale de Origen – Municipio de Truccazzano”.

Conocer un producto típico y único por su identidad es una herramienta importante de imagen para el territorio, un vehículo fundamental de comunicación para quienes desean elevar el producto como un instrumento de conocimiento. Aunque el trigo de la variedad “Ardito” es fruto de actividades empresariales de pequeña escala, contribuye a hacer grande la tradición productiva agrícola y culinaria del municipio de Truccazzano.

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